Il consigliere di minoranza Lucio Sardi (AVS) ha presentato una mozione contro la corsa al riarmo e il piano “ReArm Europe/Readiness 2030”. Proprio nel pomeriggio di ieri, in apertura del Consiglio comunale, si è svolto un presidio del Comitato No Riarmo davanti alla sede del Comune di Imperia.
In sostanza, Sardi chiede che il Comune di Imperia si dichiari: “contro il riarmo europeo e l’aumento delle spese militari in Italia, per aumentare invece le risorse agli enti locali“. All’iniziativa del consigliere ha espresso sostegno anche il Partito Democratico.
“La solita chiusura di questa amministrazione – spiega Sardi amareggiato dopo il voto – che poi questa sera improvvisamente si è palesata con due emozioni su temi generali, mentre invece noi abbiamo trattato nel merito questioni che in parte abbiamo anche sostenuto, al di là dei limiti.
Si è dimostrato ancora una volta che, anche su temi importanti come quelli della guerra, della pace e del riarmo, perfino di fronte a una mobilitazione di molti cittadini imperiesi, visto che questa amministrazione si vanta sempre di avere il consenso , quando c’è stata una raccolta firme di centinaia di cittadini imperiesi, depositata in Comune, nonostante questo impegno e questo appello a sostenere una mozione contro il riarmo europeo e l’aumento delle spese militari in Italia, per aumentare invece le risorse agli enti locali, questa amministrazione si è chiusa ottusamente.
Peraltro, per tutta la sera si è registrata praticamente l’assenza di quasi tutta la Giunta, sindaco compreso, e del presidente del Consiglio: un atteggiamento che, dopo le prime pratiche sul porto, disegna anche una certa carenza di rispetto nei confronti della discussione che c’è in Consiglio Comunale.
Diciamo un pessimo comportamento e, purtroppo, l’ennesima mozione bocciata, a prescindere dai contenuti: un’altra macchia che si aggiunge all’immagine di questa amministrazione, non di questa città, che invece sa mobilitarsi e ha dato una risposta su questo tema importante.
Quindi questo almeno rimane, perché chi ci amministra non ci rappresenta da un punto di vista etico e politico su questi temi”.
La mozione è stata respinta con 12 voti contari.






