“In relazione alle notizie di stampa riguardanti il riassetto e la riqualificazione dell’Ex Caserma Camandone di Diano Castello è opportuno fare alcune doverose precisazioni“. A parlare è il sindaco di Diano Castello, Romano Damonte. Il tema: il nuovo accordo siglato dai comuni del Golfo Dianese per la riqualificazione del compendio dell’Ex Camandone per scongiurare l’ipotesi di realizzazione di un CPR al suo interno. Dopo un primo passo mosso nell’ottobre dello scorso anno (qui le parole del sindaco in quell’occasione), nei giorni scorsi il progetto di riappropriazione dell’area da parte dei comuni ha visto la realizzazione di un ulteriore tassello.
“Il Comune di Diano Castello ha colto al volo la prima vera occasione che si è presentata per trasformare una minaccia in un’occasione di crescita e sviluppo per tutto il comprensorio” ha detto il primo cittadino
“Al Comune di Diano Castello va riconosciuto non solo il merito di aver avviato il percorso in itinere, ma anche quello di aver svolto e di svolgere tuttora il ruolo principale nella vicenda – prosegue Damonte -. Consapevole dell’allarme suscitato in tutto il Dianese dalla possibilità che l’ex Caserma diventasse sede di un CPR, cioè di una struttura destinata ad ospitare immigrati in attesa di rimpatrio, il Comune di Diano Castello ha colto al volo la prima vera occasione che si è presentata per trasformare una minaccia in un’occasione di crescita e sviluppo per tutto il comprensorio.
La prospettiva di portare la Camandone fuori dalle secche e dai rischi del decennale abbandono si è aperta con l’emanazione del Decreto del Ministero dell’Ambiente 2 gennaio 2025, che ha destinato alla Regione Liguria circa 4 milioni di euro per interventi di contrasto al consumo del suolo e rinaturalizzazione di ambienti urbani degradati.
Il Comune di Diano Castello si è subito impegnato per richiedere un finanziamento da destinare a un primo intervento sulla Camandone, allo scopo di realizzare un “parco urbano” all’interno dell’ex caserma. Ma prima di presentare la domanda si è reso necessario avviare le giuste interlocuzioni con l’ente proprietario del compendio, vale a dire Cassa Depositi e Prestiti, che, esaminata la proposta, ha consentito l’avvio dell’iter per il finanziamento, pur in assenza di formale disponibilità dell’area, da parte del Comune, rinviando all’esito della richiesta la definizione dei necessari accordi al riguardo.
L’interlocuzione con CDP è avvenuta sulla base di una complessa e articolata documentazione tecnica e amministrativa, realizzata anche grazie ad appositi incarichi affidati dal Comune ad un team di professionisti esterni. A breve, probabilmente già questo mese di aprile, contiamo inoltre di ospitare un alto dirigente della struttura operativa di CDP, per proseguire e sviluppare concretamente le iniziative in corso.
Una volta avviata l’iniziativa e nella prospettiva più generale di riassetto e riqualificazione dell’intero compendio, il Comune di Diano Castello si è fatto carico di coinvolgere gli altri comuni del Golfo Dianese, nella consapevolezza che un’azione condivisa e coordinata delle Amministrazioni interessate è assolutamente necessaria per ottenere il risultato sperato.
L’appoggio degli altri comuni non è certo mancato, anch’essi consapevoli che la posta in gioco riguarda il futuro di tutti e che sia necessario mettere al servizio dell’ambizioso progetto le migliori risorse politiche, amministrative ed economiche del comprensorio Dianese.
Ad oggi siamo già riusciti ad ottenere il convinto interessamento e sostegno, oltre che di tutti i comuni del Dianese, di Regione Liguria – il cui apporto è fondamentale soprattutto per le questioni urbanistiche da risolvere – e Confindustria Imperia, mentre altri soggetti vitali per il nostro territorio, quali albergatori ed esercenti, per il tramite delle rispettive associazioni di categoria hanno espresso la volontà di dare il proprio contributo“.






