Ce l’hanno fatta. Giancarlo Rubini, il 75enne di Pieve di Teco ricoverato da settimane nella terapia intensiva dell’ospedale di Phitsanulok dopo un grave malore, è finalmente tornato in Italia.
Ad annunciarlo è il genero Mattia Bertone, con un post sulla pagina GoFundMe che aveva tenuto aggiornata la comunità durante tutta la vicenda: “Giancarlo è a casa, in Italia! Siamo felici, emozionati e con le lacrime agli occhi nel potervi finalmente dare questa notizia.”
L’atterraggio è avvenuto all’aeroporto di Milano Linate, grazie a un volo sanitario organizzato con il supporto dell’Aeronautica Militare e dei medici del San Raffaele
“Abbiamo toccato il suolo italiano“, scrive Bertone, precisando che Giancarlo “è stato sedato durante il volo, ma il trasferimento è avvenuto senza particolari criticità.”
Al momento del rientro, la famiglia era già in trasferimento verso l’ospedale, in attesa di aggiornamenti clinici più precisi. La strada verso il rimpatrio non è stata semplice. A metà aprile, Bertone aveva spiegato che le spese mediche avevano ormai superato il massimale assicurativo di 60mila euro, con i costi aggiuntivi interamente a carico della famiglia. “In questo momento possiamo curare Giancarlo grazie alla vostra generosità”, aveva scritto, ringraziando chi aveva contribuito alla raccolta fondi su GoFundMe, che aveva superato gli 81mila euro di donazioni.
Negli ultimi aggiornamenti prima del rientro, le notizie erano diventate via via più incoraggianti: Giancarlo era sveglio e “stava iniziando a rispondere agli stimoli neurologici in modo incoraggiante”, dopo che una TAC di marzo aveva rilevato un’emorragia cerebrale come complicanza.






