Questa mattina, 8 maggio 2026 si è svolta una nuova udienza presso il Tribunale di Imperia per il processo a carico del sindaco Claudio Scajola, imputato con l’accusa di favoreggiamento personale nell’ambito del cosiddetto “caso Maiolino”.
Dopo aver ascoltato i membri della Polizia Municipale, le dichiarazioni spontanee rese dallo stesso primo cittadino, le testimonianze tecniche e le escussioni di testimoni chiamati a chiarire aspetti urbanistici, amministrativi e ambientali oggi è il turno di due testimoni e, successivamente dell’esame dell’imputato, ossia proprio del sindaco, che esprimerà nuovamente la sua opinione e posizione rispondendo alle domande legate alla vicenda, che ruota attorno ai presunti abusi edilizi riscontrati nell’area di via Airenti, a Caramagna.
L’esame dell’imputato, parla il sindaco Scajola
Dopo le testimonianze è il turno del sindaco Claudio Scajola di sottoporsi all’esame in aula, tornando sui principali temi emersi nel dibattimento. L’imputato ha ripercorso il proprio ruolo nella vicenda Maiolino, ribadendo di aver agito esclusivamente nell’interesse pubblico e di non aver mai parlato o favorito i coniugi Maiolino: “Non l’ho mai incontrato. Né lui né nessun’altra persona mi ha chiesto di intercedere. Non sono mai andato sul terreno di Maiolino, nemmeno dopo la curiosità nata da questa inchiesta, ma lo farò quando sarà finito il procedimento. Ho visto delle foto perché ritenevo e pensavo che ci fosse stato costruito qualcosa, invece c’era solo un basamento di cemento. Le ho viste dopo l’inizio dell’inchiesta”.
La telefonata del 15 giugno con Bergaminelli
Uno dei passaggi centrali dell’udienza riguarda la telefonata del 15 giugno 2022 tra Scajola e l’allora comandante della Polizia Locale Aldo Bergaminelli. La difesa prova a chiarire il contesto in cui maturò quella conversazione, oggetto dell’accusa di favoreggiamento.
“Con quella telefonata e con quella frase lei intendeva realizzare un favoreggiamento?” chiede l’avvocato e la risposta del sindaco è netta: “Assolutamente no. Ricordo la telefonata e la potrei definire una telefonata provocatoria da parte dell’allora comandante dei vigili urbani. Io lo chiamo per chiedergli se ricordava il caso del signore che aveva una sua attività in un luogo dove interessato dal completamento della ciclabile e dove dovevamo rispettare tempi stretti per i finanziamenti governativi. Quel signore aveva ancora due anni e mezzo di titolo concessorio e questo avrebbe impedito il completamento della ciclabile, facendoci rischiare di perdere il finanziamento – spiega il sindaco – Parlando di questo luogo mi sento rispondere che non sapeva dov’era questo benzinaio-meccanico che era nel centro della città”.
Scajola definisce poi “gravissimo” il comportamento di Bergaminelli. “Ritengo gravissimo che il comandante della Polizia Locale, che dipende dal sindaco, registrasse le telefonate. Sentendo la registrazione, è palesemente provocatoria, se non indotta. Pur avendo una considerazione non eccelsa di lui, mi ha turbato che un collaboratore alle dirette dipendenze del sindaco registrasse le telefonate”.
Alla domanda su eventuali interessi personali il primo cittadino risponde e ribadisce in modo netto: “Io, facendo l’amministratore pubblico, non perseguo interessi personali”
La difesa richiama poi le dichiarazioni emerse nel dibattimento secondo cui Maiolino avrebbe frequentato ambienti di Forza Italia. “Non credo – ha dichiarato il sindaco – ci voglia una indagine per sapere che dal 2013 io non mi sono più occupato di Forza Italia e che non c’era, e non c’è mai stata fino a poco tempo fa, una sede di Forza Italia in questa città. E anche se ci fosse stata una sede di Forza Italia, noi facevamo dibattiti che avevano una sfera culturale non adatta alla personalità di Maiolino”.
“Il dovere di un amministratore è risolvere i problemi”
Scajola, sollecitato dalla difesa, torna poi sulla riunione del luglio 2022. “Chiunque abbia un po’ di sensibilità, ma soprattutto un sindaco, aiuta a risolvere i problemi, non a complicarli. Questo è il dovere di un amministratore pubblico: risolvere i problemi difficili, non quelli facili. Mi misi subito a fare un incontro con tutti i tecnici per farmi spiegare quale fosse il problema, cosa era successo e cosa si poteva fare”.
“Io – continua il sindaco – Non so se si ha percezione del lavoro di un sindaco di una città. Io mi sono mosso unicamente non per favorire, come sostiene l’accusa, ma per trovare una soluzione vedendo che il Comune era palesemente in torto. Levo la tua attività dove puoi stare ancora per un lungo periodo a una persona con una situazione familiare fragile. Di fronte a questo torto sostanziale io non ho favorito Maiolino, ma ho messo insieme i tecnici per vedere cosa si potesse fare”.
L’episodio di Costa d’Oneglia
Scajola ricostruisce poi l’episodio dello spintonamento subito durante una manifestazione. “Vado con mia moglie, senza essere seguito da nessuno della segreteria, in questo viottolo. Passano due ragazzi e mi spintonano apposta. Mi giro e rispondo: ‘Cosa fai?’”. “Andando via ci sono i vigili urbani che si occupavano della sicurezza e riferisco l’accaduto. Siccome c’era anche l’assessore Gagliano, trovano il ragazzo che mi aveva spintonato. Mi hanno chiesto se volevo fare denuncia e ho detto di no, ma che volevo sapere perché lo avesse fatto”.
Il Sindaco racconta poi l’incontro successivo con il ragazzo. “È venuto Magaglio insieme a questo ragazzo nel mio studio. Era visibilmente preoccupato. Gli ho chiesto perché avesse fatto quel gesto, mi ha spiegato che era stata una bravata. Alla fine ci siamo commossi insieme. Gli ho detto che lo avrei aiutato se fosse stato necessario. Ci siamo stretti la mano ed è andato via”.
“Passano pochi giorni – continua il sindaco – e leggo su un giornale online che c’era stata una denuncia nei confronti del ragazzo. Ho pensato: cosa penserà questo ragazzo delle istituzioni? Ho chiamato di corsa Bergaminelli e mi disse che era suo dovere farlo anche senza informarmi e che sarebbe andato a riferire al Procuratore”.
Tensione durante il controesame del PM Fornace
Si accendono poi i toni durante il controesame del PM Lorenzo Fornace che richiama la figura dell’architetto Ilvo Calzia e la telefonata avvenuta apparentemente prima dell’ordinanza di demolizione. “Può essere”, risponde Scajola alla domanda se fosse stato lui a chiamare Calzia.
Fornace contesta quindi una contraddizione nelle sue dichiarazioni e incalza chiedendo: “È vero che lei disse a Calzia: ‘Preparate la pratica di sanatoria’?”. “Non credo in questi termini – dichiara il sindaco – Si può inserire nel concetto: ‘trovate una soluzione’”.
Fornace insiste sul significato dell’espressione sentita nelle telefonate con Bergaminelli “fuori dai coglioni sti vigili” e il sindaco risponde: “Si parlava di una eccessiva solerzia e non era il momento per farlo, in quel senso. Non per nascondere un abuso, ma perché ci fosse un modo diverso di affrontare il tutto”.






