Un Teatro delle Opere Parrocchiali di via Verdi gremito ha accolto la nuova edizione del “Convegno capovolto“, evento promosso dall’associazione “Genitori @ttivi“, in collaborazione con Apertamente Imperia, Csv Polis, Anffas Imperia e col patrocinio del Comune, ma organizzato e gestito in totale autonomia dagli studenti e dalle studentesse di ogni ordine e grado di Imperia e provincia.
Gentilezza ed educazione all’affettività al centro dell’incontro organizzato dagli studenti imperiesi
Il convegno da ormai 5 anni si dedica alla costruzione di un dialogo tra i vari comparti della scuola, dando la possibilità ai ragazzi e alle ragazze di essere protagonisti del loro percorso di studi, ma anche di vita.
“Quest’anno il tema è la gentilezza e l’educazione all’affettività – spiega Marco Scarella, referente di Genitori @ttivi-, due argomenti molto importanti per l’ambito scolastico ma anche nella società di oggi. I ragazzi hanno trovato delle modalità diverse, anche artistiche, espressive, per cercare di dare un loro contributo su questa tematica“.
A partecipare quest’anno sono stati studentesse e studenti dell’Istituto Comprensivo Sauro, dell’Istituto Tecnico di Grafica e Comunicazione di Pieve di Teco, di Formedil Imperia-Sanremo, dell’Istituto Pastonchi di San Lorenzo al Mare, del Liceo delle Scienze Umane Amoretti di Imperia e del Liceo Classico Vieusseux di Imperia.
Il palcoscenico, nel corso dell’evento, ha ospitato esibizioni musicali, presentazioni teatrali e multimediali, progetti educativi sulla gentilezza, letture e riflessioni su parole e affettività, interventi poetico-letterari e testimonianze sull’inclusione. Al termine dei contributi offerti da ragazze e ragazzi è stata quindi la volta di un ospite d’eccezione, il giornalista Saverio Tommasi.
“Noi siamo partiti da un libro che aveva scritto Saverio Tommasi qualche anno fa, dove diceva che bisogna essere ribelli per essere gentili e viceversa – spiega ancora Marco Scarella -. Quindi va legato insieme a questi due argomenti, la ribellione e anche la gentilezza. E così, partendo un po’ da questo testo, abbiamo pensato di invitarlo, abbiamo preso contatti con lui, che è stato molto gentile, perché assisterà a tutto il convegno, quindi vedrà tutti i ragazzi che cosa stanno facendo, per poi dire due parole lui su quello che i ragazzi hanno portato sul parco e risponderà alle loro richieste, ovviamente con gli strumenti che i ragazzi hanno portato sul parco e quindi ci darà un momento di riflessione di dibattito su questo tema della gentilezza legata alla scuola che è la vita di tutti i ragazzi “.
Le parole di Saverio Tommasi
“È fondamentale discutere di questi temi con i ragazzi – afferma Saverio Tommasi ai nostri microfoni -. La gentilezza non è un atto accessorio e non significa neanche essere educati. Qualcosa di più, la gentilezza deve sconquassare, non è soltanto il grazie, il prego e il per favore. La gentilezza deve provare a divertire, cioè a divertere, a far cambiare direzione e a lasciare un ricordo di inaspettata vicinanza attraverso la relazione. Questo per me è gentilezza. Uno degli aspetti più belli di questo incontro, di questo convegno è proprio che è organizzato dalle ragazze e dai ragazzi, dalle studentesse e dagli studenti e noi siamo lateralmente protagonisti. Io sarò su quel palco, racconterò, spiegherò, farò degli esempi, ma proverò a riprendere gli esempi che farò da quelli che durante il pomeriggio faranno le ragazze e i ragazzi. E mi piace quest’idea di essere sì, in dialogo, ma anche moltissimo in ascolto“.
Noto anche per il suo impegno e attivismo, Tommasi si è soffermato brevemente su un’esperienza importante che lo ha visto protagonista, la partecipazione alla spedizione umanitaria della Global Sumud Flotilla, che ha tentato di rompere il blocco navale illegale imposto da Israele al fine di aiutare la popolazione di Gaza, vittima del genocidio.
“Ogni atto, secondo me, che prova a guardare alle difficoltà, alle tragedie, alle soppressioni dei diritti e in questo caso al genocidio palestinese è un atto di gentilezza verso le persone che lo subiscono – prosegue –. Perché la gentilezza non è affatto una carezzina o una parola ogni tanto. Gentilezza è l’idea di un intervento diretto per far valere diritti per le persone. E allora si può essere gentili con il mondo provando a resistere, provando a scardinare una serie di pregiudizi e provando tutti e tutti insieme davvero in questo modo a cambiare l’ordine delle cose. E secondo me è difficilissimo farlo, però è possibile“.
A cura di Matteo Cantagallo






