19 Aprile 2026 13:34

Imperia: 34enne ammesso al lavoro esterno evade dal carcere

In breve: L'uomo sarebbe dovuto rientrare nella Casa Circondariale di via Agnesi entro le 22.30 dopo il turno di lavoro, ma ha fatto perdere le proprie tracce dandosi alla fuga

Un detenuto italiano di 34 anni, con problemi di tossicodipendenza, ammesso al lavoro all’esterno in regime di articolo 21 dell’Ordinamento penitenziario, ha fatto perdere le proprie tracce dandosi alla fuga.

L’uomo sarebbe dovuto rientrare nella Casa Circondariale di via Agnesi entro le 22.30 dopo il turno di lavoro, ma ha fatto perdere le proprie tracce dandosi alla fuga

Il detenuto sarebbe dovuto rientrare nella Casa circondariale di via Agnesi entro le 22:30, dopo il turno di lavoro – spiega Giuseppe Giangrande, segretario provinciale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria – ma questo non è mai avvenuto: quindi è da considerarsi evaso ed a tutt’oggi è ricercatoOra è prioritario catturarlo, ma è ovvio che questa fuga assurda avrà per lui inevitabili conseguenze penali e disciplinari, per cui farebbe bene a costituirsi quanto prima”.

Anche questa evasione lampo è la conseguenza dello smantellamento, negli anni passati, delle politiche di sicurezza dei penitenziari – prosegue il sindacalistaSmembrare la sicurezza interna delle carceri con vigilanza dinamica, regime aperto ed assenza di Polizia Penitenziaria favorisce inevitabilmente gli eventi critici, che sono costanti e continuiServono regole ferree per ristabilire ordine e sicurezza nelle carceri, attuando davvero quella tolleranza zero verso i detenuti violenti che, anche in carcere, sono convinti di poter continuare a delinquere nella impunità assoluta! Qui serve, forte ed evidente, la presenza dello Stato, che non può tollerare questa diffusa”.

Per Donato Capece, segretario generale del SAPPE, “la priorità, adesso, è catturare l’evaso, ma una riflessione va necessariamente fatta su quanto avvenuto: chi lo ha ammesso al lavoro, in base a cosa lo hanno giudicato idoneo? Va necessariamente ripensato il concetto di fondo della pena alternativa al carcere, superando l’idea che essa possa essere la conseguenza di un automatismo di legge ad essa spesso connessa e non, invece, un vero e proprio istituto premiale per chi sconta la pena”. Il leader nazionale del primo Sindacato del Corpo evidenzia il ruolo centrale dei Baschi Azzurri nel sistema sicurezza del Paese: “Il Corpo di Polizia Penitenziaria ha dimostrato e dimostra, ogni giorno, non soltanto di costituire un grande baluardo in difesa della società contro la criminalità in termini preventivi, ma anche di avere in sé tutti i numeri, le capacità, le risorse, gli strumenti per impegnarsi ancora di più nella lotta contro la criminalità, per impegnarsi non soltanto dentro il carcere, ma anche fuori del carcere”, anche in relazione all’ampio settore dell’area penale. “Non lasciate soli le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria”, conclude Capece.

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