Dopo i timori sollevati nelle scorse settimane dalle limitazioni imposte da Anas sul viadotto Uveghi e l’allarme lanciato da Confartigianato sui rischi di isolamento per il territorio, arriva la rassicurazione del presidente della Provincia Claudio Scajola.
A margine del consiglio provinciale di questa mattina, Scajola ha voluto sgombrare il campo da ogni dubbio:il viadotto Uveghi non chiuderà
Una notizia che farà tirare un sospiro di sollievo a imprese, trasportatori e operatori turistici che da settimane guardavano con preoccupazione alla situazione dell’infrastruttura che collega Imperia con il Piemonte.
“Io forse vado controcorrente – ha spiegato Scajola ai giornalisti presenti – Io ogni volta che si apre un lavoro sono contento. C’è dubbio che quando si fanno i lavori si creino degli intralci, ma i lavori vanno fatti e non vanno rinviati.
Ci vuole attenzione e se l’ANAS finalmente ha avuto più attenzione per tutti i viadotti, ben venga. Si riesce a fare la circolazione lo stesso, in maniera più contenuta, per carità, quindi con un disturbo. Il nostro compito qual è? Far sì che i lavori si possano svolgere nel tempo più genere.
Non c’è la chiusura. Se gridiamo a lupo, a lupo, a lupo, corriamo il rischio di questi tempi che qualche zelante funzionario dica ma per evitare responsabilità è meglio chiuderlo.
Ma al momento, e quindi anche con senso di responsabilità, i dirigenti dell’ANAS ritengono che sia percorribile dai mezzi.
Occupiamoci non di creare un’immagine di pericolo che non c’è, ma occupiamoci invece di far sì che finisca lo studio nei tempi più celeri e che si possa finanziare il lavoro per rimetterlo in piena funzionalità“
Il ponte, lo ricordiamo, è attualmente interessato da un senso unico alternato e dal divieto di transito per i mezzi oltre le 7,5 tonnellate, dopo che i controlli hanno evidenziato segni di usura nelle zone laterali della struttura. Limitazioni che hanno costretto la Provincia a emanare due ordinanze sulle strade alternative, abbassando i limiti di velocità a 50 km/h su SP28, SP91 e SP95 evietando il passaggio ai mezzi sopra le 3,5 tonnellate sulla Bretella di Cesio.
Proprio la somma di questi provvedimenti aveva alimentato il timore di una possibile chiusura totale, scenario che avrebbe avuto conseguenze pesantissime per un territorio già penalizzato dai problemi al Tenda, dai cantieri autostradali e da collegamenti ferroviari insufficienti.






