19 Aprile 2026 17:06

Imperia: il Teatro Cavour inaugura la nuova stagione con “Ecuba Di Euripide”. Appuntamento il 10, 11 e 12 ottobre /Il programma

“Ecuba di Euripide” inaugura la Stagione 25/26 del Teatro Cavour di Imperia. La nuova produzione di Teatro Pubblico Ligure e Teatro Cavour, con la regia di Sergio Maifredi e la nuova traduzione di Giorgio Ieranò, debutta venerdì 10 ottobre 2025 alle ore 21 e va in scena sabato 11 ottobre alle ore 21 e domenica 12 ottobre alle ore 16.30. È uno spettacolo con un’ampia distribuzione che offre al pubblico un’esperienza corale potente, con diciotto artisti sul palco e la musica dal vivo. Arianna Scommegna interpreta una grande madre, Ecuba, in uno spettacolo che ha preso le mosse a Imperia un anno fa ed è reduce da un lungo lavoro sul coro, numeroso come alle origini del teatro greco. Tutti gli altri personaggi della storia sono interpretati da Mino Manni, Gianluigi Fogacci, Mariella Speranza, con la partecipazione di Mario Incudine nel ruolo del corifeo. I costumi sono firmati da Paola Ratto, le musiche originali sono di Mario Incudine che le esegue dal vivo insieme ad Antonio Vasta, il disegno luci di Paolo Benvenuto, la partecipazione del coro ConClaudia, diretto da Margherita Davico. Biglietti di primo settore 25 euro intero, 20 euro ridotto; secondo settore 20 euro intero, 18 euro ridotto; galleria 18 euro intero, 15 euro ridotto. On line su www.mailticket.it o alla biglietteria del teatro in via Felice Cascione 35, aperta dal martedì al venerdì dalle 9.30 alle 12, il mercoledì anche alle 17.30 alle 20, telefono 0183 1940197, mail biglietteria@teatrocavour.it. Inoltre il bar e la biglietteria sono aperti un’ora prima degli spettacoli. 

“Ecuba di Euripide” è la tragedia di tutte le guerre. Un popolo di sconfitti viene trascinato via dalla propria terra in fiamme. Anche i vincitori appaiono devastati dagli anni di guerra. In questo mondo in fiamme appare Odisseo come grande mediatore, come maschera tragica capace di cercare una via nuova, non più la forza bruta ma la forza della parola. Una parola non meno affilata e crudele della spada.“Ecuba di Euripide” diventa un grande cunto, comune a tutti i popoli affacciati sul Mediterraneo, anche la lingua del cantore, il siciliano, è scelta come lingua capace di contenere parole provenienti da ogni sponda, come il genovese scelto da De André per “Creuza de mä”.

Troia è stata sconfitta, le donne come in ogni guerra sono deportate, schiave, prigioniere. Il loro viaggio, al seguito dell’esercito vincitore, è appena iniziato. Sbarcano in Tracia e lì lo spettro di Polidoro appare per raccontare le malvagità compiute dal re di quella terra, amico di suo padre, a cui era stato affidato, lui bambino, come ospite. È una tragedia che unisce la durezza della storia con un mondo fiabesco e sognato. Ecuba interpretata da Arianna Scommegna ha la forza di una madre e di una belva al tempo stesso, regina capace di evocare incubi e vendette barbare. La musica dal vivo, scritta da Mario Incudine e il coro greco di dodici elementi da lui guidato, conferiscono a questo testo una potenza antica, arcaica e misteriosa. Le musiche sono eseguite dal vivo dal maestro concertatore Antonio Vasta e dallo stesso Incudine. «Già la presenza del coro – scrive Giorgio Ieranò, che firma la traduzione di Ecuba – elemento essenziale e, per lungo tempo, imprescindibile della messinscena, costitui­sce un discrimine radicale fra l’antico e il moderno: nessun tentativo di resuscitare archeologicamente il coro greco nelle rappresentazioni contemporanee è finora riuscito a superare questo discrimine».

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