19 Maggio 2026 13:51

Imperia si schiera con Papa Leone XIV: unanime la mozione di sostegno dopo le parole di Trump. Lazzarini: “Segno di pace e dialogo”

Il Consiglio comunale di Imperia ha approvato all’unanimità una mozione di solidarietà a Papa Leone XIV, dopo le dichiarazioni sprezzanti rivoltegli dal presidente americano Donald Trump.

A portarla in aula è stato Giovanni Lazzarini, consigliere di maggioranza del gruppo Avanti, che ha voluto che il Comune prendesse posizione a fianco del Pontefice

Tutto è nato da un post su Truth in cui Trump lo accusava di un operato inadeguato nell’ambito della criminalità e della politica estera.

“Era doveroso – spiega Lazzarini avere un punto di riferimento e dare solidarietà al Papa, che ha subito questo affronto da Trump, il quale, con il suo modo di esporsi, di parlare e di portare avanti la pace nel mondo, non poteva sentirsi preso di mira da un personaggio che ritengo oggi sia in difficoltà dal punto di vista della stabilità, perché questo è quanto.

E quindi al Papa bisognava dare questo sostegno. Non è un sostegno perché lui ne avesse bisogno, però sicuramente Imperia aveva bisogno di sentirsi vicina al Papa, ma non solo al Papa, anche alle religioni presenti, perché la città di Imperia praticamente è una città che accoglie tutte le religioni, c’è una condivisione e quindi la pace si costruisce in questa maniera.

Sono modi per dare a tutti un segno di solidarietà, un segno di pace, un modo per poter dialogare e portare avanti questa pace che oggi nel mondo è veramente in difficoltà”.

Il voto favorevole è arrivato da tutta l’aula, compresa l’opposizione. A prendere la parola, con un intervento articolato e per tratti pungente verso la maggioranza, è stata la consigliera dem Anna Modaffari, seguita dal consigliere di AVS Lucio Sardi. Entrambi hanno votato sì, pur non rinunciando a sollevare più di una contraddizione politica.

A prendere parola la consigliera Modaffari (PD):”Dopo le parole sprezzanti, irrispettose, rivolte da Donald Trump nei confronti del Santo Padre, reo di aver difeso il primato della pace, del dialogo tra i popoli e della responsabilità morale di ciascuno davanti alla guerra, sempre più voci si levano a sostegno del suo impegno per la pace e a difesa di ciò che rappresenta.

Non solo i Vescovi americani, la Conferenza Episcopale Italiana, i movimenti ecclesiali e le associazioni religiose e familiari hanno espresso condanna per le parole a lui rivolte, sottolineando che il Papa non è un attore dello scontro politico ma il successore di Pietro, chiamato a difendere la verità e la pace, ma anche personalità politiche tra cui Mattarella, Tajani e persino la presidente Meloni, che, dopo aver tenuto un atteggiamento talmente servile da essere imbarazzante, giungendo a proporlo quale Premio Nobel per la Pace, avendo definito “inaccettabili” le parole del Capo di Stato americano, è stata scaricata con modalità e parole avulse dal linguaggio politico… Trump sembra un innamorato deluso…

E oggi il consigliere Lazzarini, membro di una maggioranza che così rivela di aver compreso che in questa stanza si possano trattare argomenti di rilevanza politica, in ossequio al principio che più volte ci siamo trovati costretti a ricordare, espresso dal Ministero dell’Interno a seguito di specifica interpellanza ancora nel marzo dello scorso anno, secondo cui “Il Consiglio Comunale può esaminare una mozione avente ad oggetto un argomento di interesse generale che non rientra nelle competenze enumerate dall’art. 42 del TUEL”; mozioni che, come nel caso che occupa, vertono su argomenti di carattere politico, sociale, economico, culturale e anche di interesse nazionale.

Dicevo, il consigliere Lazzarini ci porta una mozione che non può non essere condivisa, ma che ci obbliga a un esame un po’ più approfondito e a qualche riflessione ulteriore.

Rileggiamo le parole di Sua Santità che hanno scatenato la reazione, a dir poco scomposta, di Trump:Dio non benedice alcun conflitto. Chi è discepolo di Cristo non sta mai dalla parte di chi ieri impugnava la spada e oggi sgancia le bombe”, e rivolgendosi ai governanti: “Fermatevi! È tempo della pace! Sedetevi ai tavoli del dialogo e della mediazione, non ai tavoli dove si pianifica il riarmo e si deliberano azioni di morte”. Non – aggiungo – ai tavoli di quel comitato d’affari per trafficanti d’armi che si è rivelato “Board of Peace”.

Ebbene – torniamo a noi – come ha reagito questo Consesso di fronte a una mozione che invitava a prendere posizione nei confronti di una continua e acclarata “azione di morte”?

Ha taciuto, rifiutato il dialogo politico e infine votato compattamente contro, fatta eccezione – se non ricordo male – per un’unica dignitosa voce.

