Stabilire con esattezza le cause della morte. È questo il primo e più importante dei quesiti a cui dovranno rispondere i periti nominati questa mattina dal tribunale di Imperia, nel corso del processo che vede un chirurgo dell’Ospedale di Sanremo imputato per omicidio colposo in seguito alla morte di un paziente di 27 anni avvenuta nel 2019.
L’attività istruttoria ancora ferma in attesa delle nuove analisi
A marzo di quell’anno il giovane era stato ricoverato con febbre, stanchezza, tachicardia e difficoltà respiratorie, finendo in terapia intensiva il giorno successivo per un grave scompenso glicometabolico legato a un diabete non ancora diagnosticato. Il 27enne era stato quindi riportato in medicina interna, dove poi morì nel giro di 2-3 giorni.
A finire sul banco degli imputati è stato il chirurgo che lo aveva visitato nel tardo pomeriggio precedente al decesso, accusato di non aver disposto esami diagnostici urgenti, in particolare una TAC con contrasto che, secondo una prima perizia, avrebbe potuto evidenziare il peggioramento del quadro clinico e consentire un intervento chirurgico potenzialmente in grado di prevenire la morte.
I numerosi consulenti tecnici chiamati a deporre dalla difesa nel corso di una precedente udienza avevano ampiamente contestato le accuse, sostenendo che fossero fondate su analisi effettuate partendo da alcune foto dei campioni e non sui vetrini originali. La giudice Francesca Di Naro, in accordo sia con la PM Maria Paola Marralli che con gli avvocati difensori, Alessandro Mager e Giancarlo Faletti, aveva quindi disposto che si individuassero dei nuovi periti, indipendenti e diversi da quelli che avevano già svolto le analisi, per fare definitiva chiarezza.
Quella di questa mattina è stata dunque un’udienza tecnica, nel corso della quale sono stati nominati i nuovi periti indipendenti e i nuovi consulenti di parte. Dopo il giuramento in aula, che avverrà nel mese di giugno, inizieranno finalmente le analisi che si propongono di fare definitiva chiarezza sulla vicenda, stabilendo le effettive cause del decesso e analizzando passo dopo passo tutte le scelte compiute dal chirurgo.
Soltanto allora potrà riprendere l’attività istruttoria con l’eventuale deposizione dell’imputato.






