Si fa sempre più concreto il rischio di un accorpamento tra le classi prima e quarta della scuola elementare di Cipressa. Un fatto in realtà al momento già deciso, dato che non è stato raggiunto il numero minimo di iscritti sufficienti a giustificare la divisione degli alunni in due classi separate.
Incontro al Provveditorato di Imperia per chiedere una deroga all’accorpamento delle classi prima e quarta
Genitori, insegnanti e amministratori locali però non si sono dati per vinti e continuano a cercare soluzioni per risolvere la situazione o – alla peggio – tamponarla il più possibile.
Tante le problematiche sul piatto: dalla convivenza forzata tra bambini di diversa età alla commistione di programmi scolastici molto diversi, con alunni che si affacciano per la prima volta alla scuola e altri che hanno ormai padronanza piena della lettura e della scrittura.
Per questo nella giornata di oggi una nutrita delegazione di genitori, accompagnata dai sindaci di Cipressa e Costarainera Filippo Guasco e Pietro Mareri, da una delle storiche maestre della scuola, dall’assessore di San Lorenzo al Mare Cinzia Balestra (in qualità di madre di uno degli alunni) e da alcuni rappresentanti della Giraffa a Rotelle, si sono recati presso la sede del Provveditorato agli Studi di Imperia per perorare la propria causa.
Una causa che il dirigente Roberto Campagna ha però spiegato essere di difficile risoluzione. La problematica principale riguarderebbe l’organico a disposizione del provveditorato, che al momento escluderebbe la possibilità di una deroga al numero minimo legale. Gli incontri necessari alla definizione definitiva però devono ancora svolgersi, una situazione che potrebbe permettere l’accoglimento della richiesta di un potenziamento dell’organico, che possa perlomeno consentire un parziale sdoppiamento dell’insegnamento.
“La pluriclasse serve a salvare i plessi – sottolinea Campagna -. Chiudere i plessi significherebbe impoverire il territorio“.
La parola ai genitori
La soluzione però continua a non convincere i genitori. Uno di loro, Marco Ghirelli, ha commentato l’incontro ai nostri microfoni.
“Sono genitore di un bambino che andrà in quarta a settembre – dice – e c’è la prospettiva di fare una pluriclasse prima-quarta che, secondo noi, è sbagliata. Non perché siamo contro le pluriclassi, anzi, ci sono delle pluriclassi virtuose. Però prima e quarta è sbagliato, secondo me, per i bambini di prima, perché partire con un percorso della scuola dell’obbligo con una pluriclasse insieme a bambini di nove anni, che hanno esigenze diverse e sono preadolescenti. Mio figlio, per esempio, pesa già 40 chili perché è alto e ben messo, con dei bambini che sono degli scriccioli. Poi hanno esigenze diverse: c’è un sostegno, ci sarà probabilmente anche uno in prima di sostegno. Quindi assolutamente dobbiamo garantire il diritto allo studio, dobbiamo garantire un percorso virtuoso per i bambini e per gli insegnanti. Cipressa è una scuola bellissima, con un parco di insegnanti fantastico e quindi noi dobbiamo salvare questa scuola, perché cominciare poi dalle pluriclassi è di solito la deriva, è la partenza di una smobilitazione di tutta la scuola, di tutto il parco insegnanti, di tutti i bambini. Noi dobbiamo salvare il nostro territorio, dobbiamo garantire il diritto allo studio, che è sancito dalla Costituzione.”