Perché noi oggi esprimiamo solidarietà al successore di Papa Bergoglio, il cui grido contro quella che è più di una guerra, è un genocidio – termine che sappiamo avere diverso e terribile significato – riecheggia ancora nelle parole di Papa Leone XIV, che è anch’egli in contatto continuo con la Comunità Cristiana di Gaza e cerca di porre in atto ogni migliore azione perché cessi questo sterminio.

E allora legittimamente ci chiediamo il motivo per cui oggi vi indignate di fronte alle parole di Donald Trump, il motivo per cui ci chiamate a esprimere una naturale vicinanza al Santo Padre, allineandovi con un Governo che ha alzato la testa e urlato di fronte a quel soldato israeliano che ha brutalizzato la statua del Cristo, perché i valori che difende il Papa, i valori cristiani che rappresenta quella statua, sono stati seppelliti innumerevoli volte a Gaza, ma non avete avuto il coraggio di richiamare e sposare il messaggio di fratellanza universale del Papa.

Non è stato sufficiente vedere morire oltre 72.500 persone, un’intera generazione cancellata, donne, bambini, anziani; decine di migliaia di feriti perché i potenti iniziassero a insorgere, mentre i semplici hanno ingaggiato piccole battaglie, non riuscendo a sopportare il dolore di quella linea di chilometri di bambini senza vita distesa su una spiaggia, i reportage dagli ospedali, le mutilazioni, l’abbandono, la morte per fame.

Non si è avuto il coraggio di riconoscere il lavoro della relatrice ONU Francesca Albanese, che avete sbeffeggiato con accuse misere, denigrando una “voce che tiene viva la coscienza del mondo”, come l’ha definita il premier spagnolo, che ha avuto il coraggio di denunciare l’apartheid, il genocidio e i crimini commessi a Gaza; di denunciare il coinvolgimento delle grandi aziende americane, dei produttori di armi; di dire che bisogna cessare l’invio di armi a Israele; di definire i progetti di pace di Trump e Netanyahu un insulto.

E ciò nonostante siano stati pochissimi i Comuni italiani che non hanno approvato mozioni che urlano il “fermate la strage”, il riconoscimento dello Stato di Palestina, e molto di più, come la vicina Genova, il cui Consiglio Comunale ha impegnato la sindaca a sollecitare il Governo Meloni a bloccare ogni fornitura di armi a Israele, a sospendere l’Associazione UE-Israele e sanzionare le occupazioni abusive dei coloni.

Ma la sera del 29 luglio u.s. questa stessa Amministrazione Scajola ha votato contrariamente alla mozione presentata, come d’uso tentando di gettare fumo sulle reali motivazioni del voto contrario, rovesciando la responsabilità sui proponenti e sostenitori “rei” di non aver aderito all’invito al ritiro della stessa, motivato esclusivamente da un preteso sbilanciamento verso la Palestina

In quest’ottica il Primo Cittadino, tanto spavaldo nel Consesso Comunale, ha tentato poi di recuperare sui media la pessima figura, la manifestazione di assenza assoluta di umanità, che ha ben compreso gli costerà cara, con una nota che promette la predisposizione di una migliore mozione a salvataggio suo e dei suoi seguaci, mentre il vicesindaco Fossati, probabilmente poco cosciente dell’enorme valenza dell’accaduto, si è lasciato andare a esternazioni a dir poco folli che rivelano purtroppo la sua vera natura ideologica oltre al mandato difensivo.

Mozione intrisa di bieca e ottusa ideologia di parte sul dramma di Gaza… caratterizzata da quel latente antisemitismo che atterrisce e dilaga ormai anche nel nostro Paese”, così viene descritta la richiesta di una presa di posizione di condanna al genocidio a Gaza, al terrorismo di Hamas, di ripudio alla guerra e impegno per la pace.

La richiesta gridata di cessare il fuoco, di liberare incondizionatamente gli ostaggi israeliani ancora nelle mani dei terroristi di Hamas, di interrompere violenze e occupazioni illegali e permettere l’invio di aiuti umanitari, è stata definita esercizio di mitomania, propaganda politica e amministrativa.

E allora come possiamo definire la vostra mozione odierna? “Strumentale”? “Accattivante”?

Ebbene, non tentiamo di usare valori cristiani che poi nei fatti non difendiamo, non tentiamo di mettere insieme religione, politica e armi se poi non abbiamo il coraggio di agire veramente a sostegno della pace.

Perché – voglio concludere con una frase di Papa Leone, risalente all’11 aprile scorso (Veglia del Rosario):”La guerra divide, la speranza unisce, la prepotenza calpesta, l’amore solleva… torniamo a credere nell’amore, nella moderazione, nella buona politica”, una politica capace di unire gli individui attorno a un’unica prospettiva di pace, nell’ottica di un’intesa almeno sui valori fondanti della democrazia e dell’umanità””.

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