“Il tribunale amministrativo regionale della Liguria ha bloccato la variante al Piano regolatore portuale con cui il Comune di Imperia e la Regione Liguria volevano aprire la strada alla trasformazione turistica del porto di Oneglia. Questa decisione premia il lavoro svolto nel tempo dai lavoratori portuali, in particolare dalla Compagnia Maresca, che si battono da anni per difendere la destinazione commerciale del porto imperiese. Adesso Comune e Regione devono prendere atto di questa sentenza e sostenere le attività portuali esistenti, anziché ostacolarle”.
L’intervento della capogruppo regionale di AVS Selena Candia e del capogruppo in consiglio comunale Lucio Sardi
Selena Candia, capogruppo regionale di AVS, commenta con soddisfazione il pronunciamento del Tar ligure sulla variante al Piano regolatore portuale di Oneglia.
“Sul futuro del porto di Imperia, Alleanza Verdi e Sinistra si è battuta con forza, sia in Regione sia in Comune col consigliere Lucio Sardi. Il verdetto del Tar ha fermato un disegno speculativo che puntava a uno sviluppo della portualità in un’unica direzione, quella turistica, che è incapace di assicurare le necessarie opportunità di sviluppo per la città. In un solo anno, le banchine portuali di Oneglia hanno visto transitare oltre 40 mila tonnellate di materiali, garantendo posti di lavoro stabili e con retribuzioni adeguate”, ricorda Candia.
“La sentenza del TAR che ha bocciato la delibera con cui si interveniva strumentalmente con modifiche alla funzionalità del bacino commerciale per impedire di fatto il mantenimento del traffico merci esistente, è uno schiaffo alla viltà di una amministrazione comunale che, anche nel dibattito consiliare su quella pratica, ha negato la propria volontà di cancellare il porto commerciale del bacino di Oneglia”, dichiara Lucio Sardi, consigliere comunale di AVS a Imperia.
“Una sentenza che riconosce le ragioni e la dignità degli operatori commerciali del porto, in particolare dei lavoratori della compagnia portuale Maresca, che ancora nell’ultimo consiglio comunale nel dibattito sul progetto del porto turistico, il sindaco ha insultato offrendo ‘garanzie’ di assunzione nella partecipata comunale ‘ai tre portuali’. Il desiderio di Scajola di cancellare un settore dell’economia cittadina verso cui nutre uno storico e ideologico disprezzo, è andato a sbattere con una sentenza che ha smascherato i mezzucci e le forzature che ha tentato di utilizzare”, attacca Sardi.






