22 Aprile 2026 02:31

Bordighera, morte della piccola Beatrice: un’emorragia cerebrale di origine traumatica tra le ipotesi. L’autopsia conferma gravi lesioni

Un’emorragia cerebrale di origine traumatica. È questo il primo dato che emerge dall’autopsia eseguita sul corpo della bambina di due anni, la piccola Beatrice, morta il 9 febbraio scorso. Un elemento che si inserisce nel solco delle valutazioni già espresse nei giorni precedenti dal medico legale incaricato dalla Procura, Leoncini, secondo cui le lesioni riscontrate non sembrerebbero compatibili con una semplice caduta accidentale.

L’esame autoptico, durato circa tre ore, avrebbe quindi evidenziato un trauma cranico come possibile causa del decesso e la presenza di numerosi segni sul corpo della piccola: lividi ed ecchimosi su più parti, tra cui volto, addome, dorso e arti. Il quadro è però complicato e la certezza su quale sia stato effettivamente la causa singola del decesso è ancora difficile da stabilire. Aiuteranno sicuramente gli esami istologici già disposti, per evidenziare la natura e l’epoca precisa delle lesioni. Il deposito della relazione definitiva è atteso nei prossimi mesi.

All’autopsia erano presenti i consulenti nominati dalle parti: il medico legale Andrea Peirano, per il compagno della madre, difeso dall’avvocato Cristian Urbini e il dottor Enzo Profumo per il padre della piccola rappresentato dall’avvocato Mario Ventimiglia.

Le lesioni sul corpo della piccola e la versione della madre

Già nella relazione preliminare il medico legale della Procura aveva messo in forte dubbio che il quadro potesse essere ricondotto a una singola caduta dalle scale, come raccontato dalla madre. Le lesioni, per tipologia e distribuzione, erano state ritenute compatibili “un corpo contundente con superficie ampia e smussa”. Altri presenterebbero caratteristiche compatibili con “un corpo spigoloso, non meglio precisabile” e il quadro complessivo delle lesioni veniva descritto come “non coerente con una dinamica accidentale isolata”.

Ora l’autopsia avrebbe ora confermato l’origine traumatica dell’emorragia cerebrale, rafforzando i dubbi sulla ricostruzione fornita dalla madre.

Il racconto della madre di Beatrice

Nel corso dell’udienza di convalida la madre aveva sostenuto che la figlia fosse caduta nei giorni precedenti e aveva parlato di un ulteriore episodio domestico la sera dell’8 febbraio. Aveva riferito di aver notato lividi già prima di quella notte e di aver pensato a urti accidentali perché la piccola era “una bambina molto attiva che correva sempre e non stava mai ferma” e cadeva spesso “perché era sempre in giro per casa”.

Secondo il suo racconto, inoltre la bambina sarebbe stata ancora viva al momento del rientro a casa la mattina del 9 febbraio, poco prima della chiamata al 118 delle 8.21. Tuttavia il suo racconto è costellato da contraddizioni: incongruenze sugli orari e sugli spostamenti ricostruiti attraverso le telecamere di videosorveglianza e una dinamica delle lesioni ritenuta, come emerso, non compatibile con quanto riferito in aula.

L’orario della morte

Resta centrale anche il nodo della collocazione temporale della morte. Le prime valutazioni parlavano di un decesso avvenuto nella notte, circa 10 o 12 ore prima della chiamata al 118. Dalle nuove risultanze autoptiche emergerebbe una finestra più ristretta rispetto a quella inizialmente indicata dalle 2 alle 6 ore prima dell’allarme lanciato dalla madre. Per la Procura poi la bambina sarebbe morta nell’abitazione del compagno della madre, posta sotto sequestro, e successivamente trasportata a Bordighera già priva di vita, dove sarebbero stati avviati i tentativi di soccorso.

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