Si accende lo scontro politico a Imperia dopo le rivelazioni emerse sull’inchiesta legata al biodigestore. Il consigliere di minoranza Luciano Zarbano interviene con una nota dai toni duri, chiedendo chiarezza al sindaco Claudio Scajola e sollevando interrogativi sul presunto “sistema” nella gestione delle pratiche pubbliche.
Zarbano: “Se esiste un sistema, è incompatibile con trasparenza e buon andamento”
Le notizie emerse in queste ore sull’esistenza di un presunto “sistema” nella gestione delle pratiche pubbliche sono di una gravità assoluta. Se davvero a Imperia e in Provincia esiste un “sistema” nel quale pratiche, incarichi e affidamenti vengono condizionati da un via libera politico personale, quando in realtà spetterebbe ai tecnici, saremmo davanti a un fatto incompatibile con i principi di trasparenza e buon andamento della pubblica amministrazione.
Qui non è in gioco soltanto la posizione di singoli amministratori. Qui è in gioco il nome di Imperia. È in gioco la credibilità della politica locale. È in gioco la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Quando si parla di pratiche bloccate o sbloccate in base al “baffo” del Presidente, di professionisti e imprese indicati dall’alto, di dirigenti costretti a subire decisioni non loro, non si colpisce solo una persona. Si colpisce l’immagine stessa di Imperia e si alimenta l’idea devastante che qui esista un sistema di potere piegato alla volontà di pochi.
Per questo il sindaco non può restare in silenzio. Deve parlare e deve farlo subito. Deve smentire in modo chiaro e inequivocabile quanto riportato, perché il rischio è che sulla nostra città si consolidi l’immagine di un potere gestito non secondo regole pubbliche e imparziali, ma secondo logiche personali e di sistema.
Imperia merita rispetto. I cittadini meritano verità. E la verità, davanti a fatti così gravi, non può essere affidata alle mezze parole o al silenzio.
Se il sindaco ha elementi per smentire, li renda pubblici. Se non li ha, allora il problema politico e istituzionale è enorme.






