2 Maggio 2026 20:50

Porto di Oneglia, adeguamento piano regolatore. Società Aperta-Imperia di Tutti: “Si sta cancellando non solo storia della città, ma anche il suo futuro”

In breve: L'intervento del gruppo consiliare di minoranza: "Evidenze economiche indicano l’univocazionalità come una strategia perdente"

Il gruppo consiliare Società Aperta – Imperia di Tutti, formato dai consiglieri di minoranza Enrico Lauretti, Alessandro Savioli e Laura Amoretti, interviene con una nota in seguito all’approvazione nell’ultimo consiglio comunale dell’adeguamento del Piano Regolatore del porto di Oneglia.

L’intervento del gruppo consiliare di minoranza: “Evidenze economiche indicano l’univocazionalità come una strategia perdente”

Scrivono i consiglieri del gruppo: “Il gruppo consiliare Società Aperta e Imperia di Tutti, con gli interventi della consigliera Laura Amoretti e di Alessandro Savioli, ha cercato di dare un contributo chiaro e puntuale a un dibattito consiliare difficile e, a volte, confuso e fuorviante.

La prima riflessione che ora possiamo fare è quella di ribadire una grande preoccupazione per le scelte adottate nel nuovo Piano Regolatore Portuale, che segnano la chiusura definitiva della funzione commerciale del porto di Oneglia, con la rimozione di infrastrutture storiche come la pesa doganale e i silos.

Questo piano non nasce dal nulla, ma è il frutto di una visione politica che, da decenni, esclude la possibilità di una convivenza virtuosa tra portualità turistica, commerciale e della pesca, promuovendo una progressiva marginalizzazione della funzione produttiva. La delibera approvata in Consiglio comunale rappresenta l’atto conclusivo di questo percorso, in contrasto con le evidenze economiche che indicano l’univocazionalità come una strategia perdente.

Limitando gli spazi e le opportunità operative, è inevitabile che le attività economiche si riducano. Ma questo non ne dimostra l’inutilità: è l’effetto di una scelta precisa. Si sta cancellando non solo un pezzo della storia di Imperia, ma anche un pezzo del suo futuro.

Le analisi degli Osservatori di Economia Marittima dimostrano che i traffici marittimi commerciali a corto raggio crescono da vent’anni a un ritmo compreso tra il 2% e il 3% annuo, e che il percorso verso la decarbonizzazione della flotta rende la Blue Economy uno dei pilastri autentici della transizione green.

In questo contesto, l’ingresso del porto di Imperia nell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale rappresenterebbe un atto concreto di rilancio e visione strategica: un primo passo verso l’integrazione in una rete portuale moderna, efficiente e sostenibile.

L’amministrazione sembra invece voler riportare la città a una visione economica da anni Ottanta, dove tutto ciò che non è turismo viene cancellato. Una prospettiva limitata, che realtà europee come Barcellona stanno già superando, adottando modelli di multivocazionalità intelligenti e inclusivi.

Imperia non può essere ridotta a un’unica vocazione. È una città capace di accogliere, lavorare, innovare. La portualità è parte integrante di questa identità. Noi continueremo a sostenerla, con equilibrio, coraggio e visione“.

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