La pratica più attesa del Consiglio comunale di oggi, 29 luglio, è stata indubbiamente quella relativa alla proposta alla Regione da parte del Comune di adeguamento tecnico funzionale del Piano regolatore del porto di Oneglia. Presenti in sala rappresentanti della Compagnia portuale Maresca, che prima della seduta avevano manifestato davanti al Palazzo civico.
Il sindaco Scajola: “E’ finita una fase e se ne apre una nuova. Pronti a dare lavoro a chi lo dovesse perdere”
A relazionare in aula è stato il vicesindaco Giuseppe Fossati, che ha difeso la legittimità del Comune di decidere in merito al futuro del porto, attraverso una richiesta che dovrà essere vagliata dalla Regione. Fossati ha anche criticato “la strumentalizzazione politica che si è fatta su questa pratica”.
Spiega Fossati: “La normativa già oggi prevede una pluralità di funzioni di una banchina commerciale come quella onegliese. Il documento che oggi approveremo e sottoporremo alla Regione non cambia assolutamente le funzioni del porto di Oneglia. Quello che si può fare oggi si potrà fare anche domani. L’unica differenza è che non ci potranno essere strutture fisse per le merci, come silos o depositi.
La presenza di strutture fisse va a limitare la pluralità di funzioni che ci devono essere in un porto commerciale, a vantaggio solo di alcune limitate funzioni. Oggi le concessioni demaniali sulle strutture fisse sono scadute per legge, anche a prescindere dai ricorsi al Tar sulle nuove concessioni. Crediamo sia corretto ragionare in prospettiva e per il bene della città. Tutte le idee sono rispettabili, ma è anche vero che i cittadini ci hanno delegato a decidere”.
Interviene il sindaco Claudio Scajola: “Voglio parlare di fatti e non di nostalgie. Il porto comerciale di Oneglia oggi è fermo e la banchina per la maggior parte dell’anno è vuota. Il traffico commerciale si riduce a pochi attracchi l’anno per il cemento. La Compagnia portuale, che ha avuto un passato importante, oggi è ridotta a quattro soci. Oggi quel lavoro portuale è in gran parte assistenzialismo“.
Urla dal pubblico: “Lo avete ridotto voi il porto così. Tu sei un picciotto”. Interviene il presidente chiedendo “educazione e rispetto”.
Riprende Scajola: “I pochissimi lavoratori oggi vivono di fatto in base a sussidi pubblici e paradossalmente se il porto lavorasse sul serio perderebbero anche i sussidi. Non stiamo cancellando la funzione commerciale del porto. Abbiamo sempre voluto che la banchina oceanica rimanesse libera per tutti gli usi possibili, anche per emergenze. Prevediamo che la movimentazione delle merci e il deposito temporaneo siano fatti senza strutture fisse. Non stiamo vietando nulla. Visti i numeri e la realtà attuale non si può più pensare di occupare in modo permanente un’area che deve restare disponibile per nuovi sui e opportunità.
Mi è stato confermato da chi conosce le realtà portuali che questo modello mobile stia crescendo sempre più. Tutte le nuove concessioni sono date senza strutture fisse private. Dobbiamo pensare a cosa potremo attivare di nuovo nella nostra realtà onegliese. Ci sono dei contatti abbastanza sviluppati con un’importante compagnia che ha mostrato interesse per attraccare nella banchina oceanica e questo significherebbe ricaduto per operatori portuali e locali della città. Lavoro vero e non assistenzialismo. Non possiamo restare fermi. Dobbiamo avere il coraggio di adattare le nostre scelte ai tempi che cambiano.
Se fossi stato sindaco nei primi del Novecento probabilmente avrei sostenuto la costruzione della raffineria Sairo, che ha fatto fallire l’hotel Riviera. Avrei fatto come gli amministratori di allora. Ma oggi direi di non, perché le condizioni sono cambiate. Chi amministra deve governare senza essere incatenato alle vecchie logiche del passato.
