Il consigliere di minoranza Lucio Sardi (AVS) interviene con una nota in merito al bilancio di metà mandato proposto la scorsa settimana dal sindaco Claudio Scajola.
Scrive Sardi: “Ogni fine anno si caratterizza per il confronto tra quanto ci hanno riservato i dodici mesi passati che vanno a chiudersi e le speranze che nutriamo per il futuro. Nel caso della politica nazionale è un passaggio dai tratti particolarmente contrastanti, perché la rivendicazione dei risultati ottenuti (che il governo delle destre è abituato ad attribuirsi) e le promesse per il futuro, stridono di fronte alle crescenti difficoltà del paese.
Promesse e auto celebrazioni che perdono ulteriormente credibilità di fronte al penoso teatrino messo in scena dai partiti di maggioranza sulla finanziaria (dove il testo cambia ogni giorno con pessimi provvedimenti ritirati per sostituirli con altri peggiori) e sulla politica estera (con una maggioranza che oscilla pericolosamente tra i filo-putiniani della Lega e i devoti a Trump) che ha messo il nostro paese ai margini dell’iniziativa europea sul tema del conflitto in Ucraina.
A livello regionale il presidente Bucci ci augura un futuro miglioramento della sanità ligure grazie a una pseudo riforma che interviene esclusivamente sulla riorganizzazione amministrativa delle Asl e pensa di risolvere le disuguaglianze territoriali dei servizi ricollocando i pazienti invece che i servizi. Una riforma che sembra una ricetta medica prescritta da un laureato in economia sulla base del parere clinico di un avvocato.
Quanto alla nostra città, il piglio del sindaco “piglia tutto e realizza un po’ meno”, si è espresso alla massima potenza durante i saluti di fine anno tramutati in celebrazione di metà mandato, in cui Scajola ha annunciato l’anno che vorrà.
L’imbarazzante assenza dei sui assessori sul palchetto da cui il sindaco ha diffuso (al tempo futuro) il verbo e il suo annuncio di poter puntare al terzo mandato, sono state la misura della considerazione che Scajola ha per i suoi collaboratori subalterni, che devono sapere di poter essere il giorno prima schiaffeggiati e quello successivo perfidamente accarezzati come un Gagliano qualunque.
Quello del terzo mandato è sembrato anche un segnale di debolezza, considerato il pessimo segnale sulle sue chance di ottenere una candidatura per il Senato che si coglie dalle dichiarazioni di Piersilvio Berlusconi circa la necessità di rinnovare la classe dirigente di Forza Italia. Un partito che risulta tale solo sulla carta, visto che di fatto è proprietà della famiglia del suo fondatore.
Scajola, avendo percepito di correre il rischio di fare la stessa fine di Barbara D’Urso (defenestrata proprio da Piersilvio dalle domeniche di Canale 5 per poi sostituirla con sua moglie) e non avendo il fisico del ballerino per tentare di entrare nel cast della prossima edizione di “Ballando con le stelle”, per reggere il colpo ha rilanciato puntando su “l’isoletta dei famosi” del suo fortino politico locale.
Espresso il suo primo desiderio (anche se di riserva) sull’anno che vorrà, il sindaco ha quindi cercato di mettere le mani avanti sui rischi a cui sta esponendo il Comune per la rincorsa compulsiva ai finanziamenti per lavori pubblici e l’incapacità (frutto della sua cocciutaggine e presunzione) di gestirli in modo efficace.
Considerato che per due delle opere più importanti finanziate con i fondi del PNRR, (la riqualificazione della Sairo e l’asilo del Piani) a causa dell’incapacità dell’amministrazione di seguirne con rigore l’avanzamento dei lavori, si rischia di non terminare le opere stesse nei tempi previsti e, quindi, di dover coprire le spese con fondi comunali, Scajola ha iniziato a cercare giustificazioni augurandosi di riuscire a recuperare i ritardi e rispettare le scadenze.
Più che un augurio, una sorta di preoccupante presagio dato che, per i ritardi del cantiere della ciclabile causati dall’incapacità di programmare e coordinare le opere di posa del tubo dell’acquedotto e delle fogne, il comune ha dovuto pagare alla ditta appaltatrice cinque milioni e mezzo di euro di penale su un’opera da poco più di venti milioni.
Una situazione che rende più simile a una pagliuzza che a una trave quella dell’ascensore fantasma tra la ciclabile e l’Aurelia all’altezza del municipio, opera che Scajola ha spiegato essere bloccata per i litigi tra la ditta fornitrice dei pezzi e quella che lo deve installare.
E’ surreale che questa situazione venga raccontata dallo stesso sindaco che, per celebrare la metà del suo mandato, organizza una sceneggiata propagandistica (con tanto di corposa pubblicazione stampata – immaginiamo – in migliaia di copie a carico dei cittadini) a cui chiama a raccolta giornalisti e pure i dipendenti comunali.
Il politico del fare (come si è auto-definito), che si vanta di aver fatto arrivare valanghe di milioni di euro in città e che tiene sotto il suo controllo la maggioranza degli amministratori della provincia, ogni volta che le cose “si fanno complicate” diventa improvvisamente simile a un “umarell” che, davanti ai ritardi di un cantiere, borbotta e da la colpa alla cattiva sorte che spera ci abbandoni con l’anno nuovo. Ci auguriamo che, per il prosieguo del suo mandato, il sindaco provi a sperimentare un po’ di umiltà, metta da parte la propaganda, si impegni nell’evitare ulteriori guai alle casse comunali per le opere da completare e, in particolare nel caso del progetto di completamento del porto turistico, provi a misurarsi con la reale complessità delle situazioni senza mandare a sbattere la città per la sua idea di poter plasmare la realtà secondo la sua volontà, salvo poi alzare le mani impotente dopo essere finito in un vicolo cieco“.






