Dopo l’intervento di Paolo Mieli e del conduttore radiofonico Giuseppe Cruciani, l’ultimo appuntamento della rassegna “Incontri a Imperia”, in scena sulla suggestiva Banchina Aicardi a Oneglia, ha visto protagonista Maurizio Molinari e Michele Brambilla.
I due hanno discusso del ruolo strategico del Mediterraneo nello scenario geopolitico mondiale. Entrambi concordano sul fatto che siamo in una fase di transizione iniziata con l’elezione di Trump, che potrebbe portare a un mondo “completamente diverso” entro il 2030. Grandissima, come in tutti e tre gli appuntamenti, la partecipazione del pubblico.
“Incontri a Imperia”: tutto esaurito per l’ultimo incontro con Molinari e Brambilla
Spiega Maurizio Molinari: “Da uno sguardo che parla al Mediterraneo, Imperia e la Liguria hanno a che fare con il mare più conteso fra le grandi potenze, la Russia, gli Stati Uniti e la Cina. Tutti per qualche motivo vogliono il Mediterraneo, noi siamo nel bel mezzo e quindi naturalmente una grande opportunità economica e strategica per il nostro paese che si rispecchia negli incontri che abbiamo avuto qui a Imperia“.
“Lo scenario internazionale – dice Michele Brambilla – lo conosce molto meglio Maurizio, io però vedo che i lettori sono molto interessati, attratti da tematiche che ammettono di non conoscere molto. Ci stiamo informando sulla guerra del Medio Oriente, sull’Iran. Quello che posso dire io è che ho scoperto quanto sia importante il Mar Ligure e quindi il Mar Mediterraneo non solo per l’Italia, ma per l’Europa e per il mondo. L’Italia è un paese che non può essere paragonato agli altri per l’importanza che ha la Blue Economy. Il mare è il 10% del pill nazionale, quindi la sicurezza nel Mediterraneo, quello che succede qua, conta molto per il futuro dell’Italia.
“Io credo che noi siamo in una fase di transizione, iniziata con l’elezione del Presidente Trump, può durare 4 o 5 anni, forse nel 2030 il mondo sarà completamente diverso da quello che oggi noi conosciamo” – conclude Molinari.






