Il coraggio, la coerenza, la leadership battute probabilmente da un bisogno fisiologico che inesorabile ha spinto il sindaco ad uscire dall’aula prima della votazione sulla mozione relativa al riconoscimento dello Stato di Palestina.
Dopo aver arringato i “suoi”, stile Mel Gibson in Braveheart, e annunciato l’ennesima boutade per cercare una prima pagina su qualche quotidiano nazionale con una lettera alla Meloni chiedendo il “riconoscimento dello stato palestinese se non ci fosse stata immediatamente la fine dei bombardamenti su Gaza da parte di Israele”, Claudio Scajola abbandona l’aula del consiglio comunale sotto le bordate dell’indomabile Lucio Sardi, proponente della mozione ormai superata di fatto dalla situazione sul campo e dalla storia degli ultimi 75 anni sul riconoscimento dello Stato di Palestina, approvata a Genova proprio nella serata di ieri.
Ma chi sono gli eroi del nuovo millennio, esperti di politica internazionale tanto da far impallidire Lucio Caracciolo, il tanto amato Paolo Mileli e il prof. Alessandro Orsini, che hanno bocciato la mozione e quali motivazioni hanno addotto?
A dirla con le parole dell’avvocato La Monica (che ha parlato per tutta la maggioranza, ndr) perché “l’approccio migliore è non prendere posizione” e perché “la mozione dev’essere epurata dai passaggi contro Israele” nonostante allo stesso tempo “condanniamo assolutamente, stanno esagerando (Israele), stanno facendo cose atroci”. Un po’ di confusione avvocato se non imbarazzo? Non le ha viste le immagini delle migliaia di morti? E i bambini che stanno morendo di fame perché Israele, su cui non bisogna prendere posizione, non fa entrare il cibo a Gaza e mitraglia quei poveri disgraziati che tentano di avvicinarsi ai centri di distribuzione per un tozzo di pane? E le risoluzioni dell’Onu che da decenni vengono ignorate da Israele? E il mandato di arresto nei confronti del premier Israeliano Benjamin Netanyahu, emesso dalla Corte Penale Internazionale di cui l’Italia è stato membro e fondatore? Potrei continuare ma…
Veniamo ai nomi e cognomi dei coraggiosi invece: Giuseppe Venuto, Nicoletta Oneglio, Paolo Ornamento, Davide La Monica, Giovanni Montanaro, Andrea Landolfi, Ida Acquarone, Pino Camiolo, Rita Elena, Martina Bencardino, Luca Volpe, Daniele Ciccione, Silvia Mameli, Simone Vassallo e Matteo Fiorentino.
Simona Gazzano e Orlando Baldassarre si sono astenuti. Antonello Motosso, probabilmente non vendendo il sindaco in aula, è andato in crisi e pare non abbia votato.
Nota di colore l’allontanamento, volontario sia chiaro in quanto “la tigre della Cisgiordania” è abituata a ben di peggio, di Susanna Bernoldi che dopo aver ricordato ai lor signori/e consiglieri/e le oltre 60 mila vittime del Genocidio in corso a Gaza ha espresso il suo pensiero sul sentimento che avrebbero dovuto provare (vergogna) gli “eletti” definendoli “penosi”. Una scena “infame” per la storia di Susanna Bernoldi, attivista in prima linea, lei sì con le palle quadrate (scusate il francesismo), alla quale molti dei consiglieri che hanno votato contro la mozione non si potrebbero nemmeno permettere di lucidare le scarpe.
Infine, caro Sardi i Palestinesi di certo non aspettano perché i consiglieri sopracitati non “hanno le palle”, come dice Lei. I Palestinesi sono oltre 75 anni che resistono alla violenza e ai soprusi di uno Stato fondato sulla violenza e che viola costantemente il diritto internazionale. R-esistevano, r-esistono e r-esisteranno anche in futuro se Dio vorrà.
La soluzione dei due Stati non potrà che continuare a fomentare odio e disparità. Uno Stato unico, laico, dove tutti abbiano gli stessi doveri/diritti e le risorse distribuite con equità, solo così si potrà avere pace in Palestina.
A cura di Gabriele Piccardo