Nel 2000 quando si rilasciò quella concessione si era valutato che fosse un’opportunità di lavoro. Ma la concessione è scaduta e le concessioni scadono perché ci deve essere l possibilità di valutare alla scadenza il cambiamento del territorio. E’ finita una fase. Cerchiamo di tracciare una linea, ragionando su quella successiva, augurandoci che possa dare più lavoro, visto che oggi il dato è molto modesto. Non ci possiamo permettere un porto sottoutilizzato, scollegato dalla città. Vorremmo vedere un porto vivo, produttivo, moderno, che attiri ricchezza e investimenti. Deve essere una banchina che dialoghi con il turismo, le attività produttive e il commercio. Non vogliamo escludere nessuno, ma aprire nuove strade.
Voglio dire a chi può essere preoccupato per il proprio lavoro che se ci fosse qualche addetto portuale che potesse pensare di rischiare la propria occupazione, l’Amministrazione comunale si impegna a garantirne il lavoro”.
Botta e risposta fra maggioranza e opposizione con urla da parte del pubblico
Daniela Bozzano del Pd dice: “Troviamo una soluzione. Anche si trattasse di una sola persona, il lavoro è lavoro. Non capisco perché tutta questa fretta”.
Sottolinea Laura Amoretti di Società aperta Imperia di tutti: “Dobbiamo capire che non si sta cancellando solo un pezzo importante della storia di Imperia, ma oggi si cancella un pezzo di futuro di lavoro e sviluppo economico. Basta leggere le relazioni annuali dei principali Osservatori di Economia Marittima per scoprire che i traffici marittimi commerciali a corto raggio del nostro Paese sono cresciuti negli ultimi vent’anni di un tasso fra il 2 e il 3% annuo e che il processo di efficientamento della flotta commerciale con la progressiva decarbonizzazione della propulsione fa della cosiddetta Blue Economy un pilastro di una svolta green realmente autentica e vera. Stasera non si cancella solo un pezzo di storia, ma un pezzo di futuro, il che è peggio.”. Il pubblico applaude.
Interviene Edoardo Verda del Pd: “Il porto di Oneglia fu testimone di una florida realtà industriale che caratterizzò la nostra città e il proto è stato motore di uno sviluppo industriale. Le condizioni mutarono a fine Novecento con un centrodestra che ha costantemente eroso e ridotto la vocazione commerciale e industriale della città, a favore di una vocazione turistica. Una vicenda su tutte fu l’installazione delle colonnine sulla banchina. Questa è una pratica che attacca l’unica realtà che porta lavoro al porto commerciale. Solo parole al vento e promesse senza conoscere una strategia. E’ una scelta politica e non di modernità. E’ una resa incondizionata”.
Alessandro Savioli di Società aperta e Imperia di tutti dice: “E’ una scelta assolutamente sbagliata. Il destino della città deve essere polifunzionale, non si può cancellare il porto commerciale. Senza strutture fisse sarà la fine. A chi danno fastidio i silos? Agli hotel a 5 stelle? A qualche imprenditore? Non fate questo errore dal quale non si può tornare indietro“.
Il presidente Simone Vassallo fa intervenire la Polizia locale dopo le urla da parte del pubblico
Dai banchi di maggioranza Luca Volpe di Insieme sottolinea: “Ho fatto parte delle amministrazioni di Sappa 1 e 2 che ebbe il coraggio di abbattere le inferriate del porto commerciale”.
Urla dal pubblico: “Le abbiamo sempre aperte, vergognatevi. Dovrete venire coi carri armati a togliere i silos”. Alcune persone vengono allontanate dalla Polizia locale su richiesta del presidente.
Le urla continuano “Vergogna vergogna. Speculatori affaristi”. Il presidente chiede di far allontanare le persone che urlano e interviene di nuovo la Polizia locale.
