13 Aprile 2026 15:02

Imperia: 27enne morì in ospedale a Sanremo, a processo un chirurgo per omicidio colposo. Le cause del decesso al centro di nuove perizie

In breve: Ascoltato in aula un testimone, rinviato l'esame dell'imputato in attesa delle nuove perizie sui vetrini originali

Si è tenuta questa mattina in tribunale a Imperia una nuova udienza del processo che vede imputato un chirurgo dell’ospedale di Sanremo con l’accusa di omicidio colposo per la morte di un paziente di 27 anni avvenuta nel 2019.

Ascoltato in aula un testimone, rinviato l’esame dell’imputato in attesa delle nuove perizie sui vetrini originali

I fatti risalgono a marzo di quell’anno, quando il giovane era stato ricoverato con febbre, stanchezza, tachicardia e difficoltà respiratorie, per essere poi trasferito nel reparto di terapia intensiva il giorno successivo in seguito all’insorgenza di un grave scompenso glicometabolico dovuto a un quadro diabetico non ancora diagnosticato. Il giovane sarebbe quindi, stato riportato nel reparto di medicina interna per poi morire nel giro di 2-3 giorni.

A finire sul banco degli imputati è stato il chirurgo che aveva visitato il paziente nel tardo pomeriggio precedente al decesso (avvenuto intorno alle 2 di notte). Al medico è stata contestata la mancata disposizione di esami diagnostici urgenti, in particolare di una TAC con contrasto, che secondo una perizia avrebbe potuto testimoniare il peggioramento del quadro clinico portando a un intervento chirurgico che avrebbe potuto prevenire la morte del ragazzo.

L’udienza

Nel corso dell’udienza di oggi è stato ascoltato un testimone della difesa, un altro chirurgo dell’ospedale di Sanremo che aveva visitato in precedenza il paziente. Nel corso della sua deposizione, il medico ha spiegato che il quadro occlusivo del 27enne, come già evidenziato dai colleghi che lo avevamo preceduto, era compatibile con una neuropatia dei nervi dell’intestino, situazione presente anche nell’apparato urinario. Allo stesso tempo il testimone ha dichiarato che attraverso la Tac non si era, invece, rilevata evidenza di un’occlusione meccanica, così come era stata esclusa la possibilità di un’occlusione di tipo vascolare (ischemia). “Il paziente non lamentava dolore addominale, sintomo tipico di occlusione meccanica, non aveva ernie o peritonite. Tutto sembrava coerente con una paralisi dell’intestino“, ha dichiarato in aula.

Dopo aver ascoltato il testimone, la giudice Francesca Di Naro ha deciso di rinviare la deposizione dell’imputato in attesa del risultato delle nuove perizie che dovranno essere effettuate sui campioni già analizzati. Nel corso della precedente udienza, infatti, numerosi esperti chiamati a deporre dagli avvocati della difesa (Alessandro Mager e Giancarlo Faletti) avevano messo in dubbio le conclusioni delle analisi che avevano portato alla formulazione dell’accusa nei confronti del chirurgo, portando anche la PM Maria Paola Marrali a chiedere che venisse fatta totale chiarezza sulle cause della morte.

Su richiesta della difesa le perizie verranno effettuate da consulenti diversi da quelli che avevano già svolto le analisi, che verranno nominati nel corso della prossima udienza, fissata nel mese di aprile. Soltanto quando verrà fatta definitiva chiarezza sulle cause della morte si deciderà se e quando proseguire con l’esame dell’imputato.

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