16 Aprile 2026 18:39

Ruba una sedia, una scopa e un erogatore, poi chiama i Carabinieri per farsi portare a casa: 51enne assolto da tutte le accuse

In breve: L'uomo era finito a processo con l'accusa di furto e procurato allarme

Si è conclusa con una doppia assoluzione l’incredibile vicenda che ha visto come protagonista un 51enne di Sanremo. L’uomo era finito a processo con l’accusa di furto e procurato allarme per un episodio ai limiti dell’assurdo risalente al 2021.

L’uomo era finito a processo con l’accusa di furto e procurato allarme

Nella notte tra il 30 e il 31 ottobre l’uomo si era introdotto all’interno di un chiosco adibito alla rivendita di fiori a Taggia, sottraendo alcuni oggetti di scarso valore (un erogatore ad innesto, una sedia di plastica e una scopa). Una volta compiuto il furto, però, l’allora 47enne si era posto il problema di come ritornare a casa. Non riuscendo a trovare qualcuno che potesse riaccompagnarlo – come ha spiegato lui stesso – l’uomo ha pensato bene di chiedere aiuto ai Carabinieri, sostenendo nel corso della chiamata al 112 che la sua auto fosse appena andata a fuoco. Ovviamente, non appena giunti sul posto, i militari hanno potuto appurare non solo che il veicolo in questione non esisteva, ma che la persona che li aveva chiamati si trovava in possesso degli oggetti che aveva precedentemente sottratto.

Lasciato andare dopo l’identificazione, per l’uomo è successivamente scattata una denuncia per procurato allarme, a cui si è aggiunta un’altra denuncia per il furto degli oggetti all’interno del chiosco.

Nel corso dell’udienza tenutasi martedì 24 febbraio, la giudice del Tribunale di Imperia Camilla Giaquinto ha quindi assolto da entrambe le accuse l’imputato, difeso dall’avvocato Ramadan Tahiri del Foro di Imperia . Per quanto riguarda il procurato allarme il Tribunale ha giudicato la telefonata dell’uomo estremamente confusa e contraddittoria, rilevandone l’assurdità. L’accusa di furto è stata, invece, respinta in quanto la denuncia non è stata effettuata dalla titolare dell’attività, ma dal marito, il quale secondo il tribunale non aveva titolo per sporgerla.

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