Riprende Volpe: “La pratica è molto semplice. La visione di questa Amministrazione è di uno scalo multifunzionale. Le concessioni sono scadute e di fatto quel tipo di attività oggi non sono più presenti sullo scalo. Ricordiamo quando il famoso libro bianco ha fermato la città per oltre un decennio e mandato in rovina delle famiglie. Si, abbiamo una visione sicuramente diversa. Non è accettabile venire qui a strumentalizzare la situazione“.
Ivan Bracco del Pd dice: “E’ fin troppo evidente che il fine della delibera è quello di sopprimere i traffici commerciali e la compagnia portuale. Non sono state coinvolte le associazioni cittadini per condividere una scelta fondamentale. Non si tutela l’interesse pubblico e il futuro della città. C’è poi un porto nel porto di cui nessuno parla e qui i silos non darebbero alcun fastidio e con un collegamento all’area ex Italcementi si potrebbe creare un polo commerciale vicino all’autostrada, lasciando anche spazio all’attracco di navi da crociera di medie dimensioni.
Non vorrei che la speculazione della ex Agnesi comprendesse anche questo porto nel porto di cui volutamente non si parla mai. Chiediamo il ritiro della pratica e l’apertura di un tavolo per ragionare con tutta la città. Altrimenti vi esporrete a ricorsi che si trascineranno per anni”.
Lucio Sardi dl Alleanza Verdi Sinistra sottolinea: “Abbiamo una pratica messa in atto con spirito ideologico contro un pezzo di economia cittadina. Ci attiveremo anche in Regione perché una modifica di questo tipo impedisce la fruizione del porto commerciale. L’assistenzialismo è la vostra navetta senza conducente che non serve a una mazza. (Applausi dal pubblico). E’ assistenzialismo a favore dei privati come la speculazione delle ex Ferriere. Il sindaco si assuma le sue responsabilità. Volete creare il degrado di un’area per poi poterci fare qualunque cosa in modo che gli imperiesi subiscano e si adattino. Quando faremo l’Aurelia bis il cemento ce lo faremo arrivare coi tir invece che via mare“.
Dalla maggioranza interviene Davide La Monica di Avanti. Che dice: “Le parole del sindaco mi hanno rassicurato. Quell’area va chiaramente riqualificata e sono confortato dall’impegno nei confronti dei lavoratori. E’ un’area che deve essere valorizzata anche dal punto di vista turistico, puntando anche sui ristoranti e investendo sulle strutture ricettive“.
Antonello Ranise di Insieme sottolinea: “Non vorrei che ci fosse una strumentalizzazione eccessiva su questo punto, perché qui si delinea il futuro del porto attraverso un adeguamento funzionale, che non significa stravolgere il porto”.
Deborah Bellotti del Pd dice: “Oggi quello di Oneglia è l’unico bacino commerciale rimasto e si vede erodere sempre più gli spazi. Noi come Partito Democratico consideriamo questa scelta come una scelta profondamente sbagliata“.
Matteo Fiorentino di Prima Imperia (maggioranza) sottolinea: “Dobbiamo generare il massimo indotto possibile per tutto il tessuto economico e sociale cittadino e in questa direzione si muove l’Amministrazione e il sindaco. Il porto può accogliere sia attività commerciali che turistiche, senza che una ostacoli l’altra. Le sfide moderne richiedono risposte moderne“.
Luciano Zarbano di Imperia senza padroni lamenta: “La proposta presenta gravi criticità. Elimina la funzione commerciale del porto di Oneglia, senza alternative chiare né valutazioni ambientali, giuridiche o socio-economiche. La scelta attuale compromette posti di lavoro a realtà storiche, potrebbe generare contenziosi, pregiudicando lo sviluppo del porto senza una visione strategica per il futuro della città. Il rischio che si corre è di impoverire ulteriormente il tessuto economico cittadino. Il vero nodo è capire se questa scelta risponda all’interesse generale. L’operazione sembra più orientata a liberare spazi per iniziative future, forse private”.
