Allenatore, dirigenti e genitori dei bambini dell’Asd San Bartolomeo Cervo stamani si sono presentati negli uffici imperiese della Lega Nazionale Dilettanti di piazza Dante. Un “blitz” deciso dalla società per esporre diverse rimostranze legate a disparità di trattamento che la stessa società lamenta da parte della Federazione, rispetto ad altri sodalizi sportivi.
Lo sfogo di allenatore e dirigente della San Bartolomeo Cervo di calcio dopo una serie di partite saltate e squalifiche
Non avendo alcun appuntamento specifico e non essendoci responsabili della Federazione, la delegazione è stata ascoltata informalmente all’esterno degli uffici da Enrico Pira e Alessio Grossi, rappresentanti della Federazione.
Spiega Pietro Delfino, allenatore attualmente squalificato del San Bartolomeo Cervo: “Siamo qua anche coi genitori, coi bambini e con dei dirigenti perché vogliamo chiedere tranquillamente, senza polemiche, alla Federazione delle spiegazioni. Circa 2 o tre mesi fa anche i genitori avevano fatto una lettera alla Federazione proprio per richiedere come mai purtroppo non vengono rispettati i regolamenti. Noi siamo stati squalificati per open day non autorizzati e sappiamo benissimo, abbiamo visto dalle documentazioni, che anche altre società l’hanno fatto e non sono state punite.
Noi invece purtroppo abbiamo siamo stati puniti per questa cosa. Benissimo, ci pigliamo le nostre responsabilità tranquillamente. Poi altre cose sono successe molto gravi. Sono state fatte delle riunioni per non giocare le partite contro di noi. Parliamo di bambini di 11 anni, sono cose assurde, che io non ho mai visto in 40 anni di calcio. Noi dobbiamo salvaguardare il bene dei bambini, dei nostri ragazzi e soprattutto dare e risposte che vogliono i genitori.
Oltretutto delle società non hanno presentato dei bambini a giocare contro di noi per ben tre volte e chiediamo spiegazioni per sapere come mai non siano stati presi provvedimenti. Noi abbiamo fatto esposti da tutte le parti, siamo usciti sui giornali, ma non siamo ancora stati ascoltati purtroppo.
In base al regolamento, articolo 53 comma 5, se una società non si presenta per due volte praticamente deve essere allontanata dal campionato e ci sono delle società che non si sono presentate ben tre volte contro di noi e tutt’ora continuano a giocare tranquillamente. Noi siamo per far giocare i bambini e tutto, però a quel punto lì vorremmo sapere come mai noi per una cosa futile che fanno tutti comunque e lo sappiamo benissimo e abbiamo le prove, veniamo squalificati, mentre invece per altre cose anche più gravi, riunioni non autorizzate, tutte queste cose qua, non viene fatto niente.
Ci sentiamo nel mirino, poi tenete presente che la San Bartolomeo Cervo ha 22 ragazzi, cioè non ha 200 ragazzi, 300, abbiamo 22 ragazzi e una prima squadra in seconda categoria che che giocano a livello di amici. Non capisco il perché. Stiamo facendo un certo tipo di progetto, un certo tipo di lavoro. Oltretutto i ragazzi ci danno delle soddisfazioni enormi e noi, non ultimo, abbiamo vinto il torneo di Viareggio, per dire anche su un discorso tecnico, però i genitori chiaramente sono arrabbiati.
Vogliamo delle spiegazioni, non è possibile, lmi ci sembra giusto sapere come mai noi veniamo penalizzati e altri no”.
Aggiunge il dirigente del San Bartolomeo Cervo Alessandro Zanella: “Non riusciamo a capire, come diceva mister Delfino, perché noi dobbiamo essere puniti a 360 gradi e agli altri viene permesso di fare cosa si vuole. Qua non stiamo punendo il mister, ma stiamo punendo i bambini, perché i bambini si ritrovano senza un mister durante le partite e questo non è giusto. Nonostante che tanti altri non hanno rispettato le regole, viene punita solo la San Bartellomeo Cervo.
Sono due pesi, due misure. Sinceramente noi siamo qua per rappresentare, come ha detto mister Delfino, i nostri bambini, ma noi non abbiamo niente contro gli altri bambini, che sia ben chiaro. Noi ce l’abbiamo contro i comportamenti di alcuni dirigenti o a altre persone delle altre società che si sono comportate in questa maniera nei confronti di tutti i bambini.
Perché dobbiamo capire una cosa, che se tu non presenti una squadra tua, tu fai del male anche ai tuoi di bambini, perché i tuoi bambini se li mettiamo insieme ai nostri bambini e decidono con la loro testa, si mettono a giocare in campo, ci danno una dimostrazione. Questo ci insegnano i bambini, bambini di 12 anni. Se noi il giorno che dovevamo fare la partita dicevamo scegliete voi se affrontarvi in campo, arrivavano in campo tutti insieme. Noi abbiamo impedito questa cosa qua e ce ne dobbiamo assumere la responsabilità”.






