Rifondazione Comunista interviene nuovamente sul dibattito legato al riutilizzo della galleria ferroviaria di Capo Berta, tornando a rivendicare la propria visione strategica sulla mobilità nel territorio imperiese.
Dopo aver già contestato nei giorni scorsi il progetto dei sindaci Scajola e Za Garibaldi, il partito rilancia con un appello a “rimettere la Politica sui binari“, invitando ad abbandonare le “sterili schermaglia” social-mediatiche per concentrarsi su una visione complessiva dei servizi alla cittadinanza.
Rifondazione Comunista torna sulla mobilità imperiese:
“Rimettere la Politica “sui binari”. La Politica, quando è vittima di un sistema social-mediatico fatto di slogan, battute, e spesso insulti, aggressioni, e, soprattutto, nessun approfondimento, si trasforma in schermaglia non sempre utile alla sua missione di gestire la città per i cittadini.
Alla ipotesi di riutilizzo della galleria ferroviaria di Capo Berta avanzata da Claudio Scajola, Rifondazione comunista ha risposto con un articolo che riponeva al centro la questione mobilità della città di Imperia ed il suo collegamento alla cittadina di Diano Marina.
Imperia è capoluogo di provincia. Vi sono presenti Istituzioni ed Uffici rilevanti. È, ahinoi, soffocata da una struttura produttiva devastata dalla politica del “tutto-turismo”. Vi sono plessi scolastici, strutture sanitarie, due porti di importanza regionale ed è snodo di collegamenti importanti con l’Entroterra ed il Piemonte.
La sua raggiungibilità ed agibilità non è questione di Scajola, ma dei cittadini di tutto il Ponente.
Si è perso il treno. È il caso di dirlo, ovvero utilizzare in modo efficace e funzionale il tracciato storico della ferrovia. Questa, insieme a molte altre, dovrebbe indurre gli elettori a riflettere sulle scelte approssimative e propagandistiche di un ceto politico vecchio non tanto anagraficamente quanto nella visione complessiva dei servizi alla cittadinanza.
La proposta dei sindaci di Imperia e Diano di riutilizzare il solo tratto Diano-Oneglia della vecchia ferrovia è, come abbiamo sottolineato, un progetto monco e di scarsa visuale, ma non si vede perché, solo perché proposto da Scajola, debba essere osteggiato a priori e strumentalmente. Il percorso stradale fra il centro di Diano Marina ed il centro di Oneglia è lungo il 50% in più di quello ferroviario storico: quest’ultimo veniva percorso dai treni fino al 2016 in 4 o 5 minuti – a seconda della tipologia dei convogli -, mentre lo stesso percorso lungo la via Aurelia dura da un minimo – in guida spericolata – , di 15 minuti ad oltre mezz’ora a seconda del traffico, e con incidentalità elevata.
Questo percorso, notevole da un punto di vista paesaggistico, da tempo valorizzato dalla Milano-Sanremo, dovrebbe invece diventare ad esclusivo uso turistico. È, altresì, auspicabile il recupero pubblico de ”La Rondinella” struttura il cui abbandono grida da molti decenni vendetta per chiunque vi transiti e della sentieristica che da lì si diparte in percorsi magnifici su tutto il dianese. Se si può sorridere all’idea che “il futuro inizi sempre con un cantiere”, si dovrebbe invece apprezzare l’idea di costruire il futuro con meno cantieri possibili: si pensi piuttosto a criticare cantieri e progetti infiniti inutili e sproporzionati come quelli dell’Aurelia bis o quelli penosamente eterni della ciclabile, in particolare a Diano Marina.
Rifondazione Comunista rivendica la giustezza della sua impostazione strategica della mobilità nell’imperiese.
Si torni a fare Politica e non sterili battibecchi. In tal prospettiva, pur non condividendo la linea politica di Luciano Zarbano, Consigliere di minoranza nel Comune di Imperia, apprezziamo il suo intervento in merito al collegamento fognario fra Andora ed il Depuratore di Imperia, benché non privi rischi e problematicità, fra cui l’attraversamento di Cervo, San Bartolomeo, Diano Marina. Si abbandoni la spinta a centralizzare ogni cosa, si miri piuttosto a decentralizzare ed affidare ad ogni comune la gestione delle sue acque nere. Invece che far “girare la m nei tubi”, si risolva con depuratori dimensionati a livello comunale (come avviene per ormai tutti i piccoli e piccolissimi comuni liguri).