Andrea Landolfi di Insieme (maggioranza) sottolinea: “Capisco la preoccupazione dei lavoratori del porto e mi fa piacere l’intervento del sindaco che ha detto convintamente che questi lavoratori saranno ricollocati e non dovranno elemosinare sussidi“.
Urla dal pubblico: “Non lo vogliamo il vostro lavoro, giù le mani dal porto. Vergogna”. Nuovo intervento del presidente Simone Vassallo con l’allontanamento di altre persone dal pubblico.
Le proteste si spostano fuori della Sala consigliare. I portuali cantano “Fischia il vento”
Riprende Landolfi: “Sono cresciuto sul porto di Oneglia e ricordo le battaglie fr ale varie fazioni e ancora oggi siamo a discutere questa situazione con chi ha cercato di smontare con tutta l’accidia possibile, la realizzazione del porto turistico e mi riferisco al consigliere Bracco. Non si è deciso nulla, stiamo parlando di una proposta che inoltriamo alla Regione Liguria e parliamo di un silos con una concessione scaduta”.
Il pubblico ormai quasi tutto allontanato dalla Sala consigliare, nei corridoi esterni intona “Fischia il vento” e il presidente del Consiglio fa chiudere le porte della sala consigliare.
Interviene Loredana Modaffari del Pd: “Mi chiedo se il sindaco di sia reso conto che l’aria è cambiata rispetto al 2016 quando ha chiuso la Agnesi. Oggi vediamo visi di persone determinate a dire basta a questo tipo di scelte. Che hanno avuto il coraggio di venire qui a gridare la loro rabbia e non possono essere mortificate dalle battute del sindaco”. (Applausi del pubblico).
Il no alla pratica fa ritrovare l’unità al gruppo del Partito Democratico. Documento comune per legare il bacino di Oneglia a quello di Savona
Sempre la consigliera Modaffari ha poi letto un documento sottoscritto da tutto il gruppo del Pd quale dichiarazione di voto unanime del Pd contro la pratica, con la richiesta di inserimento del porto di Oneglia nell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale.
Il documento del gruppo del Pd
“La proposta di delibera del Comune di Imperia sull’adeguamento al Piano Regolatore Portuale, posta alla discussione del Consiglio Comunale del prossimo 28 luglio, sancisce l’abbandono di fatto della funzione commerciale del Porto di Oneglia: si tratta di una scelta da evitare in quanto priverebbe la città di una infrastruttura strategica, non offrirebbe sbocchi alternativi e avverrebbe in assenza della necessaria condivisione con le rappresentanze socio-economiche del territorio.
Il Partito Democratico ritiene che un tema di tale rilevanza, la cui valenza va ben oltre i confini della Città di Imperia, vada costruita coinvolgendo tutti coloro che operano nel settore, le categorie economiche, i sindacati e la Regione.
Vanno ricercate prospettive capaci di guardare alla “blue economy”, alla cantieristica e alla logistica, al turismo e alla pesca. In poche parole, oggi occorre guardare agli odierni e molteplici servizi innovativi legati al mare.
Bisogna evitare di cancellare realtà vive che producono lavoro e reddito. Il Partito Democratico non si limita ad esprimere un semplice diniego, ma propone di puntare ad una innovazione profonda che tenga conto dei processi di transizione ecologica in atto, come avviene nei porti di Genova e Savona, agevolando al contempo il percorso di ingresso del porto di Imperia nell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale.
Il Partito Democratico è, infatti, impegnato ad elaborare una proposta articolata sui programmi di sviluppo del Porto di Imperia da presentare quanto prima alla città in un ampio confronto di idee. Chiede pertanto al Sindaco il ritiro della pratica dalla discussione del Consiglio Comunale”.
Alla fine del lungo e teso dibattito, la pratica è stata approvata con i voti dell maggioranza.






