15 Aprile 2026 04:15

Imperia: tempio crematorio, il TAR impone al Comune di esibire i documenti dell’appalto

Nuova svolta nella complessa vicenda dell’appalto da 45 milioni di euro per il tempio crematorio e i cimiteri comunali: il TAR della Liguria ha accolto il ricorso presentato da una società esclusa dalla fase esecutiva del progetto e ora il Comune di Imperia dovrà consegnare tutti gli atti richiesti entro 30 giorni e provvedere al pagamento di 3000 euro di spese legali.

Le origini della vicenda giudiziaria

Il progetto del tempio crematorio nasce nel 2021 con una gara da 45 milioni di euro, finanziata attraverso un partenariato pubblico-privato. La concessione, della durata trentennale, viene assegnata alla società GI One S.p.A., inizialmente esclusa per vizi formali ma successivamente riammessa con un parere legale favorevole.

Le polemiche esplodono quando, dopo l’aggiudicazione, GI One cede il ramo d’azienda relativo all’appalto alla società Altair Funeral, seconda classificata. Una delle società che aveva contribuito alla fase progettuale, indicata nell’offerta tecnica della ditta vincitrice, si vede improvvisamente tagliata fuori e avvia una battaglia legale per ottenere l’accesso completo agli atti.

Con la sentenza del TAR, si apre ora un nuovo capitolo: il Comune dovrà fare piena chiarezza sulla gestione dell’appalto e fornire trasparenza su tutte le fasi del progetto.

La decisione del TAR Liguria

Il TAR della Liguria ha sancito l’obbligo per il Comune di Imperia di esibire, in forma completa e con tutti gli allegati, la documentazione relativa alla concessione del progetto di finanza per la realizzazione e gestione del tempio crematorio presso il cimitero di Oneglia.

Il Tribunale ha stabilito che l’accesso agli atti è necessario per la tutela dei diritti economici della ricorrente, con riferimento al mancato compenso per la progettazione svolta e all’aspettativa di partecipare alla gestione dei servizi. Il Comune, che aveva parzialmente negato l’accesso invocando genericamente la riservatezza dei documenti, è stato condannato anche al pagamento di 3.000 euro di spese legali.

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