A proposito dell’incontro invece aggiunge: “Il provveditore è stato gentile, disponibile e accogliente delle nostre istanze. Tuttavia non abbiamo avuto una risposta: abbiamo avuto un rimando, un’interlocuzione, una risposta interlocutoria. Noi speriamo che non si faccia l’accorpamento. Qualora si faccia l’accorpamento, chiediamo un supporto grosso, perché poi ci sono delle realtà molto diverse, quindi devono essere separati almeno per le materie principali, proprio in maniera fattiva. Non possono i bambini di prima fare italiano con i bambini di quarta, non si può, devono essere separati. Questo è almeno quello che chiediamo, anche se il massimo sarebbe proprio separare le classi, che poi in realtà dovrebbe essere così, perché non siamo ancora partiti, siamo ancora in tempo. I meri numeri non ci interessano. Lo capisco che il provveditore deve far quadrare i numeri, ma noi abbiamo bisogno di risposte per i nostri bambini, per l’educazione, perché la Costituzione garantisce il diritto allo studio e noi la scuola di Cipressa la vogliamo salvare perché è una realtà virtuosa. Dobbiamo tenere le classi separate: prima con la prima e quarta con la quarta. Sono bambini troppo diversi: da nove a sei anni c’è una differenza enorme a questa età e quindi devono stare separati“.
Il commento del sindaco Filippo Guasco
A fargli eco è il primo cittadino di Cipressa, Filippo Guasco, che commenta: “Purtroppo ormai è chiaro: le norme vengono fatte a livello romano, si parla sempre di numeri, ma a livello romano si dimenticano le realtà più piccole dell’entroterra. Questa norma sicuramente va bene per la città di Roma, di Milano, di Firenze, ma non va bene per le nostre realtà. Si parla di numeri, di tagli. Io lo vivo quotidianamente come sindaco, perché non posso assumere personale: mi vanno a vedere qual è la spesa del personale del 2010, 2011, 2012. Questa è la realtà e anche nelle scuole si fa fatica, quindi devono fare i tagli. Al Provveditore ho fatto due volte la domanda specifica e diciamo che ha un po’ glissato, o meglio ha forse ammesso la domanda a cui io ho rivolto. Credo che ci sia poca possibilità di spazio, sono sincero. Credo che sia stato molto chiaro che non aumenteranno questo insegnante e quindi ci sarà sicuramente questa classe che, ahimè, visti i numeri, farà parte di una classe prima e una classe quarta. Detto questo, mi auguro almeno che si è preso l’impegno di questo potenziamento, quindi un potenziamento. Poi, sa, nella vita tutto può succedere. Io credo che le deroghe devono esistere, perché senza deroghe non si va da nessuna parte”.
“L’augurio che oggi io faccio soprattutto alle mamme, ma anche come sindaco, e lo dice anche il mio collega sindaco di Costarainera, è questo – prosegue -: parliamo sempre di entroterra, ma sinceramente si fa sempre molto poco. Questo vuol dire che poi i paesi si svuotano. Noi abbiamo ancora una scuola bellissima che abbiamo realizzato nuova, proprio perché avevamo le classi piccole. Abbiamo fatto la scuola nuova con delle aule spaziose, grandi. E poi manca il numero, poi ci sono i tagli, quindi è veramente il gatto che si morde la coda. Io mi auguro che queste norme, a livello romano, vengano fatte non più a livello globale, ma vengano fatte per realtà diverse, perché non possiamo paragonare il comune, con tutto il rispetto, di Chiusavecchia al comune di Imperia. Quindi io rimango fiducioso che il provveditore, che ringrazio perché è stato molto disponibile e molto gentile, possa accogliere questa deroga. So benissimo che poi deve mettere la parola fine anche il provveditore regionale e quindi qualcuno si è già mosso, ci muoveremo anche in tal senso per avere questa deroga, per far sì che la scuola di Cipressa, come hanno dichiarato i genitori, è un fiore all’occhiello e possa rimanere un fiore all’occhiello per tutti i nostri figli“.
Una nota dolente a margine
Una nota a margine dell’incontro odierno riguarda un problema di accessibilità all’edificio riscontrato dai membri della Giraffa a Rotelle. L’ingresso principale, infatti, risulta privo di rampe che consentano l’accesso a persone con disabilità e quello deputato, situato a pochi metri sul fianco dell’edificio, è risultato non solo occupato da un furgone parcheggiato che impediva il passaggio di una sedia a rotelle, ma anche in stato di forte incuria, con erbacce infestanti che impedivano il passaggio nel pochissimo spazio rimasto a disposizione. Non un bel biglietto da visita.




A cura di Matteo Cantagallo






