13 Aprile 2026 09:47

Imprenditore ed ex-assessore a processo per appropriazione indebita e autoriciclaggio denunciato dal fratello. Oggi l’esame dell’imputato

Si è svolta oggi, 29 gennaio, una nuova udienza del processo che vede imputato O.P. imprenditore ed ex assessore comunale a Bordighera, chiamato a rispondere delle accuse di autoriciclaggio e appropriazione indebita. Focus odierno è stato l’esame dell’imputato che ha risposto alle domande del pubblico ministero e, successivamente, della difesa.

L’esame dell’imputato

Durante l’udienza odierna è stato ascoltato l’imputato, sottoposto a esame da parte del pubblico ministero, della parte civile rappresentata dall’avvocato Giovanni Cicerano e poi della difesa, rappresentata dall’avvocato Marco Bosio. L’imprenditore ha ripercorso la propria attività imprenditoriale negli anni 2021 e 2022, spiegando che lui e i fratelli erano soci di diverse società edili e immobiliari, con ruoli amministrativi differenti a seconda delle singole realtà.

Nel corso dell’esame, l’imputato ha poi fornito la propria versione dei fatti in merito alle operazioni finite al centro dell’inchiesta, sostenendo che i movimenti di denaro contestati sarebbero maturati nell’ambito dei rapporti economici interni alle società di famiglia. In aula ha affermato di essere in grado di documentare la destinazione delle somme prelevate, spiegando che le operazioni sarebbero state tracciabili e giustificate da esigenze di gestione societaria.

L’imputato ha inoltre chiamato in causa il fratello, indicandolo come responsabile di condotte irregolari nella gestione dei conti, e ha richiamato il clima di forte conflittualità familiare come elemento di contesto nelle vicende che hanno portato alla presentazione della denuncia e all’avvio del procedimento giudiziario.

Il contesto dell’inchiesta

Il procedimento giudiziario trae origine da una denuncia presentata dal fratello dell’imputato, che aveva segnalato movimenti finanziari ritenuti sospetti sui conti di alcune società riconducibili alla gestione familiare. Le verifiche delle Fiamme Gialle si sono concentrate su prelievi in contanti e operazioni bancarie effettuate nel 2023, in particolare su somme prelevate da conti societari e successivamente confluite su conti personali.

Secondo quanto ricostruito parte del denaro sarebbe poi stata utilizzata per partecipare a un’asta giudiziaria bandita dal tribunale di Imperia, conclusasi con l’acquisto di un immobile già sede di una delle società coinvolte. Operazioni che, per l’accusa, configurerebbero le ipotesi di reato contestate all’imputato.

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