Dopo l’ampio dibattito in Consiglio Comunale sul futuro del porto commerciale di Oneglia, il consigliere di minoranza del Partito Democratico, Ivan Bracco, insiste su un progetto diverso.
“Un porto nel porto” – Dichiara Bracco al nostro giornale, che punta al rilancio della banchina Olearia e dell’area dell’ex Italcementi.
Questo, secondo il consigliere democratico, consentirebbe di far “convivere perfettamente le tre tipologie: la pesca, la parte turistica e il porto commerciale dove potrebbero benissimo convivere due tipologie di navi di carico, sia merci rinfuse, sia merci in pallet o altra tipologia”.
Porto di Oneglia: il consigliere Bracco lancia un progetto per lo sviluppo della banchina Olearia
“Un porto nel porto, qua ci troviamo sulla banchina cosiddetta Olearia che è stata costruita con i fondi dell’Unione Europea per ospitare i silos dell’olio che da Porto Maurizio dovevano essere trasferiti qua, non sono mai stati costruiti. È una banchina di un’ottantina di metri e come potete vedere nel lato di fronte c’è un’altra possibilità, come era nel progetto, di costruire un’altra banchina di 120-130 metri.
Come abbiamo evidenziato in Consiglio Comunale, qua c’è la possibilità di far convivere perfettamente le tre tipologie, la pesca che è nel bacino tradizionale di Calata Cuneo, la parte turistica che andrebbe sulla banchina oceanica, dunque che darebbe vita al porto tradizionale e questa parte di qua verso il torrente impero che sarebbe il porto commerciale dove potrebbero benissimo convivere due tipologie di navi di carico, sia merci rinfuse, sia merci in pallet o altra tipologia.
Dunque c’è la possibilità, se c’è la volontà, di far convivere la portualità turistica e commerciale.
Dalle verifiche e dagli studi che abbiamo fatto c’è la possibilità di collegare con delle condotte per le merci sfuse questa banchina, dunque quest’area portuale, con l’area ex Italcementi che dista 400 metri. C’è anche la possibilità di creare una corsia per autotreni lungo il torrente come è stato creato a Genova lungo il Bisagno e in quell’area c’è la possibilità di creare dei silos per le rinfuse e c’è la possibilità anche di creare dei depositi per merci alimentari, come per far diventare questo porto un porto slow food, dunque movimentazioni di merci alimentari di nicchia.
Ci troveremo vicino allo svincolo autostradale, dunque i mezzi pesanti non entrerebbero minimamente nel centro cittadino, nel centro città.
Questa è una visione diversa, ci vuole la volontà politica di dire che quell’area deve essere destinata a questo tipo di sviluppo e abbiamo calcolato che con una struttura del genere ci sarebbero subito dai 100 ai 120 posti di lavoro fissi tutto l’anno.
Dunque è un’opportunità reale che si può costruire, ci sono anche delle aziende private che sarebbero interessate a venire a investire, però il problema è che ci vuole un’amministrazione che sia dialogante.
Qua ad Imperia hanno cancellato la possibilità di sviluppo. Una persona deciso per tutta la collettività.
Io mi aspettavo che un sindaco normalmente democratico doveva venire, parlare con la compagnia, parlare con gli spedizionieri, pagare con tutti gli operatori del porto, sentire le loro il loro punto di vista e condividere per poter arrivare a una soluzione che portasse veramente ricchezza alla città.
Io ho paura che questa operazione sia un’operazione per portare ricchezza solo a pochissime persone. Non voglio vederci male, perché poi mi criticano dicendo che sono sempre il solito poliziotto però abbiamo lo stabilimento Agnesi a 200 metri. Non vorrei che questo porto, questa parte di porto diventi uno sfocio al mare per una speculazione edilizia lì vicino.
Cerchiamo di essere presenti e di non ragionare al solito modo.Apriamoci al dialogo e porteremo sicuramente uno sviluppo del lavoro in questa città che manca tantissimo”.






