5 Ottobre 2026 16:04

Imperia, l’autonomia differenziata sotto la lente della CGIL: “Riforma inutile e dannosa” / Foto e video

In breve: La riforma sull'autonomia differenziata al centro di una tavola rotonda organizzata dal sindacato

Si è svolta questo pomeriggio alla Scuola Edile di Imperia la tavola rotonda organizzata dalla Cgil di Imperia dedicata alle possibili conseguenze della riforma sui territori, sui diritti e sull’accesso ai servizi pubblici. Al centro del confronto sanità, lavoro, servizi e disuguaglianze territoriali, con gli interventi di rappresentanti sindacali, istituzionali e politici.

La riforma sull’autonomia differenziata al centro di una tavola rotonda organizzata dal sindacato

Il tema arriva al centro del dibattito anche in Liguria dopo che, il 10 settembre, il Consiglio regionale ha approvato gli schemi definitivi di intesa con il Governo per l’attribuzione di ulteriori competenze alla Regione, previste dall’articolo 116 della Costituzione. Il provvedimento riguarda protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa e tutela della salute, insieme al coordinamento della finanza pubblica. Le intese, della durata di dieci anni, prevedono il trasferimento di specifiche funzioni dallo Stato alla Regione, con l’obiettivo di consentire una maggiore autonomia nella gestione di questi ambiti.

Ad aprire i lavori è stato il Segretario Generale Cgil Imperia Tiziano Tomatis. Al confronto hanno partecipato Maurizio Calà (Segretario Generale Cgil Liguria), Enrico Ioculano (Consigliere regionale PD), Fulvio Fellegara (Vicesindaco di Sanremo), Carla Nattero (Segretaria regionale di SI) e Maria Spinosi (M5S), con la moderazione della giornalista Laura Ivani. Le conclusioni sono state affidate al Segretario Confederale Cgil nazionale Christian Ferrari. Nel corso dell’incontro sono stati approfonditi i possibili effetti del nuovo assetto sulla vita delle persone e sulla capacità dei territori di garantire servizi e diritti in modo uniforme.

“Secondo noi l’autonomia differenziata è decisamente importante perché potrebbe portare numerosi rischi – spiega Tiziano Tomatis –, non soltanto a una regione come la nostra, della Liguria, che ha aderito con una pre-intesa, ma soprattutto anche alle regioni che non hanno aderito e si troveranno poi in un sistema di diseguaglianza rispetto a regioni più ricche che comunque potranno determinare un problema di risorse generali per tutto il Paese. Quindi una mancanza di solidarietà verso le parti più deboli del Paese, ma allo stesso tempo, per quanto riguarda la Liguria, proprio al popolo ligure che è già in deficit avremo delle difficoltà ancora maggiori”.

“L’autonomia differenziata è inutile e dannosa – aggiunge Maurizio Calà -, inutile perché non interverrà sui problemi delle persone, per esempio ci sono sulla sanità, invece di intervenire sulle liste d’attesa, sulla mancanza di medici e infermieri, interviene addirittura per aumentare le prestazioni per i privati, quindi interviene sulla sanità privata, non sulla sanità pubblica, dannosa perché per esempio ci sono questioni come quella della previdenza complementare, delle stesse professioni che non si capisce esattamente cosa, a cosa servono? Per esempio, la previdenza complementare, ci sono i fondi nazionali, quindi non si capirebbe cosa la Liguria, avendo questa possibilità, può fare. Quindi sostanzialmente in Liguria non succederà nulla, se succederà qualcosa succederà «in pejus», perché noi siamo di fronte al fatto che il rischio è che si vadano a finanziare banche e assicurazioni sulla previdenza complementare e si finanzi ancora di più la sanità privata con soldi aggiunti della tassazione dei Liguri e non ci sarà una lira in più rispetto alle questioni nazionali. La cosa veramente grave è questa, autonomia differenziata nella logica di chi l’ha voluta, doveva servire a lasciare i soldi dei lavoratori e dei cittadini del Nord al Nord. Di tutto questo non c’è nulla, significa tassare nuovamente i Liguri”.

A contrastare la riforma non è soltanto la CGIL, sottolinea Christian Ferrari: “Ricordiamo che c’è stata una grande mobilitazione negli ultimi anni che aveva spinto e portato ad una sentenza della Corte Costituzionale importante che ha letteralmente demolito la legge Calderoli. La Corte ha detto una cosa molto chiara: non si tocca l’unità economica, sociale del Paese e al massimo si può parlare di qualche funzione legata a specificità, a specialità di ciascuna regione. Queste pre-intese di cui si sta discutendo in questi giorni rappresentano il tentativo di far rientrare dalla finestra ciò che quella sentenza della Corte e la mobilitazione che, a partire dalla CGL, ma di tanta parte della società civile, avevano fatto uscire dalla porta. Se poi pensiamo che nel frattempo si discute anche di un’inutile riforma elettorale, noi abbiamo idea che si stia tentando a fine legislatura un colpo di coda per arrivare di nuovo al cuore dei principi costituzionali. L’abbiamo contrastata fino adesso, continueremo a farlo perché non è nell’interesse dei cittadini“.

Tra gli ambiti più interessati dalla riforma c’è quello della sanità. “Bucci la spaccia come se l’autonomia differenziata fosse una grande possibilità – commenta Enrico Ioculano, che in Regione è vicepresidente della Commissione Sanità –. La realtà, purtroppo, è l’esatto contrario, perché ti mette in competizione con regioni come la Lombardia o il Veneto, senza citare il Piemonte.

La Lombardia e il Veneto sono regioni molto più ricche, con una capacità finanziaria maggiore e, dal punto di vista sanitario, vanno molto meglio: chiudono in bilancio e, addirittura, la Lombardia chiude in attivo. Hanno una mobilità attiva della sanità molto importante.

Voi potete capire che, se gli si dà la possibilità di fare sanità integrativa, integrazione dal punto di vista previdenziale e una differenziazione delle tariffe, un medico domani o un operatore sanitario non dovrà scegliere tra una retribuzione e l’altra, ma sceglierà tra un pacchetto di offerta regionale molto diverso.

E secondo voi quale sarà più allettante, quello lombardo o quello ligure?

Probabilmente il Presidente Bucci dovrebbe occuparsi anche di capire effettivamente quanto ci sia di vero dietro a questa proposta, perché noi l’abbiamo letta come una grande propaganda pre-Pontida. Voi sapete che la Lega, in questi momenti, non viaggia su ottime percentuali nei sondaggi e quindi aveva bisogno di arrivare alla kermesse di Pontida con qualcosa da dare in pasto ai propri militanti.

Bucci si è prestato. Queste intese, probabilmente, verranno impugnate dalle regioni del Sud che, paradossalmente, mentre prendono posizione a difesa del Presidente della Regione Bucci, fanno gli interessi anche dei Liguri”.

A cura di Matteo Cantagallo

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