Gabriella Badano di Europa Verde interviene sul dibattuto progetto di forestazione urbana previsto sul lungomare Vespucci. Un’opera che divide l’opinione pubblica ma che, secondo l’esponente ambientalista, rappresenta “un’inversione di tendenza” importante per la città.
Bosco urbano su lungomare Vespucci, la soddisfazione di Europa Verde
Alcune considerazioni su mobilità e verde urbano, prima di entrare nel merito del progetto, giunto ormai in fase esecutiva con l’approvazione dell’affidamento della direzione dei lavori.
Intervenire sulla mobilità veicolare urbana è una delle scelte più difficili per un’amministrazione pubblica, in quanto modificare abitudini consolidate della popolazione proponendo soluzioni nuove, sempre osteggiate, crea un’immediata reazione di protesta. Se poi il tema della mobilità è legato alla sostenibilità ambientale, con tutto ciò che ne consegue, l’impatto delle proposte diventa esplosivo. La considerazione non vale solo per chi governa le città, ma anche per chi, associazioni con ruoli di partecipazione attiva, presenta proposte sullo stesso terreno. Ricordo gli infiniti confronti pubblici, le discussioni accese, i dissensi illustri quando, come Legambiente, proponemmo l’istituzione dell’isola pedonale in via Cascione. Da un iniziale fortissimo contrasto di cittadini, commercianti, forze politiche, attraverso un lungo percorso di confronto concreto su opportunità e limiti si giunse alla sua realizzazione, oggi largamente condivisa anche da chi in allora si era opposto.
Oggi, per la prima volta ad Imperia, si toglie asfalto per fare posto ad un bosco di alberi di media dimensione. Pensare di realizzare questa scelta innovativa ed in controtendenza rispetto al consueto uso del territorio, con una pratica nascosta tra le pieghe della programmazione triennale delle opere pubbliche, senza avviare un confronto col contesto urbano in cui si intende realizzarlo non è solo il solito modo consueto di voler scegliere a prescindere, ma è anche mancanza di lungimiranza e coraggio politico.
Presentarlo alla città e agli abitanti interessati non avrebbe certo evitato il nascere di comitati ma avrebbe insieme potuto spiegare le ragioni di una scelta che guarda al futuro, in termini di sostenibilità ambientale, ed avrebbe evitato il proliferare di notizie allarmistiche ed errate che, nell’ignoranza del reale progetto, hanno continuato per mesi ad essere diffuse sulla stampa.
Una seconda considerazione preliminare verte su come debba crescere il verde in città e cosa si intenda per forestazione urbana.
Il piano di forestazione urbana del PNRR, che finanzia il progetto in questione, pone come obiettivo di “passare da metri quadri di verde a ettari“, “ridurre le superfici asfaltate”, “adottare le foreste urbane come riferimento strutturale e funzionale del verde urbano”.
Rivalorizzare e riappropriarsi delle aree verdi già esistenti è certamente un obiettivo necessario, (interessante – ed unica – la proposta in merito di Imperia di tutti), ma è un’altra cosa rispetto alla forestazione urbana. I finanziamenti del PNRR sulla forestazione urbana si ottengono levando asfalto, rendendo il terreno permeabile, piantando alberi, creando nuove aree verdi.
Una prima domanda/riflessione: questa scelta di prospettiva è condivisa da quanti si oppongono al progetto? Europa Verde certamente la condivide.
Ovviamente individuare la localizzazione idonea per mettere in atto la scelta diventa elemento nodale. Levare asfalto significa inevitabilmente interagire con la mobilità veicolare e il sistema delle aree di sosta.
Il verde urbano, per molti, deve essere collocato o dove sono già presenti aree verdi o in luoghi dove “non dia fastidio”, non capendo o sottovalutando l’importanza della crescita del verde all’interno del tessuto urbano. Piante e alberi mitigano il microclima e l’impatto delle emissioni climalteranti, aiutano a combattere l’innalzamento della temperatura, sono barriera naturale al rumore, garantiscono un corretto deflusso delle acque meteoriche.
Riforestare significa piantumare e gestire alberi, arbusti e piante di altro genere all’interno dell’ambiente urbano.
