14 Aprile 2026 21:21

Imperia: autovelox non omologati, il comitato “Insieme per la viabilità” chiede il sequestro dei dispositivi alla Procura

In breve: Dura presa di posizione del comitato contro il sindaco Scajola: "Si impone in contrasto con la Magistratura e l'Ordine Giuridico"

Per la questione degli autovelox non omologati siamo finiti addirittura sul Sole 24 Ore: un Giudice ha dovuto rammentare che, se i Comuni continueranno ad opporsi ostinatamente alle sentenze della Corte di Cassazione, tentando di fatto di disattenderle, potranno “essere accusati di mala fede o colpa grave”, e che rischieranno addirittura di essere condannati per lite temeraria“. Così il Comitato Insieme per la Viabilità (che ricordiamo essere nato dalle ceneri di quello promotore per il referendum contro il Piano della Sosta) sulla recente questione sollevata dal Tribunale di Imperia a proposito del nodo omologazione degli autovelox.

Dura presa di posizione del comitato contro il sindaco Scajola: “Si impone in contrasto con la Magistratura e l’Ordine Giuridico”

Come se tutto questo non bastasse – prosegue il comitato -, c’è il rischio che i Comuni si trovino nei guai anche con la Corte dei Conti per danno erariale, visto che i costi affrontati per resistere in giudizio senza alcuna possibilità di vittoria, rappresentano indubbiamente uno spreco di denaro pubblico (cioè del denaro di tutti noi cittadini).

La domanda è: tutto questo sarà finalmente sufficiente ad indurre il nostro Sindaco a più miti consigli e quindi a smettere di utilizzare dispositivi non conformi alla normativa vigente per continuare a multare i suoi cittadini, in sfregio alle leggi ed ai reiterati pronunciamenti della Magistratura?

La risposta non è affatto scontata, dal momento che egli non ha mancato di sottolineare, sia che le risorse investite nei ricorsi sono esigue rispetto agli incassi, sia che considera questi ultimi come un “guadagno” per l’Amministrazione. Del fatto che tutto ciò sia, come minimo, più che discutibile da un punto di vista giuridico sembra importargli assai poco: evidentemente “pecunia non olet” deve essere uno dei suoi motti preferiti. I

l paradosso è che tutto questo viene compiuto da un’Istituzione che dovrebbe avere un ruolo educativo e che invece lo disattende completamente: se proprio il Sindaco, invece di essere il primo dei cittadini, è il primo a disattendere le regole, come può poi chiedere a tutti noi di essere ligi ai nostri doveri? Moralmente ed eticamente non è possibile, quindi lo può solo imporre con la superbia e la pressione (in questo caso psicologica ed economica) di chi, sentendosi “più forte”, tenta di imporre la sua di legge. Anche se in contrasto con la Magistratura e l’Ordinamento Giuridico. Anche se dovremmo essere (a questo punto il condizionale è d’obbligo), all’interno di uno stato di diritto, dove le regole devono certamente essere rispettate, ma da tutte le parti in gioco.

In conclusione ci auguriamo che, se la nostra Amministrazione continuerà a disattendere in modo così eclatante i pronunciamenti della Magistratura, la Corte dei Conti faccia il suo dovere, portando il Primo Cittadino a rispondere in solido del proprio operato. Ricordiamo infatti che le sanzioni erogate da questa Corte non vengono pagate dall’Ente ma dalla persona fisica ritenuta responsabile, con i propri fondi privati.

Ci auguriamo inoltre che anche la Procura di Imperia faccia il possibile per intervenire su questa situazione magari, come è già avvenuto altrove, sequestrando gli autovelox. A tutti i cittadini chiediamo di non dimenticarsi di tutto questo e di tutto il resto (parcheggi blu, bollette Rivieracqua, bosco urbano), ma di conservarne invece buona memoria perché, prima o poi, verrà il momento di “fare i conti””.

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