Tensione crescente sui crinali tra i Monti Moro e Guardiabella, dove il progetto del mega parco eolico da 198,4 MW continua a dividere territorio e comunità locali. All’alba del 5 agosto scorso, parrebbe che una ditta esterna, che opera per conto della 18Più Energia srl, abbia installato un nuovo box per misurazioni anemometriche, alimentato da due pannelli fotovoltaici, a pochi metri dall’anemometro già presente dal 2022.
L’operazione, condotta in sordina nelle prime ore del mattino, non è sfuggita all’attenzione dei residenti e delle amministrazioni locali
Un episodio che riporta alla memoria il tentativo fallito del 9 luglio, quando un presidio spontaneo di cittadini e tre sindaci aveva impedito analogo posizionamento nella zona del Monte Sette Fontane.
In quel caso, i primi cittadini del territorio si erano immediatamente attivati, richiedendo un sopralluogo dei Carabinieri Forestali e avviando verifiche sulla regolarità procedurale dell’installazione. Una mossa che testimonia la preoccupazione crescente per un progetto che coinvolgerebbe dieci comuni: Aurigo, Borgomaro, Castellaro, Cipressa, Dolcedo, Pietrabruna, Pieve di Teco, Prelà, Rezzo, con strada di accesso attraverso San Lorenzo al Mare e Costarainera.
Proprio il 5 agosto, rispondendo a un’interrogazione del consigliere regionale Pd Enrico Ioculano, l’assessore regionale Luca Lombardi (intervenuto su delega dell’assessore all’ambiente Giacomo Giampedrone) aveva dichiarato che “non risultano lavori in corso, nessun intervento è autorizzato o autorizzabile“.










