18 Aprile 2026 10:44

Imperia: 52enne accusato di violenza sessuale e sequestro di persona scarcerato grazie ai tabulati telefonici / Il caso

In breve: Per il giudice l'analisi del telefono della presunta vittima ha evidenziato il venire meno dei gravi indizi di colpevolezza

Il Gip del Tribunale di Imperia Flavio Tovani, accogliendo la richiesta degli avvocati difensori Gioacchino Genchi ed Erminio Annoni, ha firmato nella giornata di ieri un’ordinanza di revoca della misura cautelare in carcere per un 52enne di San Bartolomeo al Mare accusato di violenza sessuale reiterata e continuativa, sequestro di persona e lesioni personali aggravate nei confronti di una 39enne.

Per il giudice l’analisi del telefono della presunta vittima ha evidenziato il venire meno dei gravi indizi di colpevolezza

La vicenda nasce dalla denuncia della donna, che afferma di essere stata tenuta in casa per 5 giorni, privata del cellulare, costretta a rapporti sessuali e picchiata (con tumefazioni riscontrate al Pronto Soccorso).

La frequentazione tra i due (durata per diversi mesi nel corso del 2024), sarebbe nata perché l’uomo acquistava cocaina per lei. Secondo il racconto della 39enne, l’uomo era solito organizzare serate a base di droga, pretendendo in cambio rapporti sessuali attraverso minacce e violenze.

Terminata la frequentazione, il 22 gennaio scorso i due si sarebbero incontrati casualmente in un bar e dopo aver comprato della cocaina avrebbero quindi passato la serata insieme a casa dell’uomo, dove la 39enne sarebbe stata costretta a restare fino al 27 gennaio, subendo più rapporti sessuali contro la propria volontà. La donna riferisce di essere riuscita, infine, a fuggire dopo un’aggressione (legata a un errore nel somministrare medicine al gatto), chiedendo poi aiuto ai Carabinieri.

Per l’uomo era quindi scattata la misura cautelare in carcere su decisione del gip, dato il rischio – ritenuto fondato – di reiterazione del reato.

Il Tribunale del Riesame conferma la misura cautelare

La difesa ha però contestato la misura, sostenendo che fosse fondata solo sulle dichiarazioni della persona offesa, senza riscontri, e producendo testimonianze di presenti alle serate che descrivevano un clima sereno. Ha inoltre evidenziato la mancata analisi dei cellulari.

Di parere diverso il Tribunale del Riesame, che ha respinto l’istanza della difesa ritenendo plausibili le violenze e sottolineando che minacce e droghe possono incidere sulla capacità di autodeterminazione, oltre al fatto che il sequestro non richiede una costrizione fisicamente insuperabile.

L’analisi dei tabulati ribalta la situazione

A questo punto si è resa fondamentale l’esperienza di uno dei due legali coinvolti: Gioacchino Genchi. Ex funzionario della Polizia di Stato, specializzato nell’analisi informatica e dei tabulati telefonici, Genchi è conosciuto noto per aver collaborato con vari magistrati in indagini importanti su criminalità e corruzione, diventando noto per la sua capacità di ricostruire reti di contatti attraverso i dati. Nel tempo è però finito anche al centro di polemiche, perché il vasto uso di informazioni telefoniche nelle sue analisi ha sollevato dubbi su privacy e limiti delle indagini.

Un curriculum che, in ogni caso, ha notevolmente influito sulla vicenda nel momento in cui il legale è riuscito a ottenere dal Gip l’acquisizione dei tabulati e il sequestro del telefono della donna.

Dalle verifiche è infatti emerso che nei giorni del presunto sequestro la 39enne si muoveva liberamente anche fuori dal comune di San Bartolomeo al Mare, agganciando celle telefoniche diverse, effettuando e ricevendo chiamate e messaggi (anche con l’indagato) e arrivando persino a procurarsi una nuova sim.

Elementi ritenuti incompatibili con la ricostruzione accusatoria: per il giudice, viene meno il presupposto del sequestro e, di conseguenza, anche la credibilità delle accuse di violenza sessuale, mentre le lesioni potrebbero avere origine diversa. Per questo il Gip ha dichiarato insussistenti i gravi indizi di colpevolezza e revocato la misura cautelare.

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