“Tutti ne parlano, troppi cavalcano euforicamente una notizia che personalmente ci lascia solo l’amaro in bocca. Il pensiero corre alle Attività che sono state costrette a chiudere i battenti, alle famiglie che hanno sottratto risorse anche dedicate ai bisogni fondamentali per non rimanere senza acqua come quella mamma imperiese con tre figli, ai Cittadini che hanno chiesto di essere ascoltati ma sono stati allontanati, a chi si è battuto perché di discutesse una mozione che ha visto la maggioranza abbandonare l’aula, ai Comitati supportati solo da pochi Consiglieri Comunali di minoranza che hanno offerto il loro tempo per tentare di individuare soluzioni comuni”.
Con queste parole la capogruppo del Partito Democratico in consiglio a Imperia, Loredana Modaffari, commenta la deliberazione pubblicata oggi dall’Autorita di regolazione per energia reti e ambiente (Arera) in merito alle bollette di Rivieracqua.
Bollette acqua: la capogruppo del Pd Loredana Modaffari interviene dopo la pronuncia di Arera
“E allora non sarebbe stato meglio accettare un confronto democratico? Non sarebbe stato preferibile attendere i tempi dell’Autorità di Regolazione che Gruppi e privati supportati da qualche Consigliere Don Chisciotte hanno persino messo in mora invitandola all’adempimento per velocizzare i tempi, per evitare disagi e difficoltà di chi ha dovuto scegliere tra mangiare o bere?
La verità è che purtroppo in questa Città per far quadrare i conti non si guarda in faccia a nessuno e si negano diritti fondamentali e inalienabili.
Lo abbiamo già scritto e gridato, a Imperia l’acqua di tutti, bene comune che avrebbe dovuto essere sottratto alle logiche di mercato e tutelato come diritto universale, è stata regalata al privato con grandi manovre, scuse traballanti, che hanno frustrato le ragioni dei milioni di cittadini che hanno votato un referendum e degli imperiesi che si sono battuti a difesa, maltrattati e dileggiati dall’amministrazione pubblica. Soldi dei Cittadini Imperiesi donati in nome del salvataggio di una Società che andava probabilmente smantellata, soldi che si è cercato di far rientrare con bollette comprensive dei famigerati adeguamenti, e con un finanziamento da 16 milioni di euro attraverso il P.N.R.R., che impone un piano di revisione e risanamento importante di tutta la rete idrica che il nuovo modello di Società sarà in grado di realizzare alla luce della perdita netta di liquidi conseguente all’odierna decisione?
E che ne sarà del concordato che ha reso imprescindibile – a detta del nostro amato Sindaco – regalare l’acqua al Privato in barba ad una precisa Delibera popolare?
Non c’è da gioire né da bacchettare; solo da realizzare che è necessario cambiare passo, abbandonare la rassegnazione, osservare, interessandosi personalmente della cosa pubblica e supportando chi ogni giorno è presente sul campo mettendoci la faccia, impegnando il proprio tempo anche solo con l’ascolto, raccogliendo le esigenze delle persone, provando a risolvere i problemi.
La guerra contro l’arroganza del potere che può condurre all’abisso è solo all’inizio”.






