9 Maggio 2026 23:25

Confcommercio Imperia festeggia 80 anni: “Il commercio è presidio di vita per le città” /Foto e Video

Si è svolta questa mattina all’Auditorium della Camera di Commercio di Imperia la cerimonia per gli 80 anni di Confcommercio provinciale. Un evento che ha visto la partecipazione del presidente della Regione Marco Bucci, del sindaco Claudio Scajola, del senatore Gianni Berrino e naturalmente del presidente provinciale Enrico Lupi.

Dopo l’accoglienza degli ospiti e l’inno nazionale, la mattinata è proseguita con i saluti istituzionali, seguiti da un talk suddiviso in quattro sezioni che ha ripercorso l’evoluzione economica e sociale della provincia dal 1945 al 2025.

Visibilmente commosso, Enrico Lupi spiega: “Una giornata per noi importantissima, abbiamo voluto celebrare gli 80 anni del commercio nazionale, in alfa di specie della provincia di Imperia.

Non è una giornata memorial, cioè solo di ricordo, bensì la definirei la giornata dell’orgoglio di tutti coloro che fanno impresa nel settore del commercio, turismo e servizi.

Questo parterre de rois, così lo chiamo, che oggi ha avuto il piacere di venire da noi, ascolterà dalla viva voce dei protagonisti, quelle che sono le esigenze, le particolarità, le prospettive di sviluppo, e anche la testimonianza di un grande impegno associativo di imprenditori che credono a Confcommercio.

La prima sfida qual è? Infrastrutture, viabilità, collegamenti. Noi siamo una striscia di terra estremamente attrattiva, però abbiamo la necessità di essere raggiunti in tempi normali e non naturalmente biblici, come purtroppo succede per l’aspetto reale.

È cambiato il mondo. 1945-2025 è cambiato il mondo. Ma le nostre imprese hanno saputo adeguarsi, modernizzarsi e avvicinarsi.

Abbiamo bisogno però di una visione in cui il commercio non sia considerato attività residuale oppure speculativa, come molte volte è successo nel passato, bensì protagonista della vivibilità delle città, della coesione, della socialità e quindi presidi di vita”.

Mariano Bella, responsabile del centro studi, spiega: “80 anni sono andati bene, anche tra tante difficoltà. Ci sono sfide per il futuro fondamentali.

A nostro avviso, la cosa importante, non come Confcommercio, ma come cittadini e come imprenditori, è valorizzare il terziario di mercato.

La manifattura dà una grande mano in tutta Italia, ma bisogna valorizzare il terziario di mercato. Negli ultimi 30 anni è il terziario di mercato, il turismo, la cultura, i servizi e il commercio che hanno creato 3,7 milioni di posti di lavoro. Disgraziatamente, gli altri settori ne hanno perso un milione.

Ora dobbiamo smetterla di dire che il terziario ha rendimenti bassi, produttività bassa, è marginale e non fa innovazione. O puntiamo sul terziario, o abbracciamo, senza lamentarci , la strada per il declino“.

Claudio Scajola, sindaco e presidente della provincia di Imperia: “80 anni di grande cambiamento, perché il commercio è rimasto, nel mondo e in Italia, ad andare avanti con percorsi lenti, perché la società andava avanti con percorsi lenti. Poi il mondo è cambiato.

E si è sommato il mondo cambiato alla pandemia, che ha accelerato i percorsi di acquisti, di compere, attraverso un sistema diverso, perché non si poteva uscire di casa.

Questo ha cambiato sostanzialmente il modo di far commercio, mettendo in difficoltà sicuramente le storiche botteghe.

Cosa fare oggi? Puntare sulla qualità. Far sì che quello che non possono offrire, come tranquillità, sicurezza, affidabilità, il commercio da lontano, può essere invece offerto adeguandosi, sicuramente adeguandosi, il sistema della bottega tradizionale alla familiarità col cliente, all’affidabilità del prodotto e alla possibilità di confrontarlo nel momento in cui si compra”.

Marco Bucci, presidente della regione Liguria:”80 anni sono una cosa importantissima, lo dirò poi quando parlerò oggi, ma vi anticipo: bisognerebbe chiedersi, in 80 anni, quante persone hanno lavorato, quante famiglie sono vissute per gli 80 anni di Confcommercio e quanta è stata la ricaduta economica e occupazionale sul territorio.

Vengono fuori numeri enormi, che vuol dire che l’importanza di queste associazioni è enorme: non fanno altro che aiutare e far sì che il business possa migliorare per tutti quelli che fanno commercio, che tra l’altro è il business per natura primo della civiltà dell’uomo.

E anche la Liguria ha commerciato attraverso il mare. Si diceva “genuensis mercatores”, che vuol dire che i genovesi sono sempre stati mercanti.
Quindi per noi questo modo di fare attività commerciale è nel sangue e dobbiamo oggi mantenerlo con sfide notevoli.

Le prime sfide sono quelle dell’infrastruttura, concordo completamente. Dopodiché abbiamo sfide importanti perché vogliamo aiutare i commercianti.

Ad esempio, sapete che soprattutto per i piccoli comuni, quelli dell’entroterra, abbiamo fatto un bando che paga l’affitto per 5 anni a tutti quelli che mantengono o aprono nuovi negozi nei borghi sotto i 2.500 abitanti.

Questo è un esempio: siamo forse l’unica regione in Italia che fa questo tipo di lavoro, perché vogliamo che i negozi e il commercio siano una parte fondamentale della qualità del vivere e della qualità dell’abitare.

E poi, ovviamente, dobbiamo fare in modo che ci sia un’infrastruttura giusta, perché per noi commercio e turismo sono una coppiata vincente. Abbiamo bisogno di un’infrastruttura che porti qui le persone, quelle che fanno turismo e che frequentano i nostri negozi.

C’è una sfida importante oggi: il nuovo modo di comprare. E questa è una cosa che dobbiamo fare tutti assieme, non è l’amministrazione che deve inventare queste cose, ma sono quelli che lavorano nell’ambiente che devono capire qual è il nuovo modo di fare commercio.

Noi siamo qui per aiutare, per facilitare, e per far sì che, attraverso le risorse che la Regione e l’amministrazione pubblica possono mettere in gioco, si possa arrivare a essere magari noi per primi quelli che mettono in campo questo nuovo modo di commerciare, che non è quello della grande distribuzione.

La grande distribuzione ha già fatto il suo lavoro: adesso bisogna trovare qualcosa di nuovo, che forse va anche oltre l’e-commerce, oltre Internet. Bisogna trovare qualcosa che possa dare a tutti la possibilità di sfondare e portare la Liguria al primo posto per queste cose.”

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