Il movimento “Insieme per Amore contro ogni forma di diga sul torrente Argentina” interviene con una risposta alla proposta, portata avanti da Coldiretti Imperia e Ance Imperia, di realizzare dei mini invasi per contrastare la siccità nel Ponente Ligure.
Scrive il movimento: “Come rappresentanti del movimento “Insieme per Amore contro ogni forma di diga sul torrente Argentina” restiamo stupiti dal fatto che ancora una volta la risposta al problema della siccità sia quella di costruire invasi, sbarrando i torrenti con colate di cemento, mettendo a rischio la vita degli abitanti, deturpando l’ambiente, minacciando mirabili ecosistemi e ci sentiamo in obbligo di compiere alcune osservazioni.
- L’Ance e la Coldiretti, hanno interpellato le Istituzioni, senza mettersi in ascolto della voce dei cittadini abitanti delle valli, in particolare della valle Argentina, che nel 2023 hanno ripreso una lotta storica contro la riproposizione del progetto di costruzione, in un territorio fragile e franoso, a rischio sismico e idrogeologico, della “famigerata” diga di Glori, per il momento accantonato.
- Nel Convegno organizzato dall’Ance a Imperia nel giugno 2024 erano stati presentati degli studi commissionati a Docenti dell’Università di Genova relativi alla progettazione sui torrenti delle valli imperiesi di invasi di circa 8/10 metri di altezza, equivalenti ad un palazzo di almeno tre piani.
- Le motivazioni sono sempre le stesse: approvvigionamento idrico ad uso potabile, agricolo, antincendio ed energetico, con ricadute economiche positive a livello turistico. Desideriamo sottolineare che nella valle Argentina non sono necessari invasi, perché esistono già acquedotti con vasche per uso potabile e irriguo e sono in via di ripristino o di nuovacostruzione opere similari, in grado di soddisfare tali bisogni, anche in funzione antincendio. Alcune di esse sono in via di realizzazione, nei comuni di Badalucco, Montalto Carpasio e Triora e di progettazione, nel comune di Molini di Triora.
- È opportuno ricordare che nella nostra Provincia la perdita di acqua dalle condutture è del 42% e in alcune zone del 70%.
- Proponiamo di investire nella rete idrica (cura, manutenzione e rinnovo),nel ripristino di beodi esistenti, nella ricerca e nella mappatura delle sorgenti, nella ricarica dei pozzi, nel riutilizzo delle acque dei depuratori a scopo irriguo, nella raccolta delle acque piovane, nell’educazione all’uso responsabile dell’acqua, bene prezioso e indispensabile.
- Sosteniamo, suffragati dal parere di autorevoli esperti e docenti universitari, che le dighe e gli invasi non sono la soluzione al problema idrico, che le falde naturali e sotterranee sono il miglior luogo di stoccaggio e che ci sono altri modi per captare e derivare acqua (sorgenti, pozzi che possono essere ricaricati, piccole traverse, “e ciüxe de sti agni”).
- Desideriamo ricordare che in una Valle il torrente è demaniale, è un bene pubblico, è uno e di tutti e che nessun Comune se ne può appropriare, neanche di un pezzo.
- Ci permettiamo di far osservare all’Ance che nelle nostre Valli vi è un notevole bisogno di strutture sociali, culturali, sanitarie, opere che non determinano né pericoli né danni alla popolazione e all’ambiente, opere rivolte al bene pubblico, che possono essere un aiuto per frenare lo spopolamento dei nostri territori. Suggeriamo all’Ance di rivolgere i progetti in tale direzione.
- Riteniamo infine, come ci insegnano illustri docenti e come la nostra gente ci ha trasmesso negli anni con una lotta sacrosanta, che il torrente si comporta come un nastro trasportatore e deve scorrere libero dalla sorgente alla foce, alimentando le falde sotterranee e costruendo con i detriti una barriera naturale contro l’intrusione del cuneo salino.
A nome del movimento Insieme per Amore contro ogni forma di diga sul torrente Argentina:
Antonio Panizzi, Franco Bianchi, Gianna Maria Boeri, Costante Lanteri, Colombo Panizzi.






