23 Aprile 2026 07:40

Imperia, chiusura Centrale Operativa 118. M5S Liguria: “Tagli mascherati da riorganizzazione. Così si smantella il soccorso”

In breve: L'intervento del capogruppo regionale M5S Stefano Giordano e del coordinatore M5S della provincia di Imperia Lorenzo Trucco

La chiusura della Centrale operativa del 118 in provincia di Imperia è una scelta grave e pericolosa, che colpisce un territorio già fragile e complesso e lo relega di fatto a territorio di serie B. Altro che riorganizzazione! Qui siamo di fronte all’ennesimo taglio mascherato. Qualcuno dica ai piani alti della Sanità regionale che smantellare la Centrale significa indebolire l’intero sistema di emergenza-urgenza”.

Così, dopo la denuncia delle organizzazioni sindacali, il capogruppo regionale del M5S Stefano Giordano con il coordinatore M5S per la provincia di Imperia Lorenzo Trucco.

L’intervento del capogruppo regionale M5S Stefano Giordano e del coordinatore M5S della provincia di Imperia Lorenzo Trucco

Nel soccorso sanitario il tempo è tutto – continuano -: chi conosce davvero il territorio sa che non si può gestire un’emergenza da una scrivania distante decine di chilometri. Ricordiamo peraltro che la centrale operativa non è un call center: è un presidio strategico costruito su esperienza, conoscenza delle criticità locali e capacità di coordinamento. Che fine hanno fatto dunque le promesse di potenziamento del territorio, rafforzamento dei servizi e maggiore presenza nelle aree interne? Se le sono rimangiate! Oggi, infatti, registriamo l’esatto contrario: accorpamenti, chiusure e spostamenti di personale. Quella che sta portando avanti il centrodestra regionale è una riforma confusa che sta progressivamente svuotando la sanità pubblica nel Ponente ligure.”

Giordano poi sottolinea: “Restano inoltre forti dubbi sulle operazioni di trasferimento dei servizi e del personale. Quando tra enti pubblici esistono già forme consolidate di integrazione, è legittimo chiedersi perché si proceda con cessioni e accorpamenti che rischiano di compromettere servizi essenziali. La sensazione è che si stia intervenendo più per esigenze di bilancio che per migliorare l’assistenza”.

Inaccettabile che siano lavoratori e cittadini a pagare il prezzo di scelte sbagliate: chiediamo un immediato cambio di rotta che garantisca più personale, più posti letto, più investimenti sul territorio e sul sistema di emergenza”, concludono Giordano e Trucco.

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