È stato presentato il 9 luglio il XIII Rapporto Nazionale sull’Economia del Mare, un documento realizzato da OsserMare, in collaborazione con Unioncamere e il Centro Studi Tagliacarne, che ogni anno fotografa lo stato della blue economy italiana: una delle filiere più dinamiche del Paese, che include portualità, turismo costiero, pesca, cantieristica, logistica marittima, ricerca, ambiente e innovazione.
Il rapporto analizza dunque dettagliatamente l’impatto economico e occupazionale di questi settori a livello nazionale, regionale e provinciale, restituendo una mappa chiara di dove il mare pesa di più nell’economia italiana.
La Liguria è leader dell’economia del mare, Imperia al top per occupazione

Dai dati emersi vediamo come la Liguria si confermi prima regione in Italia per incidenza dell’economia del mare sull’economia complessiva:
- 13,8% del valore aggiunto regionale proviene da settori marittimi,
- 15,4% degli occupati lavora nella filiera blu.
Numeri che la collocano ben al di sopra della media nazionale (11,3% del PIL e 1,1 milioni di occupati), e che testimoniano la forte specializzazione marittima della regione.
Le province liguri sono tutte presenti nella top ten nazionale:
- La Spezia si distingue per la specializzazione produttiva (17,4% del PIL provinciale legato al mare),
- Genova domina per valore assoluto e numero di imprese,
- Imperia è tra le province italiane a maggiore occupazione marittima collocandosi al 9° posto in Italia per incidenza dell’occupazione nell’economia del mare:
Un risultato rilevante che sottolinea il ruolo strategico del mare per l’occupazione nel Ponente ligure, anche in assenza di grandi infrastrutture portuali. Il territorio esprime una vocazione marittima radicata nella tradizione, ma con ampie potenzialità di crescita nel turismo nautico e nella cantieristica.
A cura di Selena Marvaldi






