La consigliera regionale di Forza Italia Chiara Cerri ha presentato in Consiglio regionale un ordine del giorno per impegnare il presidente e la giunta ad attivarsi nei confronti del Governo e della Conferenza Stato-Regioni, affinché vengano rivisti i parametri numerici del DPR 81/2009 per i comuni dell’entroterra con popolazione inferiore ai 2.000 abitanti.
L’atto, sottoscritto anche dai consiglieri di Forza Italia Angelo Vaccarezza e Carlo Bagnasco, sarà discusso e sottoposto al voto nel primo Consiglio regionale utile con seduta deliberante. Si punta a ottenere criteri più flessibili che tengano conto delle peculiarità delle aree interne. La recente vicenda della scuola di Cipressa ha infatti riportato l’attenzione su quanto un plesso scolastico rappresenti un presidio fondamentale per contrastare il rischio di spopolamento.
«Il calo delle nascite e i cambiamenti demografici stanno mettendo a dura prova le scuole dei piccoli comuni. Applicare criteri uniformi a realtà profondamente diverse rischia di penalizzare l’entroterra», dichiara Cerri. «Quando una scuola perde iscritti, le conseguenze riguardano l’offerta formativa e l’organizzazione dei servizi, incidendo sulla qualità della vita delle famiglie e sull’attrattività dei territori».
Con questo documento si chiede che la Regione Liguria si faccia promotrice presso il Governo di soluzioni più elastiche per consentire il mantenimento dei plessi esistenti e garantire il diritto allo studio.
La normativa attuale non sempre tiene conto delle difficoltà demografiche dei piccoli comuni, dove il calo degli iscritti rende sempre più complesso il mantenimento dei parametri richiesti.
«Le scuole dell’entroterra sono punti di riferimento per intere comunità: difenderle significa sostenere chi sceglie di vivere nelle aree interne», conclude la consigliera.






