Un duro sfogo, quello pubblicato su Facebook da Luca Abbo, ex concessionario dell’edicola situata sulla Spianata Borgo Peri a Imperia, dopo che il Comune ha pubblicato una manifestazione di interesse per la concessione dell’area – insieme a quella di via Scarincio – a fini di ristorazione, somministrazione o esercizio commerciale.
«Io sono il vecchio concessionario della Spianata, e fino a prova contraria sono ancora il proprietario della struttura in questione, visto che a giugno 2025 il Comune di Imperia mi ha ancora richiesto il pagamento dell’IMU e la struttura risulta regolarmente accatastata», scrive Abbo. «Non voglio entrare in polemiche sterili ed inutili sulle concessioni balneari, dove ormai c’è una guerra di pensiero e di posizione stile Guelfi e Ghibellini. Vorrei solo fare notare che comunque sulle attività sul demanio ci vivono famiglie che lavorano onestamente, e la retorica sulle spese minime e le lobby di potere non è inerente alla realtà di tutti».
L’ex gestore si sofferma anche sulla questione dei canoni: «Il mio chiosco aveva il canone minimo demaniale definito dal Ministero dei Trasporti che ammontava a oltre 4.000 euro ed era circa il doppio di quello che pagavano gli altri chioschi sul territorio comunale non sul demanio. Il Comune ha fatto qualcosa per limitare questa discrepanza a loro favore che perdura da anni? Ovviamente nulla, hanno intascato e basta».
Un passaggio centrale riguarda il bando dello scorso anno: «Mi è stato presentato con le stesse identiche condizioni degli stabilimenti balneari del territorio. E cosa potevo fare io visto che non potevo fare investimenti su difesa del litorale ecc. ecc.? Mi sono stati chiesti investimenti in opere pubbliche. OPERE PUBBLICHE. Marciapiedi, aiuole, asfalto, qualcosa che mi avrebbero contato come buono per richiedere il rinnovo. Non definito, non chiaro. Tanti hanno accettato, io, complice una situazione personale che non mi permetteva di continuare, ho rifiutato questo modus operandi».
Infine, la critica più accesa è rivolta alla decisione del Comune di cambiare la destinazione del chiosco. «Mi hanno chiamato decine di persone in questi mesi, interessate a rilevare l’attività, con vari progetti, tutti respinti in partenza dall’ufficio competente, perché lì loro ci volevano un’edicola, che con tutti i costi che loro però impongono è quasi insostenibile. Ora all’improvviso, dichiarazioni di interesse per ristorazione e somministrazione bevande invece va bene, su una struttura non loro e sulla quale io devo apprendere la cosa sul giornale locale. Ho solo una parola per la gestione di tutto questo. SCHIFO».
Al momento, il Comune di Imperia non ha ancora risposto pubblicamente alle dichiarazioni di Abbo. La manifestazione di interesse resterà aperta fino al 23 agosto.







