28 Giugno 2026 11:42

Nuovo DDL caccia, Badano (VerdiEuropa Imperia): “La nostra terra non è un poligono di tiro!”

Riceviamo e pubblichiamo un appello di Gabriella Badano, responsabile VerdiEuropa di Imperia, a proposito del discusso DDL sulla caccia che verrà discusso alla Camera a partire dalla giornata di domani, lunedì 29 gennaio.

L’approvazione in prima lettura al Senato del nuovo disegno di legge sulla caccia, che punta a riformare la storica legge quadro 157 del 1992, ha sollevato un’ondata di indignazione e di fortissime critiche, a partire dal profilo di legittimità costituzionale e comunitaria – scrive Badano -. La riforma amplia notevolmente le aree e le finestre temporali in cui è permesso sparare: viene consentita la caccia anche in alcune aree finora protette, come spiagge, parchi pubblici e aree protette.

I calendari regionali potranno essere estesi fino a sovrapporsi alle delicate fasi di migrazione e nidificazione degli uccelli, permettendo l’attività venatoria anche oltre il tramonto.

Questo governo, ostaggio dei cacciatori, cancella persino le competenze scientifiche di un proprio organo dello Stato, come l’ISPRA, che ad oggi fornisce pareri tecnici obbligatori su calendari venatori, piani di controllo della fauna selvatica e valutazioni di impatto ambientale.

Secondo la legge approvata dal Senato, il parere scientifico di Ispra, l’ente pubblico del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, non è più vincolante, ma diventa puramente consultivo.

Il ridimensionamento del ruolo di Ispra significa che il parere scientifico dell’Istituto nella definizione dei calendari venatori non sarà più vincolante, ma solo consultivo.

La Corte costituzionale italiana ha più volte ribadito che la gestione della fauna selvatica, definita dal Codice civile patrimonio indisponibile dello Stato, deve basarsi su rigidi e oggettivi dati scientifici.

Il DDL esclude il lupo dall’elenco delle specie particolarmente protette a livello nazionale, aprendo di fatto la strada a possibili piani di abbattimento; inoltre è stato aumentato il numero di specie cacciabili, includendo, ad esempio, il piccione di città e l’oca selvatica.

Il DDL è anticostituzionale poiché contrasta direttamente con il nuovo articolo 9 della Costituzione italiana, che sancisce esplicitamente la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni.

La Commissione europea ha già espresso forti rilievi formali sul testo; gli ambientalisti e i giuristi sottolineano che molte delle nuove norme violano apertamente due capisaldi della tutela della biodiversità europea: la Direttiva Uccelli e la Direttiva Habitat.

L’apertura di una procedura di infrazione contro l’Italia sarebbe immediata, traducendosi in pesantissime sanzioni pecuniarie a carico dei contribuenti italiani.

La maggioranza di governo punta a una corsia preferenziale velocissima alla Camera dei deputati, un blitz per chiudere la partita in tempi record. L’esame del testo è stato calendarizzato immediatamente in Commissione Agricoltura alla Camera, con le prime convocazioni fissate per il 30 giugno e il 1° luglio 2026.

Le opposizioni stanno preparando una pioggia di emendamenti per rallentare i lavori in Commissione; le principali sigle ambientaliste e animaliste italiane, WWF, Lipu, LAV, ENPA e Legambiente, hanno unito le forze in una coalizione di oltre 46 organizzazioni, sostenute anche da centinaia di scienziati, accademici e costituzionalisti.

Hanno lanciato una maxi petizione nazionale denominata “Stop caccia selvaggia”, che ha già superato le 230.000 firme.

La scelta della caccia è contrastata dal 60-80% dei cittadini italiani; la nostra città da sempre ha espresso una grande sensibilità nei confronti del mondo animale, sia attraverso le numerose associazioni animaliste e ambientaliste, sia attraverso i moltissimi singoli cittadini che quotidianamente agiscono con parole e azioni concrete a tutela degli animali, di affezione e selvatici.

Rivolgo un APPELLO a tutti i nostri cittadini di mobilitarsi in ogni forma possibile per contrastare questa ennesima barbarie, a partire dalla raccolta di firme cui si può aderire attraverso le associazioni, informando e sensibilizzando chi ancora non conosce la tematica in prospettiva delle future battaglie”.

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