7 Maggio 2026 17:44

Imperia: processo al leader di Askatasuna Rossetto, non arriva la sentenza. Udienza rinviata al prossimo anno

In breve: La partita si gioca sulla legittimità costituzionale delle misure di sorveglianza speciale a cui l'attivista torinese è sottoposto dal 2023

L’attesa sentenza per il processo a Giorgio Rossetto, attivista torinese legato al mondo dei No Tav e dell’Askatasuna, alla fine non è arrivata. Nel corso dell’udienza di questa mattina, tenutasi davanti alla giudice del Tribunale di Imperia Francesca Di Naro, il processo è stato rinviato al prossimo 12 gennaio, in attesa che la Pubblico Ministero Veronica Meglio consegni le proprie memorie riguardo all’eccezione costituzionale presentata dalla difesa di Rossetto, sostenuta dall’avvocato Giorgio Tomarchio.

La partita si gioca sulla legittimità costituzionale delle misure di sorveglianza speciale a cui l’attivista torinese è sottoposto dal 2023

Rossetto è accusato di ripetute violazioni delle prescrizioni legate alla misura di sorveglianza speciale impostagli nel luglio 2023 in seguito alle accuse da parte del Tribunale di Torino, da lui sempre respinte, di essere stato promotore, organizzatore e direttore di una associazione per delinquere proprio nata all’interno del centro sociale. Per questo motivo, dopo l’udienza era stato sottoposto per 3 anni alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno a Bussoleno (Torino).

Sentito in aula nell’udienza dello scorso 10 gennaio, l’attivista torinese aveva dichiarato di aver presentato negli anni oltre 40 richieste di permesso per recarsi a Taggia, luogo in cui vive la sua compagna e alcuni familiari, quasi tutte sistematicamente rigettate. Rossetto aveva, dunque, deciso di violare consapevolmente le misure impostegli, cosa che ha fatto in diverse occasioni fino al Natale dello scorso anno, quando si è consegnato volontariamente alle forze dell’ordine dopo aver raggiunto la fidanzata a Taggia.

In una successiva udienza, la difesa aveva sollevato la questione della legittimità costituzionale della misura di sorveglianza speciale imposta all’attivista, sostenendo che violi il principio di uguaglianza rispetto ad altri istituti che limitano la sua libertà. L’avvocato Tomarchio aveva, inoltre, contestato l’applicazione della misura, sostenendo la non pericolosità del proprio assistito e sottolineandone il carattere eccessivamente restrittivo.

La richiesta della difesa era stata, dunque, del minimo della pena, oltre al riconoscimento delle attenuanti generiche e la disapplicazione della recidiva.

Anche oggi, come nelle scorse udienze, l’imputato è stato accompagnato in aula da un gruppo di sostenitori appartenenti al mondo No Tav, tra cui spicca uno dei volti simbolo della protesta della Val di Susa, Nicoletta Dosio. Presenti anche diversi esponenti dei centri sociali imperiesi e dei movimenti studenteschi.

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