16 Aprile 2026 06:10

Imperia: il nostro viaggio fra gli allevatori delle Alpi Liguri. “Affitti da migliaia di euro, nessun servizio e strade impraticabili” / Foto e Video

In breve: La dura vita degli allevatori che nei mesi estivi portano le loro mucche agli alpeggi

Una nostra troupe si è recata nell’alpeggio Pian del Latte, nel cuore delle Alpi Liguri, a poca distanza dal Colle del Garezzo, per incontrare gli allevatori che vivono in queste zone per tutti i medi estivi, insieme ai loro animali.

La dura vita degli allevatori che nei mesi estivi portano le loro mucche agli alpeggi

Posti incantevoli per un gita domenicale, ma a dir poco impegnativi per chi versa migliaia di euro ai Comuni per l’affitto dei pascoli e si trova a dover fare i conti con strade impraticabili, mancanza d’acqua e strutture piuttosto scadenti o addirittura inesistenti.

Matteo Giordano

Matteo Giordano in esatte vive con la sua compagna e un bimbo di due mesi nella malga dell’Alpeggio di Pian Latte. Per portare qui le sue mucche paga 20mila 500 euro al Comune di Montegrosso Pian Latte.

Spiega Matteo Giordano: “Il posto è incantevole per venirci un weekend, ma noi ci stiamo 5 mesi all’anno e da parecchi anni, non da quest’anno, continuiamo sempre a ribadire le stesse problematiche. Il problema grosso qua è l’acqua. Le mucche senza acqua non stanno.

Io qua tengo tutte mucche coi vitelli piccoli, fatico a farle bere, gli va indietro il latte, i vitelli vengono brutti e ne risentiamo, ne risentono i vitelli, ma ne risentiamo anche noi, perché vengono brutti. Poi il problema grosso sono le strade. Strade che se non hai dei carrarmati non riesci a andare. Sono anni che ribadiamo che bisogna mettere a posto queste strade per noi e per gli altri, perché poi vogliono rilanciare il turismo in montagna a parole, ma poi di fatto qua, non so, è due mesi che siamo qua, saran passate cinque macchine e però nessuno fa niente”.

Ecco, tra l’altro potreste avere anche un caseificio, l’abbiamo visto, in condizioni pietose oggi, diciamo la verità, e sono tutte strutture del comune e voi, appunto, pagate al Comune di Montegrosso €20.500 l’anno.

“Sì, il caseificio. La struttura c’è, era stata fatta prima ancora che ci fossi io, c’era un altro allevatore, poi è andata in rovina e non è mai stato messo in funzione. Io sono qua da 8 anni e ho chiesto da subito se si poteva rimettere in quadro. Io mungo poco, però cinque sei mucche da latte ce l’ho. Potrei fare il mio formaggio, con la mia compagna, venderlo sul posto, ma sono obbligato a tenere le mucche da latte a casa perché non non si può lavorare. Io sono di Ponti di Pornassio e di inverno, noi siamo laggiù e le mucche sono laggiù. Per fortuna c’è un operaio che mi dà una mano durante l’inverno, comunque l’estate grazie a lui possiamo mungere le mucche”.

Quindi nonostante non paghiate poco vi ritrovate in una situazione molto molto difficile. Che cosa chiedete?

“Noi chiediamo di essere ascoltati. Noi non è che sembra che magari rompiamo le scatole ai comuni, ma noi lo facciamo perché ci lavoriamo qua. Noi abbiamo bisogno di acqua, di strade. La montagna senza acqua e strade è morta. Non non non riusciamo a lavorare in queste condizioni.

I contributi ci sono. C’è da dire che rispetto agli anni indietro sono dimezzati e tardano sempre più ad arrivare. Per farti un esempio, quelli del 2024 io li devo ancora prendere e adesso siamo già nel 2025. Gli affitti però sono da pagare, i comuni vogliono i soldi, giustamente da una parte, ma noi come facciamo? Non so come si può fare.

Qua acqua non ce n’è più. Da quando è venuta l’alluvione, probabilmente si è deviato un po’ il percorso. L’acqua sotto c’è, sono già venuti rabdomanti e l’acqua c’è. Solo che qua non ci sono opere di presa, non sono mai state fatte, solo tubi messi così in delle pozzanghere, l’acqua si disperde col caldo.

