30 Aprile 2026 19:26

Diano Marina rende omaggio ad Angiolo Silvio Novaro: presentata in biblioteca la nuova edizione de “Il fabbro armonioso” / Foto e video

In breve: Il "Novaro Day" riporta l'attenzione sul toccante omaggio del poeta dianese al figlio Jacopo, tragicamente scomparso in guerra

Diano Marina torna a celebrare il “Novaro Day“, quest’anno in concomitanza con l’iniziativa de “Il Maggio dei Libri“, importante campagna nazionale volta alla promozione della lettura. Al centro dell’omaggio tenutosi questo pomeriggio presso la biblioteca civica di Palazzo del Parco c’è stata la presentazione della nuova edizione de “Il fabbro armonioso“, una delle opere più importanti e struggenti realizzate da Angiolo Silvio Novaro, che ricorda la figura del figlio Jacopo, tragicamente scomparso in battaglia durante la Prima Guerra Mondiale.

Il “Novaro Day” riporta l’attenzione sul toccante omaggio del poeta dianese al figlio Jacopo, tragicamente scomparso in guerra

Il volume, edito da Cloralia, è stato presentato alla presenza dell’assessore alla cultura Sabrina Messico, della responsabile della Biblioteca Civica Daniela Gandolfi, del pronipote dell’autore, Giorgio Novaro e della professoressa Emanuela Rotta Gentile.

Non potevamo che partire da questo incontro per inaugurare al meglio questo mese che da anni portiamo avanti per promuovere la lettura, la conoscenza e la cultura – commenta soddisfatta l’assessore Sabrina Messico -. Il nostro Palazzo del Parco è ormai diventato un punto di riferimento importante sia per i nostri cittadini, ma anche per tutti i nostri turisti, perché possono spesso trovare occasioni di confronto culturale non solo con importanti autori, ma anche con importanti iniziative museali, nonché mostre d’arte. Tuttora è presente nella nostra sala mostre un’importante esposizione che si chiuderà domenica, anzi, invito tutti ancora ad approfittare di queste ultime giornate. Questo per dire che l’amministrazione tende a valorizzare questo sito, perché è il nostro fulcro della cultura, da cui partono poi tutte le nostre iniziative”.

Angiolo Silvio Novaro è una figura a cui tutti noi siamo molto affezionati – prosegue l’assessore Messico -, parlo di tutti noi dianesi, perché è un poeta, ma è anche una figura che socialmente e a livello civico ha dato tanto, perché, voglio ricordarlo, oltre ad aver offerto un grande apporto dal punto di vista culturale, è stato un uomo che ha sempre avuto come scopo l’approccio all’altro in modo benefico. Le sue iniziative sociali sono sempre state plurime, nonché quelle imprenditoriali, per cui veramente una persona di grande valore che vogliamo sempre portare nel cuore e ricordare ai ragazzi e ai nostri cittadini”.

«Il fabbro armonioso» è un libro, ahimè, un po’ triste – spiega Giorgio Novaro -, perché ricorda una vicenda molto molto triste del mio prozio. Il fatto che sia stato rifatto questo libro è una cosa bellissima, perché ci sono tutte le lettere, tutte le vicende, tutte le cose che zio Silvio aveva vissuto con Jacopo e insieme alla mamma Laura, quando era un bambino e gli ha insegnato a camminare come si deve, eccetera. C’è tutta una storia proprio di genitori con un amore splendido per il figlio Jacopo. E poi Jacopo è cresciuto, è andato a Roma, è diventato militare e poi ha dovuto andare in guerra. E andando in guerra però questo ragazzo di 18 anni scriveva delle lettere stupende ai genitori, ogni giorno. Ma veramente commoventi, le lettere che scriveva: un ragazzo di 18 anni, queste cose sembrano impossibili. E poi la guerra era quella che era e lui scrive ai genitori un’ultima lettera dicendo: «non preoccupatevi se per un po’ di tempo non vi scrivo e né vi manderò delle monche cartoline, perché mi mandano a una postazione militare piuttosto impegnativa». E quella è stata l’ultima lettera. Dopodiché Jacopo è morto e zio Silvio ha cercato il corpo: è andato addirittura alla piana della Marcesina a cercarlo, a scavare anche a mani nude, come c’è scritto sul libro, e poi niente, non si è trovato il corpo”.

Io anni e anni fa – prosegue Giorgio Novaro – avevo incontrato, cioè conoscevo uno che vendeva delle latte per l’olio, e mi ha detto: «ma lo sai, Giorgio, che io ho un amico?» Perché zio Silvio aveva cercato e anche chiesto in giro se poteva trovare il corpo – ha avuto anche dei ricatti, diciamo, se vogliamo, cose che succedono – e poi questa persona qua, questo mio conoscente, mi dice: «sai Giorgio, Jacopo non è stato trovato, ma non potevano trovarlo. Io ho un amico che era con lui in guerra, e questo mio amico mi ha detto che era vicino a Jacopo quando un colpo di cannone l’ha preso e l’ha veramente distrutto completamente, per cui non c’era più niente da fare». E questo è purtroppo una cosa triste. E poi zio Silvio, scrivendo il libro, si rammarica del fatto che tutte le volte che Jacopo chiedeva qualche cosa, a seconda di com’era, zio Silvio gli diceva: «no, adesso non puoi questo e quest’altro». Dopo quello che è successo, ha detto, ha scritto: «mi sono rammaricato per non avergli dato tutto quello che lui chiedeva, perché se avessi saputo quello che sarebbe successo, gli avrei dato tutto, tutto, tutto»“.

Questo libro è molto bello – aggiunge – perché parla naturalmente lui, poi dopo ci sono le lettere di Jacopo. La cosa buffa è che quando lui è andato lì in guerra, che era nel Veneto, vicino a Vicenza, alla Marcesina, nella piana di Asiago, lui e i compagni stavano in una casa che si chiamava «Casa Rossa», come la casa del papà. Ed era una casa di doganieri. Poi è andato alla Marcesina e lì è successo tutto, purtroppo”.

Io ringrazio quelli che hanno riportato in auge questo libro, perché effettivamente è un libro che vale la pena recuperare. Ringrazio la dottoressa Gandolfi e la professoressa Re, perché la dottoressa Gandolfi della biblioteca tutti gli anni fa il Novaro Day, quindi si parla appunto di qualcuno della mia famiglia. Ed Emanuela Re, invece, è quella che ha ripescato «Il fabbro armonioso». E poi ringrazio anche il professor Ivano Dell’Orco, che attraverso le edizioni Cloralia, che fa edizioni di libri che sono stati dimenticati nel tempo, che ha ritirato fuori «Il fabbro armonioso».

A cura di Matteo Cantagallo

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