Continua la battaglia del cantiere Gente di Mare di Michele Lugaresi per rientrare nell’area della cantieristica del porto di Imperia gestita dal Copi, dopo la sentenza della Corte di Appello che nel giugno del 2025 aveva confermato l’illegittimità dell’esclusione di Gente di Mare da parte del Copi.
Nell’area dei cantieri lo spettro dello sgombero entro giugno, annunciato da Marina di Imperia. Il legale del Copi: “Noi terremo duro”
Questa mattina Michele Lugaresi, accompagnato dal suo legale, Davide Carpano, insieme al giudice Martina Badano della sezione Civile del Tribunale di Imperia, si è presentato nei cantieri del Copi per la ripresa di possesso dell’area cantieristica che occupava in precedenza.
Per il Copi erano presenti il presidente avvocato Alessandro Gallese e il legale del consorzio della cantieristica, l’avvocato Stefano Podestà di Genova.
La mattinata si è conclusa con un rinvio all’11 maggio, per un nuovo accesso con l’ufficiale giudiziario, mentre la sentenza per sancire il ritorno in possesso dell’area da parte di Lugaresi è attesa per il 26 maggio.
La posizione del legale del Copi
Spiega l’avvocato Stefano Podestà in difesa del COPI: “E’ una diatriba lunghissima, che va avanti dal 2017. Lugaresi era titolare di un cantiere all’interno dell’area assegnata dal Copi, che è una cosa diversa. Perché l’area era di tutto il Copi e all’interno del quale poi si sono suddivise le aree. Quindi era titolare e c’è stata poi, a seguito di diatribe interne, una delibera di esclusione. Il Lugaresi l’ha impugnata. Un conto però è il possessorio e un conto è il petitorio. Adesso siamo a discutere la questione.
Questa mattina c’era la giudice Badano a fare un’ispezione, era derivante dal fatto che noi avevamo eccepito la cessazione della materia del contendere, perché il Copi non ha più una concessione attiva. Quindi chiunque adesso arrivi in quest’area è un estraneo, se non abbiamo l’autorizzazione di chi ci fa stare qua dentro e noi formalmente stiamo dentro qui fino a giugno, poi vediamo cosa succede.
Ci siamo opposti alla Marina di Imperia con tutte le sedi di natura amministrativa, con i provvedimenti che poi arriveranno. Però, ora come ora, qualsiasi soggetto che arrivi dentro il Copi è un estraneo se non abbiamo un’autorizzazione dall’alto, perché il Copi non ha più nessuna concessione formale, questo è il concetto, anche a tutela dell’attuale presidente del Copi.
Ripeto, il problema è atavico, si riferisce ai primi screzi che sono arrivati tra il 2017, 2018 e 2019, dove si sono create due fazioni all’interno delle quali ciascuna voleva comandare il Copi. Alla fine è stata fatta questa delibera di esclusione e nel frattempo l’Imperia Service è fallita, con le ovvie conseguenze del caso, ed è in corso a Genova una causa dove noi abbiamo sostenuto che l’ingegner Lugaresi è amministratore di fatto della società fallita. Siamo in fase istruttoria. Si tratta della società di Giancarlo Dolla.
Noi sosteniamo questo, ovviamente è in fase istruttoria, vedremo che cosa riterrà il Tribunale di Genova, perché è sezione dell’impresa e quindi è competente il Tribunale di Genova. Vedremo come va a finire.
Ma noi ci crediamo in quello che abbiamo scritto, tant’è vero che il giudice, invece che mandare la sentenza, ritenendo in prima battuta che sia una causa infondata, ha ammesso le prove e ha chiamato i testimoni, tra cui ex dipendenti di Dolla, che devono essere sentiti, mi pare, la prossima settimana presso il Tribunale di Genova.
Quello di stamattina è un altro rinvio, all’interno del quale cerchiamo comunque una soluzione conciliativa. Ma il problema è quello che ho detto anche al Lugaresi in maniera serena: se all’interno di un condominio io continuo a sputare in faccia alla gente, è ovvio che poi non sto bene io all’interno di quel condominio, perché non adotto le regole di civile convivenza. E qui è uguale. Cioè, invece che adottare un approccio più soft, è lo stesso avvocato, il sottoscritto, visto che mentre dalla parte del Copi sono rimasto da oltre dieci anni, dall’altra parte ho visto succedersi ogni due anni un avvocato nuovo per il Lugaresi, quindi ne avrò visti una quindicina di avvocati. E il mio approccio è sempre stato quello di dire: cerchiamo una soluzione conciliativa. Dall’altra parte c’è stato sempre un muro, perché voleva tutto. Il rammarico è quello”.
Sulla Diffida della Marina di Imperia a sgomberare l’area entro giugno?
“Quello è un problema: stiamo valutando con i vertici del Copi le azioni meglio viste e ritenute da affrontare, ma non penso che a giugno noi qui andiamo via, anche perché abbiamo più di 30 dipendenti da tutelare. 30 dipendenti, anzi forse di più, una sessantina di dipendenti da tutelare: sono 20 per cantiere, siamo in 5 più o meno, quindi sono 60 famiglie che sarebbero per la strada dal primo luglio in poi e questo, onestamente, non è corretto.
Quindi noi, anche a tutela dei lavoratori che abbiamo in carico per ciascuna società che gestisce il cantiere, noi terremo duro“.
La posizione del legale di Gente di Mare
Spiega l’avvocato Davide Carpano di Imperia, in rappresentanza di Ottavio Lugaresi dei Cantieri Genti di Mare: “Noi abbiamo fatto una possessoria per avere di nuovo la possibilità di operare all’interno della nostra area, assegnata all’interno del consorzio. Oggi c’è stato un incontro, c’è stato un sopralluogo col giudice, dove abbiamo verificato la fattibilità di questo ingresso, nuovo ingresso, ritorno quindi in possesso di Gente di Mare della propria parte di cantiere dove poter operare.
È stato così rimandato all’11 maggio, con l’ufficiale giudiziario, un ulteriore accesso dove verificherà appunto il giudice e poi, in data 26 maggio, emetterà una sentenza sul reimpossessamento del cantiere di Gente di Mare“.
Dopo la Diffida di Marina di Imperia, però, comunque manca il titolo concessorio per poter occupare l’area di cantiere. O no?
“Ma sì, è stata un’obiezione da parte del collega, ma come tra virgolette abusivo Gente di Mare, sono abusivi tutti i consorziati del Copi, perché ad oggi sono privi di concessione demaniale e la concessione appunto è di Marina di Imperia e quindi hanno chiesto un’autorizzazione a rimanere e così deve essere fatto anche per Gente di Mare“.






