Addio viale Matteotti, esclusi gli imponenti palazzi delle Poste e del Comune; addio ciclabile Riviera dei Fiori, compreso il casello motivo di tanta discordia; addio vecchio palazzo del Catasto, addio Piazza della Vittoria; addio villa Faravelli, addio Parco Urbano. Benvenuto, invece, al bosco urbano (o meglio, a qualcosa che gli assomiglia) e a un nuovo e innovativo parcheggio promiscuo per auto e barche.
Non è l’ennesimo progetto del Comune per cambiare volto alla città e no, non siamo impazziti. È solamente quanto si evince guardando l’immagine diffusa dal Comune di Imperia a corredo dell’annuncio dell’interesse manifestato per il progetto di riqualificazione dell’eliporto avanzato da Infracorp. Un imponente investimento da 18 milioni, da cui non sembrano essere avanzati nemmeno gli spiccioli per la realizzazione di un’immagine promozionale.
La rappresentazione del progetto è stata, infatti, evidentemente demandata a una qualche forma di Intelligenza Artificiale, con tutti i limiti e gli errori dozzinali che comporta un utilizzo approssimativo del mezzo.
Solo uno scivolone o un oscuro presagio per il futuro? Noi nel dubbio alziamo le mani e lasciamo parlare chat gpt, a cui abbiamo chiesto:
Cosa ne pensi del fatto che il Comune di Imperia abbia usato una brutta immagine creata con l’AI per rappresentare un progetto da 18 milioni di euro?
“Quando un Comune come quello di Imperia presenta un progetto da 18 milioni di euro, con un potenziale impatto urbanistico, turistico e ambientale rilevante, l’uso di un’immagine generata male dall’intelligenza artificiale (ad esempio poco realistica, incoerente o esteticamente discutibile) può trasmettere un messaggio poco professionale e perfino controproducente.
Ecco alcuni punti critici e di riflessione:
- Percezione di serietà e trasparenza
In una fase in cui il progetto cerca legittimità e consenso pubblico, la comunicazione visiva conta moltissimo. Un render di bassa qualità può far apparire l’iniziativa approssimativa o poco credibile, anche se il contenuto tecnico è valido. - Rappresentazione fuorviante
Le immagini AI, se non controllate, spesso producono elementi architettonici incoerenti o ambientazioni irreali (ombre sbagliate, materiali impossibili, persone distorte, ecc.). Questo rischia di falsare la percezione del progetto reale. - Valore simbolico e istituzionale
Un Comune comunica anche attraverso l’estetica: una grafica curata e coerente trasmette visione e serietà amministrativa. Usare un’immagine AI “brutta” o approssimativa può dare l’idea di scarsa cura o fretta comunicativa, specie in un progetto strategico come questo. - Alternative più appropriate
In casi simili, si potrebbe usare un render professionale, anche provvisorio, oppure immagini concettuali sobrie, dichiarando esplicitamente che si tratta di una simulazione o di un’ipotesi visiva.
In sintesi: non è tanto l’uso dell’AI in sé il problema (è uno strumento utile se gestito bene), quanto il modo in cui è stata impiegata. In un contesto istituzionale e di grande impatto pubblico, la qualità comunicativa è parte integrante della credibilità del progetto”.