Sono certa di non essere smentita: qualunque area asfaltata urbana fosse stata individuata per levare asfalto e piantare alberi sarebbe stata ritenuta, dai più, inidonea.
Come scegliere l’area? Ovviamente occorre individuare un’area non problematica dal punto di vista della mobilità, con spazi idonei e in cui l’intervento possa costituire elemento di miglioramento ambientale.
Entriamo allora, molto brevemente, nel merito della scelta fatta. La localizzazione scelta, lungomare Vespucci, un percorso veicolare a quattro corsie, sovradimensionato per una percorribilità col limite di 50 Km/ora, non presenta mai problemi di fluidità di traffico, gli eventuali problemi sorgono episodicamente nelle parti iniziali e finali in cui le careggiate tornano a doppio senso.
L’intervento prevede lungo tutta la sua estensione la riqualificazione dell’area, la rimozione di tratti di asfalto esistente con l’obiettivo di favorire l’infiltrazione delle acque meteoriche, contribuendo alla mitigazione degli effetti climatici.
Nello specifico si prevedono: il potenziamento e la riqualificazione delle alberature esistenti, con messa a dimora di essenze arboree e arbustive autoctone. Nell’area che si colloca in prossimità dell’imbocco viario verso Porto Maurizio, leva parcheggi, ad oggi sempre vuoti, mantenendo quelli in prossimità del T Bar, creando un nuovo percorso pedonale più ombreggiato e distanziato dalla strada.
La viabilità è già oggi ad una corsia e così rimane.
Si prosegue con interventi di riqualificazione del verde esistente e un nuovo percorso pedonale con materiale drenante, mantenendo le attuali corsie di marcia.
Si arriva quindi all’intervento più radicale, quello del bosco urbano.
L’intervento prevede, prima, tra i due attraversamenti pedonali esistenti, il mantenimento di una sola corsia di marcia per consentire l’accesso alle attività di ristorazione.
L’area destinata a bosco urbano, che leggendo quotidiani cartacei ed online sembra interessare un’area assai vasta, è il tratto sito tra il Mc Donald e l’intersezione tra via De Marchi, via Armelio e il Lungomare Vespucci. In questo tratto entrambe le corsie veicolari vengono completamente scarificate, con la realizzazione del bosco urbano e del percorso ciclo-pedonale.
L’intero intervento prevede un aumento complessivo di 3817 m² di superficie drenante, di cui 2250 m² nell’area destinata a bosco urbano e la piantumazione di alcune centinaia di alberi e piante.
Quale giudizio dare sull’intervento complessivo?
È certamente una scommessa sia dal punto di vista dell’obiettivo della “ricucitura” tra Porto Maurizio ed Oneglia, sia dal punto di vista della messa in opera e della manutenzione, anche se nella relazione si sottolinea l’adattabilità al contesto e la bassa manutenzione richiesta.
È certamente un’inversione di tendenza: ad Imperia rinaturalizzare invece che cementificare ed asfaltare è una novità importante, che non può essere sottovalutata.
L’area scelta è tra le meno problematiche da un punto di vista della mobilità, il traffico è sempre scorrevole, è stata ed è oggetto di pesanti interventi di urbanizzazione – ultimo la nuova struttura commerciale –; è antistante al depuratore che ha un forte impatto sulla qualità dell’aria, è considerata area di transito senza identità.
Le aree di sosta che vengono levate (ininfluenti nella parte iniziale verso PM perché ad oggi scarsamente utilizzate), nella parte del bosco urbano vengono sostituite da altre realizzate nell’area retrostante.
Quando si giudica un’opera, se non si vuole fare del populismo, si deve entrare nel merito del progetto, evitando affermazioni generiche, mettendo in luce aspetti positivi e negativi.
All’incapacità di confronto della maggioranza che governa la città l’unica risposta credibile è promuovere confronti non pregiudiziali, costruendo alternative credibili su cui lavorare.
Alle preoccupazioni legittime dei cittadini si risponde non con facili slogan, ma con proposte concrete alternative, nei tempi adeguati; il progetto presentato nel dicembre 2024, con progetto di fattibilità del maggio 2025, oggi è ormai in fase esecutiva.
Gabriella Badano – Europa Verde – Imperia






