17 Aprile 2026 19:52

‌Imperia: un fiume per Gaza, in 3000 al corteo ProPal. “Stop al Genocidio, Israele liberi subito gli attivisti della Flotilla” / Foto e Video

In breve: Al corteo hanno preso parte semplici cittadini, esponenti della sinistra, lavoratori, tantissimi studenti del territorio, i sindacati di CGIL e USB e la Comunità Islamica di Imperia.

Quasi 3 mila persone hanno partecipato questa mattina, venerdì 3 ottobre, al corteo cittadino in sostegno della Global Sumud Flotilla. Un numero di partecipanti incredibilmente alto nonostante la Commissione di Garanzia sugli scioperi avesse valutato illegittimo lo sciopero generale, “in violazione dell’obbligo legale di preavviso“.

Il corteo, scortato in maniera pacifica dalle forze dell’ordine, si è snodato lungo le vie della città

La manifestazione, indetta dai sindacati USB e CGIL, è partita da Piazza Calvi per poi dirigersi verso Piazza della Vittoria, nei pressi del Comune di Imperia per terminare in Piazza Roma. Al corteo hanno preso parte semplici cittadini, esponenti della sinistra, lavoratori, tantissimi studenti del territorio, i sindacati di CGIL e USB e la Comunità Islamica di Imperia.

I manifestanti hanno gridato slogan a sostegno della Palestina e contro gli attacchi subiti dalla Global Sumud Flotilla, sulla quale si trovano anche due cittadini genovesi.

Spiega Tiziano Tomatis (CGIL):”È stato uno sciopero tempestivo, uno sciopero che non si usa fare se non per casi eccezionali. Questo è uno sciopero che noi avevamo già preventivato nel caso in cui la flottilla fosse stata bloccata o attaccata, cosa che è successa il giorno scorso. 

È stato un atto diciamo anche cruento, nonostante fortunatamente non siano stati feriti, comunque è stato proprio una manifestazione di arroganza e aggressività da parte del governo israeliano. Tanto più che è avvenuto anche in acque internazionali

Quindi noi come preventivato abbiamo proclamato lo sciopero generale e cerchiamo di manifestare in tutte le piazze d’Italia proprio per portare all’opinione pubblica quando sta accadendo in quelle terre ormai da troppi mesi. 

Il genocidio ormai è una cosa che non si può più evitare di parlarne perché è un fatto reale dove continuano a morire anche oggi, nonostante tutto, bambini, donne, uomini, civili

Noi siamo qua oggi per dire basta a questa cosa, per dare dignità a un governo nostro che oggi non ha fatto ancora nulla. All’Europa, alla comunità internazionale che poco hanno fatto, addirittura si dimostrano spesso e volentieri conniventi con un governo che è considerato ormai un assassino nei confronti di una popolazione

Una cosa che non è accettabile, riteniamo che questo sciopero sia uno sciopero per la vita, uno sciopero doveroso. Come sindacato non possiamo lasciare, abbandonare tra l’altro cittadini italiani su acque internazionali sott’attacco da un governo nemico, in questo caso perché sta uccidendo delle persone. Tutti quelli che commettono questi atti non possono essere ritenuti degni di far parte di una comunità

Pertanto noi oggi siamo qua per protestare, per gridare, per invitare i governi, l’Europa, la comunità europea a bloccare tutti i traffici commerciali con Israele, applicare le sanzioni come è giusto che sia. Perché non ha più senso e siamo fuori dalla realtà

Non è più accettabile una condizione di questo genere. Diciamo basta, Palestina libera, due popoli, due stati. Questa è la nostra richiesta”. 

Aggiunge Michelangelo Benza (USB Scuola): “Abbiamo deciso di indire questo sciopero senza preavviso, l’avevamo annunciato. Il preavviso non era possibile in quanto lo sciopero sarebbe stato il giorno dopo del fermo della flottiglia. Il governo ovviamente reagisce come può

Si vede chiaramente un’enorme difficoltà da parte dei Meloni, di Salvini in questo momento. Non sanno più come rispondere, è sempre più evidente alla popolazione italiana che questo genocidio va fermato e che l’Italia è fino al collo immersa nella questione israeliana palestinese

Lo sappiamo bene con Leonardo che continua a tentennare, a dire che non vende più armi a Israele, quando è l’unico a sostenerlo. È provato da ogni rapporto internazionale, compresi i rapporti ONU, con il governo che continua a dire di non poterci fare niente, di stare tentando una mediazione, non è assolutamente vero.

Loro possono intervenire su questo massacro e quindi è ovvio che non digeriscano bene questo sciopero, è ovvio che non digeriscano bene queste piazze perché fondamentalmente stanno facendo paura, perché il popolo italiano sta chiedendo di prendere parte su una questione su cui loro non vogliono prendere parte o perlomeno non vogliono stare dalla parte giusta”. 

Conclude Roberto Hamza Piccardo della Comunità Islamica: ”È molto importante, sta crescendo in tutta Italia e nel mondo la causa di Gaza che è la causa del mondo, la causa degli oppressi, la causa dei popoli. 

Oggi Gaza è nel cuore di tutte le persone del mondo che amano la verità e la giustizia

Noi abbiamo tante ragioni per stare qua, una in più è quella del sequestro che è stato fatto ieri da parte delle entità dell’occupazione in Palestina, che ha sequestrato in acqua internazionale persone pacifiche che non avevano fatto nessun reato

Tra loro il presidente dell’Unione delle Comunità Islamiche Yassine Lafram e un altro fratello nostro italiano di origine marocchina che sono detenuti in Israele

Noi chiediamo l’immediata liberazione. Chiediamo che il governo italiano intervenga in maniera pesante, in maniera forte nei confronti del suo alleato e lo obblighi a liberare i nostri fratelli e tutti gli attivisti della flottillia

Questo è molto importante, sta avvenendo in tutto il mondo questa cosa. In Italia in particolare vediamo un grande movimento che sta salendo e noi siamo con loro”

Sciopero venerdì 3 ottobre: ecco i video e le foto del Corteo a Imperia

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