18 Aprile 2026 14:43

Global Sumud Flotilla, mobilitazione a sostegno dopo l’abbordaggio di Israele. La Comunità Islamica di Imperia invia una lettera al Prefetto

È grande e diffusa la mobilitazione a sostegno della Global Sumud Flotilla, la missione umanitaria per Gaza abbordata con metodi definiti anche violenti dalla Marina militare israeliana (IDF) nella notte tra il 1° e il 2 ottobre, mentre si trovava in acque internazionali, a circa 40 miglia nautiche da Gaza.

Alla notizia del blitz, avvenuto contro una ventina di piccole imbarcazioni a vela con a bordo attivisti disarmati, si sono scatenate manifestazioni di massa in tutta Italia e nel mondo. Centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza per denunciare le gravi violazioni dei diritti umani in corso. In diverse città italiane sono stati bloccati binari ferroviari, stazioni e spazi pubblici in segno di protesta e solidarietà.

Anche a Imperia, nella stessa serata del 1° ottobre, decine di persone si sono radunate in Piazza Dante, dando vita a una manifestazione spontanea per esprimere il proprio sostegno alla Flottilla e alle persone a bordo, tra cui due cittadini genovesi: José Nivoi e Pietro Queirolo Palmas.

Lettera al Prefetto da parte della comunità islamica di Imperia

Questa mattina, 2 ottobre, diverse associazioni, collettivi e comunità locali hanno iniziato a inviare lettere alle istituzioni per chiedere un intervento urgente delle autorità italiane a tutela della sicurezza degli attivisti e per sostenere le imbarcazioni ancora in mare.

Tra le realtà che si sono mobilitate c’è anche la Comunità islamica di Imperia, che, attraverso il suo Presidente, ha inviato una lettera al Prefetto Giaccari, esprimendo preoccupazione per l’accaduto e richiedendo un’immediata presa di posizione da parte dello Stato italiano.

“A nome della comunità islamica di Imperia desideriamo esprimerLe la nostra più profonda preoccupazione legata agli ultimi avvenimenti accaduti, nelle acque Internazionali, a circa 70 miglia marine dalla Striscia di Gaza (Palestina), alle imbarcazioni che compongono la Global Sumud Flotilla.

L’esercito israeliano ha abbordato, in spregio al diritto internazionale, con soldati armati gli equipaggi tra cui anche quello della barca “Karma” su cui a bordo viaggiava il presidente dell’U.CO.I.I., il dott. Yassine Lafram, cittadino italiano, padre di 4 bambini, uomo di pace e da sempre in prima linea nel dialogo interreligioso.

Dalle ore 19.45 del 1 ottobre abbiamo perso ogni contatto con il nostro presidente e temiamo fortemente per la sua incolumità. In primis per violenza che caratterizza l’esercito israeliano e per il suo stato di fedele musulmano.

Voglia la S.V. farsi portavoce della nostra angoscia presso il Governo affinché intervenga a tutti i livelli per liberare e tutelare la vita di tutti i componenti della missione umanitaria.

La nostra comunità è in stato di agitazione e lo sarà fino a quando non avremo notizie rassicuranti sulla sorte del dott. Lafram e dei suoi compagni di viaggio. Riteniamo le azioni di Israele del tutto illegali, un atto di pirateria, un sequestro di persona.

Ci preme ricordare che la Sumud Flotilla si trovava nelle acque internazionali, navigava con scopi umanitari, e il suo equipaggio trasportava soltanto pacchi alimentari e medicinali al fine di alleviare le insostenibili sofferenze che la popolazione di Gaza sta subendo da ormai due anni. Uno sterminio inaccettabile che vede i bambini come principali vittime (oltre 20.000 i minori uccisi). Siamo certi che possa comprendere la nostra preoccupazione e che si farà portavoce della nostra istanza”.

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