Le associazioni liguri dell’autotrasporto aderenti a UNATRAS – CNA FITA, Confartigianato Trasporti, FAI, FIAP e Legacoop – esprimono forte preoccupazione per la situazione che sta colpendo il comparto e confermano la mobilitazione nazionale proclamata dall’organizzazione.
Anche Confartigianato Imperia, attraverso la propria agenzia territoriale e la categoria Trasporti, si unisce alla posizione espressa a livello regionale e nazionale, condividendo le gravi criticità che le imprese dell’autotrasporto del territorio stanno affrontando quotidianamente.
“L’assenza di risposte concrete da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – sostengono le associazioni – sta infatti conducendo inevitabilmente verso l’attuazione del fermo nazionale dei servizi di trasporto“, proclamato dalle associazioni aderenti a UNATRAS e previsto dalle ore 00.01 del 25 maggio alle ore 24.00 del 29 maggio 2026.
Alla base della protesta c’è il continuo aumento del costo del carburante, registrato a partire da febbraio 2026: una situazione che sta producendo un impatto economico estremamente pesante sulle imprese di autotrasporto, già messe a dura prova da margini sempre più ridotti e da una crescente difficoltà nel garantire la sostenibilità operativa.
Nel dettaglio, le richieste avanzate da UNATRAS riguardano:
- lo stanziamento immediato di 500 milioni di euro per compensare l’impennata dei prezzi del carburante;
- misure urgenti di liquidità, tra cui il rimborso automatico delle accise e la sospensione di imposte, contributi previdenziali e premi assicurativi;
- regole chiare e uniformi sul fuel surcharge, per garantire maggiore trasparenza nei rapporti con la committenza;
- azioni concrete contro le speculazioni sui prezzi dei carburanti al dettaglio.
Secondo le associazioni di categoria, l’aggravio medio stimato è pari a circa 1.100 euro mensili per singolo veicolo, un costo ormai non più sostenibile per le imprese del settore.
“Le aziende dell’autotrasporto — sottolinea Confartigianato Imperia — stanno vivendo una situazione di estrema difficoltà. Dopo gli impegni annunciati nei mesi scorsi, il comparto attende ancora risposte concrete e immediate. Senza interventi rapidi e strutturali, il fermo nazionale rischia di diventare una conseguenza inevitabile di una crisi che sta mettendo in seria difficoltà migliaia di imprese e lavoratori”.






