17 Aprile 2026 03:47

Imperia: il cielo è pieno di gabbiani, ma non sono tutti uguali. L’ornitologo Enrico Carta racconta le specie che popolano la costa ligure

I gabbiani sono tra gli animali più visibili del paesaggio costiero ligure. Li vediamo volare sopra i moli, planare sui tetti e, purtroppo, anche frugare vicino ai cassonetti. Ma quanti sanno che a Imperia volano diverse specie di gabbiani, non solo una? Ce lo spiega l’ornitologo Enrico Carta, che da anni studia la fauna della Riviera.

“Siamo abituati a pensare al gabbiano come a una singola specie onnipresente – racconta – ma in realtà il nostro territorio ospita diverse varietà, soprattutto d’inverno, quando arrivano individui migratori da altre parti d’Europa”.

Il gabbiano reale: la specie più comune

Il più conosciuto è sicuramente il gabbiano reale, specie stanziale che nidifica ormai stabilmente anche in città.

“Lo troviamo tutto l’anno. Nidifica sui tetti, sulle scogliere e in tante aree urbane. È diventato parte integrante del paesaggio cittadino. Ma attenzione: non è solo un uccello di mare, ormai vive anche in contesti urbani lontani dalla costa”, spiega Carta.

Riconoscibile per il dorso grigio, la testa bianca, le zampe gialle e il becco giallo con macchia rossa, il gabbiano reale ha una corporatura robusta e un carattere deciso.
“È quello che ci ruba il panino – sorride – oppure che vediamo rovistare nella spazzatura. Un comportamento errato, nato anche per colpa nostra che in passato gli abbiamo magari dato un pezzettino di pane. L’animale si abitua, diventa invadente e in alcuni casi può essere aggressivo. Per questo è fondamentale non alimentare gli animali selvatici, né direttamente né con resti di cibo lasciati fuori dai cassonetti”.

Gabbiano comune – Credits Enrico Carta

I migratori d’inverno: gabbiano comune e corallino

Durante la stagione fredda arrivano nuove presenze. Una delle più numerose è il gabbiano comune. “È un migratore a corto raggio – spiega Carta – arriva da da Est o Nord Est Europa e passa l’inverno da noi, per poi tornare a nidificare altrove. È più piccolo del gabbiano reale, con sottoala grigia e primarie nere. Lo si riconosce facilmente se si osserva con un po’ di attenzione”.

Proprio osservando uno stormo in inverno, Carta ha notato qualcosa di interessante: “Con il binocolo ho notato un gabbiano con un anello alla zampa. Capita spesso, basta farci un po’ di attenzione e saperli notare! Leggendo il codice, ho scoperto che veniva dalla Polonia. Questi dati sono preziosi per studiare i movimenti migratori e capire come si spostano gli uccelli nel continente”.

Un altro ospite interessante è il gabbiano corallino, che si distingue per il becco sottile e rosso scuro, le zampe rosse e le primarie bianche, che contrastano con la sottoala bianca. “È una specie più elegante e snella, spesso passa inosservata tra gli stormi. Ma quando lo individui, è inconfondibile”, sottolinea l’ornitologo.

Gabbiano Corallino - Credits Enrico Carta
Gabbiano Corallino – Credits Enrico Carta

Specie rare, ma presenti: zafferano, gavina e pontico

Tra le specie meno comuni, ma regolarmente presenti lungo la costa ligure, ci sono anche il gabbiano zafferano e la gavina, entrambi provenienti dalle regioni settentrionali dell’Europa.


“Il gabbiano zafferano adulto ha il dorso molto scuro e una silhouette più affusolata. La gavina, invece, è più piccola, con becco corto e giallo: la si riconosce se si osservano con attenzione le dimensioni e il comportamento in volo”.

Gabbiano Zafferano – Credits Enrico Carta

Infine, una specie simile al gabbiano reale, ma proveniente dall’Est Europa, è il gabbiano reale pontico. “Lo si distingue per il dorso più chiaro, le zampe rosa pallido e il becco più lungo. È un ospite invernale che si confonde facilmente con il nostro gabbiano reale, ma per gli occhi allenati le differenze sono chiare”.

Gabbiano Reale Pontico – Credits Enrico Carta
Gavina – Credits Enrico Carta

“Osservare i gabbiani è un ottimo esercizio per avvicinarsi all’ornitologia – conclude Carta – Servono solo un binocolo, un po’ di pazienza e la voglia di scoprire la biodiversità che ci circonda. Anche in città, basta alzare lo sguardo per imparare qualcosa di nuovo”.

A cura di Selena Marvaldi

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