Una giornata che doveva essere all’insegna del relax si è trasformata in un incubo per una donna di circa 30 anni, ritrovatasi sequestrata all’interno di un’abitazione dell’entroterra imperiese. A tenerla prigioniera, secondo il suo racconto, sarebbe stato il compagno, accecato da una gelosia furiosa e implacabile, che l’avrebbe costretta a subire rapporti sessuali per ore.
Era stata la stessa donna a recarsi in caserma al termine di quella drammatica giornata avvenuta circa un mese fa per sporgere denuncia. Secondo la sua testimonianza, un litigio sarebbe rapidamente degenerato: dalle urla si sarebbe passati alle percosse e infine alla violenza sessuale. La vittima, al termine della deposizione, era stata accompagnata in ospedale dove gli accertamenti medici avevano confermato la presenza di lesioni compatibili con il racconto, sia fisiche che riconducibili ad abusi sessuali.
Le indagini, partite immediatamente, hanno portato, tra le altre cose, all’acquisizione dei messaggi scambiati tra i due. Nei confronti del 50enne sono state applicate le misure cautelari del divieto di avvicinamento alla parte offesa e del divieto di dimora nel comune di residenza della donna.
L’uomo, assistito dall’avvocato Luca Ritzu, ha dichiarato di voler fornire la propria versione dei fatti, anche alla luce delle accuse molto gravi a suo carico: lesioni personali aggravate, sequestro di persona e violenza sessuale. La parte offesa è rappresentata invece dall’avvocato Simona Bertoldo.






