Lucio Sardi, consigliere comunale di minoranza a Imperia del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra, interviene con una nota per replicare al consigliere di maggioranza Davide La Monica (Avanti con Scajola), sulla vicenda relativa al Referendum contro il piano sosta e in merito alla modifica del Regolamento Comunale sui Referendum.
“Cordiale collega La Monica, la sua replica al mio comunicato, in cui ho utilizzato il suo intervento in consiglio per stigmatizzare il comportamento di tutta la maggioranza sulla vicenda del regolamento sui referendum comunali, è stato il classico tentativo di buttare la palla (in questo caso le palle che ha provato a rifilarci) in tribuna.
La prima regola di un confronto serio su una questione importante, come quella delle regole democratiche, è di non parlare di altro e quindi per mettere subito in chiaro che non intendeva affrontarlo, è stato sufficiente leggere le prime righe del suo comunicato.
Cercare di denigrare vanamente il proprio interlocutore col fare del giustizialista della domenica attaccando Ilaria Salis (con che credibilità, poi, dalla destra che mantiene la Santanchè al governo) dimostra quanto ella fatichi a difendere un racconto che non regge e da cui non riesce più a tirarsi fuori.
Le poche righe del suo intervento che rimangono togliendo gli attacchi fuori luogo e fuori argomento, le ha dedicate ad accampare scuse infondate per tentare di affibbiarci la patente di incompetenti sul lavoro di adeguamento del regolamento che, a suo dire avrebbe, con il sostegno dell’amministrazione, portato invece a un miracoloso traguardo.
Potrà anche tentare di aggrapparsi alla mancata abrogazione di un articolo già superato e contare come i carrarmati di Mussolini il numero di punti del suo ultimo emendamento per darsi un tono, ma rimane evidente che se un regolamento c’è e quindi un comitato di cittadini ha potuto presentare un referendum, è solo grazie all’iniziativa delle opposizioni.
Se si vuole dare un ruolo a lei e alla maggioranza, vi si può solo riconoscere il “merito” di aver cercato di impedirlo, votando contro la prima proposta di adeguamento del regolamento, per poi cercare di sabotarlo con un emendamento capestro palesemente illegittimo.
Quanto al tentativo finale di salvare la faccia (non potendo permettersi di bloccare l’adeguamento del regolamento all’infinito) il buon senso avrebbe imposto un po’ meno di sfacciataggine, che è invece un impulso insopprimibile della maggioranza di cui fa parte. Maggioranza che, pur di tentare dimostrare di avere il “dominio” del consiglio comunale, è pronta a negare l’evidenza finendo per schiantarcisi contro.
Premesso che per smentirla su questa vicenda non ho bisogno di mettere sgradevolmente in discussione la sua competenza giuridica o professionale – come invece ha purtroppo tentato di fare con me e la collega Modaffari – voglio premiare la temerarietà che ha messo in atto con la sfida sulle annunciate dimissioni in caso di smentita di alcune sue affermazioni (comunque sempre meglio che giurare sulla testa dei figli come Berlusconi).
Mi impegno pertanto a presentarmi a tutti i consigli comunali di questa legislatura in giacca doppiopetto, con cravatta della sartoria Marinella rigorosamente a pois, se lei potrà dimostrare:
- di aver presentato una proposta di modifica del regolamento sui referendum da portare in votazione in consiglio comunale;
- di aver formalizzato, nella competente commissione consiliare, un emendamento alle proposte di modifica del regolamento portate dall’opposizione per discuterle con i tempi e modi adeguati a tale attività;
- di aver (ovviamente di nascosto e camuffato con parrucca e baffi finti) dato una mano ai banchetti del comitato sul referendum dei parcheggi, per contribuire all’esercizio di tale strumento democratico.
Non potendo riconoscerle anche uno solo di questi atti, raccolgo alcune delle palle che ha scagliato in tribuna e la sfido a confrontarsi sul tema del diritto alla casa. Un grave problema sociale su cui sono impegnati i militanti di quei movimenti che scelgono (assumendosi, come la Salis, anche il rischio di incorrere in quelle contestazioni legali di cui lei si indigna tanto) anche di far occupare immobili abbandonati e lasciati andare in malora dagli enti che dovrebbero invece assegnarli.
Se crede, sono anche disponibile a un confronto sul tema dei diritti delle persone detenute e della condizione delle carceri italiane, di cui l’eurodeputata di AVS Ilaria Salis sta attivamente occupando”.