Si potrebbe recuperare acqua anche eventualmente da da fornire giù ai comuni a valle, volendo. Io mi ero già informato, volendo qua con una spesa non eccessiva si potrebbero fare anche dei pozzi e poi ne potrebbero beneficiare anche più sotto di me, più in basso, lì a Case Fascei, che c’è anche un altro allevatore. Dall’alto l’acqua in più si porta dove si vuole, quindi sarebbe un lavoro secondo me per tutti”.

Insomma, il tuo messaggio qual è? Se mi faceste pagare un po’ meno, magari un po’ di cose le farei anch’io?

Certo, il principio è quello. Noi paghiamo talmente tanto d’affitto che io tante cose le ho già fatte qua. Gli abbeveratoi che vedete sono i miei, li avevo portati io. Quelli di là sono anche i miei, tanti lavori li ho fatti io, però con cifre esorbitanti così io non me la sento più di spendere nel territorio di un altro. Non è casa mia. Fosse casa mia lo faccio. Ovvio che se l’affitto fosse un po’ ridotto, si pagasse un po’ meno d’affitto, magari qualche lavoro lo potrei fare, perché poi qua ci viviamo noi tutte l’estate”.

Poi c’è un altro problema, che fa parte della natura: i lupi.

“Eh, il lupo è un problema serio che ormai da tanti anni ci colpisce. Qua ce n’è tre che girano, li abbiamo visti l’altra sera. Ormai non si spaventano manco più. I cani fan quello che possono, fanno tanto, l’anno scorso uno me l’han preso, non me l’hanno ammazzato, ma ci siamo arrivati vicini. Tocca tenere le mucche sempre un po’ cintate, strette che stanno tutte insieme.

Qua i ho tutte mucche coi vitelli, è tutto un lavoro in più e comunque non si vive mai tranquilli e qualche predazione l’abbiamo. In teoria la Regione quando vengono predati i vitelli fanno venire il sopralluogo, vengono le guardie forestali e però poi dicono che pagano, ma non pagano. Poi non pagano mai il giusto. Poi comunque non è mai ben pagata una bestia ammazzata da un lupo”.

Aldo Lomanto

Dal territorio del Comune di Montegrosso Pian Latte, passiamo al territorio del Comune di Mendatica. Il Comune di Mendatica riceve da un altro allevatore storico di questi territori, Aldo Lomanto 12mila euro all’anno. Ma Aldo non ha neanche un pezzo di casa dove stare e vive per mesi in una roulotte.

Spiega Aldo Lomanto: “Io non ho proprio nulla. Al contrario magari di qualche mio collega, che almeno ha la casa, qualche struttura, io non ho proprio niente. Niente, nudo e crudo”.

Per che cosa paghi 12mila euro all’anno?

“Per l’erba che mangiano le mie bestie. Tra l’altro negli ultimi anni mi hanno decurtato un bel po’ di pascolo, di conseguenza posso caricare molti meno animali e non posso più portare le capre, per assurdo, perché le capre farebbero un po’ di pulizia del pascolo. Invece sullo statuto c’è scritto che dovrei provvedere io a pulire i pascoli, ma è un controsenso pazzesco. Le capre lo fanno naturalmente.

Sono messo veramente male. Tutti i giorni devo portare il latte dall’alpeggio ad Albenga, dove ho il caseificio autorizzato per poter lavorare il latte e trasformarlo. Ed è un una spesa, uno stress e una fatica immane.

Quando sei sui pascoli dove dormi?

“In una bellissima roulotte, proprio bella, uno spettacolo. È proprio bello vivere in roulotte 4-5 mesi, senza avere un cesso, una doccia, un qualsiasi comfort che, voglio dire, siamo nel 2025, sarebbe il minimo. Io non so veramente chi si dovrebbe occupare della cosa. I comuni sono i proprietari, sono loro che prendono i soldi dell’affitto, però che si diano da fare in qualche modo, perché sono 21 anni che sono in questa condizione, non è un giorno.

Sono sempre stato messo così e continuo ad essere messo così, non è cambiato nulla, è cambiato solo il canone di affitto che è aumentato parecchio negli anni, però interventi, l’idea di avere un pezzettino di casa è impensabile. Niente, non so perché. Parlano che ci sia un progetto. Avevano anche fatto un comunicato stampa che dovevano fare una casa qui anni fa, tramite Slowfood e tutto quanto. Son passati di nuovo 10 o 12 anni, non so bene, ma non ho mai visto nulla. E le strade sono sempre peggio”.

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